La comunità
-Luogo del perdono e della festa
(Già e non ancora)Citazioni dal testo: "Una comunità non è mai per se stessa. Essa apartiene a qualcosa che la supera, appartiene ai poveri, all'umanità, alla Chiesa, all'universo. Essa è un dono, una testimonianza da offrire a tutti gli uomini." "Io sento che il mio posto nella Chiesa e nella società umana è di camminare con i poveri e con i deboli: di fare cosi' che ognuno di noi cresca insieme agli altri, che ci sosteniamo a vicenda per essere fedeli alla nostra crescita profonda, al nostro cammino verso una libertà interiore." Nel cuore del povero c' è un mistero. Gesu' dice che tutto quello che si fa all' affamato, a chi ha sete, che è nudo, malato, in prigione, straniero, è a Lui che lo si fa: "Tutto quello che fai al piu' insignificante dei miei fratelli, è a me che lo fai." Il povero nella sua insicurezza totale, nella sua angoscia e nel suo abbandono, si identifica a Gesu'. Nella sua povertà radicale , nella sua ferita evidente, si trova celato il mistero della presenza di Dio." "Una comunità non è mai per se stessa. Essa appartiene a qualcosa che la supera, appartiene ai poveri, all'umanità, alla Chiesa, all'universo. Essa è un dono, una testimonianza da offrire a tutti gli uomini" "troppe persone vivono in comunità per trovare qualcosa, per appartenere a un gruppo dinamico, per avere uno stile di vita prossimo ad un ideale. Se si entra in una comunità senza sapere che vi si entra per scoprire il mistero del perdono, se ne resta presto delusi." "Nel corso degli anni, scopro che non c'è opposizione fra la mia vita con i poveri e la mia preghiera e di unione con Dio. Certo Gesù si rivela a me nell'eucarestia, e ho bisogno di passare del tempo con Lui nella preghiera silenzsiosa. Ma Egli si rivela anche in questa vita con i miei fratelli e sorelle. La mia fedeltà a Gesù si realizza nella mia fedeltà ai miei fratelli e sorelle dell'Arca, specialmente i più poveri". Jean Vanire, nato nel 1928, ha lasciato la marina canadese nel 1950 per studiare filosofia e vivere in una comunità cristiana vicino Parigi. Ottenuto il dottorato in filosofia ha insegnato alluniversità di Toronto. Nel 1964 ha avviato la Comunità dellArca (Arche) accogliendodue persone handicappate mentali adulte in un piccolo focolare". "Quando sono venuto a Trosly-Breuil, questo piccolo villaggio a nord di Parigi, ho raccolto Raphael e Philippe. Li ho invitati a venire con me a causa di Gesù e del Vangelo. E' così che l'Arca fu fondata. Tirandoli fuori da un asilo, sapevo che era per tutta la vita [...] Il mio scopo, creando l'Arca, era di fondare una famiglia, una comunità per e con quelli che sono deboli e poveri a causa di un handicap mentale e che si sentono soli e abbandonati." La Comunità si è sviluppata, altri focolari dellArca sono stati aperti in numerosi paesi: Canada, Stati Uniti, Belgio, Danimarca, Norvegia, Italia. Lo scopo dellArca è di creare focolari di vita, dove persone handicappate e assistenti condividono gioie e pene in una vita ispirata alla carta delle beatitudini.
Titolo La comunità - Luogo del perdono e della festa
Autore Vanier Jean
Traduttore Bartesaghi M.
Editore Jaca Book
EAN 9788816302105
Pagine 376
Data giugno 2011
Collana Già e non ancora
-
Uomo e donna
di Vanier Jean -
Lettera della tenerezza di Dio
di Vanier Jean -
Una vita di comunione. Jean Vanier e l'Arca
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Entrare nel mistero. Gesù nel Vangelo di Giovanni
di Vanier Jean -
Trovare la pace
di Vanier Jean -
Alla sorgente delle lacrime
di Vanier Jean


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sig.ra zelinda carbonre il 19 novembre 2010 alle 12:36 ha scritto:
Appartengo ad un gruppo missionario laico che nell'anno sociale 2008/2009 ha guidato i propri incontri mensili e le riflessioni con il testo "La Comunità. Luogo del perdono e della festa". Il testo è stato capace di suscitare forti e chiari spunti di riflessione che ci hanno aiutato a leggere dentro ciascuno di noi il perchè del per-dono e del servizio verso i fratelli come esigenza del cristiano. E' da consigliarne la lettura.
carla il 30 settembre 2011 alle 14:48 ha scritto:
me lo ha consigliato un amico, è eccezionale x chi frequenta un cammino cristiano con una comunità o fraternità come me
sig.ra marina venturini il 31 gennaio 2012 alle 22:10 ha scritto:
Il racconto di un'esperienza diventa dono per gli altri e spunto continuo di riflessione.
Alla scoperta di una spiritualità del farsi prossimo e della ricerca del proprio "dono" per gli altri