Paolo. Vita, viaggi, teologia
di Fitzmyer Joseph A.
Le più aggiornate conoscenze sull'Apostolo delle genti e sulle origini del cristianesimo, elaborate con rigore esegetico e offerte in un linguaggio chiaro e preciso ad un vasto pubblico. Una tra le esposizioni più complete, dal punto di vista filologico, esegetico, storico e teologico. Dalla quarta di copertina: Il libro riprende i contributi su Paolo scritti da Joseph Fitzmyer per il Nuovo Grande Commentario Biblico (Queriniana 20022), che costituiscono una sintesi aggiornata degli studi biblici che riguardano lapostolo. Lo scopo principale è di rendere accessibile ad un pubblico più vasto le informazioni e le conoscenze su Paolo e le origini del cristianesimo, qui elaborate con rigore esegetico e offerte in un linguaggio chiaro e preciso: una prima parte traccia le linee fondamentali della vita e dei viaggi dellapostolo, presentandone il carattere e il contesto storico-culturale; la seconda parte, più ampia, ne delinea i nuclei essenziali del pensiero teologico. Nellinsieme si propone come una tra le esposizioni più complete, da vari punti di vista: filologico, esegetico, storico e teologico.
DETTAGLI DI «Paolo. Vita, viaggi, teologia»
Titolo Paolo. Vita, viaggi, teologia
Autore
Fitzmyer Joseph A.
Editore
Queriniana Edizioni
EAN 9788839908322
Pagine 256
Data maggio 2009
Peso 251 grammi
Misure 10
Collana Giornale di teologia
COMMENTI DEI LETTORI A «Paolo. Vita, viaggi, teologia»
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RECENSIONI DI «Paolo. Vita, viaggi, teologia»
Autore: Carlo Broccardo (vedi tutte le recensioni)
Nel 1990 usciva negli Stati Uniti The New Jerome Biblical Commentary, tradotto in italiano dall'editrice Queriniana nel 1997 e riedito dalla stessa editrice nel 2002 con il titolo Nuovo Grande Commentario Biblico. Di quest'opera conosciuta e apprezzata fanno parte due articoli monografici firmati da J.A. Fitzmyer: «Paolo» e «Teologia paolina». Il presente volume ripropone questi due contributi in formato libro, presentandoli nella collana »Giornale di teologia». La scelta editoriale è senza dubbio interessante: nel panorama di volumi e volumetti relativi a San Paolo, che abbondano nell'anno paolino, questo di Fitzmyer risalta per lo spessore teologico. Anzi, forse l'aspetto teologico è fin troppo sviluppato: non in sé, ma per quanto ci si aspetterebbe acquistando un libro intitolato Paolo: vita, viaggi, teologia. Il lettore che si aspettasse una introduzione generale a Paolo rimarrebbe infatti deluso: su 220 pagine di testo, solo una quarantina sono dedicate alla vita e ai viaggi, il resto alla teologia. Niente alla presentazione delle singole lettere; comprensibile nel contesto originario (il grande commentario), meno nel nuovo formato.
Il formato e il titolo possono dunque ingannare, nel senso che lasciano intuire qualcosa di più semplice. In realtà il volume è una vera e propria teologia di Paolo (per quando l'A. si schermisca definendolo un «breve abbozzo», p. 228); per un pubblico intermedio, che abbia già una conoscenza di base delle lettere paoline, è uno strumento ottimo: recuperati in due battute vita e viaggi dell'Apostolo, offre un approfondimento non banale della sua teologia. Lo stile è quello conosciuto di Fitzmyer: meticoloso, analitico, sicuro nell'argomentazione, si confronta con molti autori prima di esprimere la sua opinione in merito alle questioni affrontate; non è facile da seguire per l'articolazione del pensiero, ma la scrittura in sé è piana e accessibile. Unica pecca in proposito è l'aspetto grafico: paragrafi lunghi e assenza di note a pie' di pagina con i riferimenti agli autori che si moltiplicano a dismisura nel corpo del testo, tutto questo rende inutilmente complessa la lettura.
Lo schema della parte teologia è molto chiaro. Un primo capitolo introduce obiettivi, limiti e problemi aperti; qui l'A. ribadisce anzitutto che la teologia di Paolo è «una» delle teologie del NT e inoltre che non si tratta di una teologia sistematica. Cose scontate, ma fondamentali per le conseguenze che comportano: anzitutto «un'esposizione valida della teologia paolina deve accertare prima di tutto ciò che Paolo volle dire, e in questo senso deve essere descrittiva»; in secondo luogo può essere che Paolo relativamente a qualche questione teologica si esprima in maniera «embrionale», per cui nel rileggerlo non dobbiamo dimenticare che «l'ulteriore sviluppo dogmatico può aver eliminato quella apertura di formulazione» che era presente nel pensiero di Paolo e dunque lo storico del dogma o il teologo dogmatico non possono sostenere che questo sviluppo posteriore sia il significato preciso di un testo di Paolo. «Da qui dunque la necessità di rispettare la teologia paolina per quella che è» (54-56).
Posta questa premessa fondamentale, un secondo capitolo delinea l'ambiente giudaico, ellenistico e cristiano di Paolo; non solo in questo paragrafo, ma anche nella presentazione successiva si vede da parte dell'A. una particolare capacità di inserire il testo nel contesto storico-culturale di origine. Tipico di Fitzmyer; particolarmente apprezzabile qui.
Il terzo e amplissimo capitolo presenta le prospettive dominanti della teologia di Paolo: la soteriologia cristocentrica, l'antropologia, l'etica. Anche in questo caso le idee sono chiare e lo svolgimento ordinato: «Se la teologia di Paolo è prevalentemente una cristologia, si deve insistere sul suo carattere funzionale. A Paolo non interessava molto spiegare la costituzione intrinseca di Cristo in sé; egli predicava ‘Cristo crocifisso', Cristo in quanto significativo per l'umanità» (81). Oggi tale impostazione è abbastanza diffusa e non sembra una novità; al tempo dell'originale inglese dell'articolo lo era di meno. I singoli temi sono poi approfonditi nel dettaglio, in modo analitico ma chiaro; alcuni paragrafi sono quasi articoletti a sé, molto utili per una presentazione di alcuni temi a livello di istituti teologici (ad esempio i titoli «Figlio di Dio», «Cristo» e «Signore» alle pagine 105-115).
Il volume si chiude con una poderosa lista delle abbreviazioni (che basterebbe per intuire la portata del lavoro), preceduta dalla bibliografia generale. Sono sufficienti quattro pagine per la bibliografia finale (accuratamente aggiornata in Italiano), perché ad ogni capitolo e anche più spesso c'è una bibliografia specifica molto dettagliata; unico limite è che, a parte qualche puntata oltre, ci si ferma generalmente agli anni '70 - ma ancora una volta non dobbiamo dimenticare che si tratta della riedizione di un testo di qualche anno fa.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2008, nr. 3
(http://www.fttr.it/web/studiapatavina)
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