Il Messale di Pio V. Perché la messa in latino nel III millennio?
Papa Benedetto XVI ha approntato il «motu proprio» col quale «ripristina» la messa in latino. La «novità» è che il «motu proprio» rende possibile celebrare la messa col Messale in uso prima del Vaticano II e riformato secondo il concilio di Trento (1570) e solamente «aggiornato» nell’edizione promulgata da papa Giovanni XXIII (1962). Non tutti hanno chiari i termini della questione. Il noto direttore di «Rivista Liturgica», don Manlio Sodi, ci aiuta con la sua riconosciuta chiarezza e competenza a entrare nella problematica storica e teologica e ci fa capire – nel rispetto delle opinioni di tutti e al di là di ogni scontata polemica – la portata dell’evento.
Titolo Il Messale di Pio V. Perché la messa in latino nel III millennio?
Autore Sodi Manlio
Editore Edizioni Messaggero
EAN 9788825019469
Pagine 48
Data July 2007
Peso 45 grammi
Dimensioni 10 x 15 cm
Il volumetto, scritto in seguito alla pubblicazione del Motu proprio Summorum Pontificum, presenta la storia del messale (e del lezionario) a...
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Luca Mancinotti il 24 November 2007 alle 20:51 ha scritto:
Si intuisce in numerosi parti del libro una certa avvrsione dell'autore nei confronti del Motu Proprio di Benedetto XVI. L'analisi poteva essere compiuta certamente con minore faziosità, prediligendo un'atteggiamento esplicativo anzichè oppositivo. Non privo di inesattezze. Comunque sconsigliato.
primo il 23 April 2010 alle 17:00 ha scritto:
L'Autore si chiede già dal titolo "Perché della Messa in latino ne III millennio? ", ma già lo stesso titolo è inesatto perché la messa, secondo il Vaticano II è ancora ufficialmente in latino, mentre viene data la possibilità di dire in lingua volgare "alcune parti". Si capisce bene che all'Autore il Motu proprio è andato di traverso ma, non osando mettersi contro il papa, cerca in tutti i modi di minimizzarne la portata con evidenti forzature interpretative. Avrebbe dovuto sostituire il punto interrogativo del titolo con una sfilza di punti esclamativi, visto la sua perplessità che sottintende ostilità. SCONSIGLIATO.