Dov'è colui che è nato? Alla ricerca del Natale perduto
(Dimensioni dello spirito)Il Natale rischia di essere una festa di compleanno in cui ci si è scordati di invitare il festeggiato, e sempre più credenti provano disagio all'avvicinarsi del 25 dicembre. La provocazione di Dio fattosi uomo si è trasformata nella festa dei buoni sentimenti: Dio viene, e l'uomo non c'è. È l'uomo il grande assente della storia, non Dio. Forse per questa ragione abbiamo riempito di zucchero e melassa una festa nata per far riflettere? A Natale, poi, le persone sole, o sofferenti, vivono un dolore indicibile davanti alle rassicuranti immagini televisive in cui famiglie felici si radunano intorno ad un buon pranzo. Il messaggio del Natale è che Dio viene per farsi riconoscere dai poveri, e proprio i poveri vivono il Natale come il peggior giorno dell'anno? L'autore aiuta a rileggere i racconti dei vangeli con lo sguardo della verità e della conversione: il suo è un vero e proprio manuale di sopravvivenza al Natale, per riappropriarsi dello stupore di un Dio neonato.
Titolo Dov'è colui che è nato? Alla ricerca del Natale perduto
Autore Curtaz Paolo
Editore San Paolo Edizioni
EAN 9788821566028
Pagine 176
Data ottobre 2009
Peso 235 grammi
Collana Dimensioni dello spirito
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Natale notte di luce
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Buon Natale!
di Grün Anselm -
Il vero Natale
di Aa. Vv. -
Diventare se stessi
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E venne ad abitare in mezzo a noi (Sussidio)
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E venne ad abitare in mezzo a noi (Poster)
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Natale da vivere
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Sul dolore
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Perché restare cristiani
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Gesù zero
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Il grande abbraccio
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ABC della fede cristiana
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L' ultimo sì. Un Dio che muore solo come un cane
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Mattia va alla prima comunione


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Giuseppe Gibelli il 14 dicembre 2009 alle 22:49 ha scritto:
Ho apprezzato in particolare l'abilità di don Paolo di "incarnare" la Buona Notizia nella vita quotidiana, nell'esperienza di tutti: che è poi la caratteristica delle sue omelie domenicali via web. E' molto bello che cominci parlando di se stesso, offrendo in dono al lettore i fatti della sua propria vita, compresi quelli spiacevoli, di cui non si parla volentieri: è il modo migliore per proporre un insegnamento. I tre racconti conclusivi, poi, sono veramente un regalo: molto ben confezionati, davvero toccano le corde del cuore.
Un piccolo neo, secondo me, è l'aver seguito la scia tradizionale del racconto della Natività, con i particolari aggiunti dalla fantasia popolare al testo evangelico (a causa principalmente delle cattive traduzioni): il freddo e il gelo, l'albergo pieno, i pastori miserabili ed emarginati. Sarebbe bello che qualcuno cominciasse a parlare del Natale senza questi dettagli di miseria e rifiuto, che non appartengono agli scritti degli evangelisti. Il rifiuto c'è, ma non da parte degli albergatori! bensì da parte dei potenti. Come dice bene don Paolo, se sei uno che vuole avere sempre e comunque il pieno controllo, se fai affidamento sui tuoi propri mezzi per salvarti, il Natale non è per te.