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Citazione spirituale

Il meraviglioso segreto delle anime del purgatorio secondo santa Caterina da Genova e secondo la Chiesa


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Tipo Libro Titolo Il meraviglioso segreto delle anime del purgatorio secondo santa Caterina da Genova e secondo la Chiesa Editore Shalom EAN 9788886616133 Pagine 256 Data 2002 Peso 90 grammi Dimensioni 11 x 16 cm Collana Le Anime del Purgatorio
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il 12 aprile 2011 alle 12:37 ha scritto:

L’ unico modo indicato da Dio per trasmettere alla nostra vita i benefici delle ‘’ soddisfazioni di Cristo ‘’ è LA FEDE IN LUI .
Opere prescritte, pellegrinaggi , penitenze ‘’ non hanno né il potere di applicare i benefici di Cristo né tanto meno quello di completare la sua opera sulla Croce , perfettamente sufficiente per la nostra salvezza e frutto esclusivo della GRAZZIA di Dio .

il 27 dicembre 2011 alle 22:55 ha scritto:

Questo libro esordisce con il trattato di santa Caterina da Genova sul Purgatorio, e poi affronta lo stesso argomento analizzandolo dal punto di vista della Tradizione Cattolica, della Sacra Scrittura, del Catechiscmo e citando le riflessioni dei santi che hanno parlato del Purgatorio.

il 26 agosto 2014 alle 18:28 ha scritto:

Questo libro mi ha aiutato ad approfondire la conoscenza del Purgatorio e la consapevolezza che comunque, ognuno di noi, è destinato ad andare in questo luogo dopo la morte, perché in vita qualche peccato si è commesso e al cospetto di Gesù ci dobbiamo presentare limpidi come lui ci ha creati.
Ho avuto l'opportunità, tra le sue pagine, di conoscere anche la vita di Santa Caterina da Genova e capire perché proseguire nella lettura e nella conoscenza di questo luogo che ci attende dopo la morte. Altro insegnamento è che bisogna ricordarsi dei nostri defunti che magari sono lì ed hanno bisogno di preghiere per espiare del tutto i loro peccati terreni, piccoli o grandi, e proseguire per la felicità eterna al cospetto di Dio. Questo lo possiamo fare pregando, pregando, pregando per loro e per noi stessi.

, francesco.fassi2013@gmail.com il 10 settembre 2016 alle 10:51 ha scritto:

Acquistai questo libro in passato, ne acquistai anche delle copie da lasciare ai miei compagni di fede nelle parte riservata ai libri, al commento al vangelo domenicale e ad altri contenuti spirituali nella chiesa parrocchiale ed infine cedetti la mia copia al confessore perché lo desse ad altre anime.
Ognuno è libero di credere o non credere che il purgatorio esiste temporaneamente come stato di purificazione dell'anima, ognuno è libero di credere o non credere che per il sacrificio della Croce di Cristo ognuno può andare alla felicità dopo la morte senza doversi pentire dei propri peccati né cambiare vita perché il sacrificio di Gesù garantisce in automatico l'ingresso in paradiso. Infine ognuno è libero di credere che per gli altri non possiamo fare nulla e che pellegrinaggi, sacrifici, Messe, Sacramenti, opere di carità, preghiera non giovano nulla né a noi stessi né agli altri (tempo sprecato) e che in ultima analisi la sofferenza che patiamo in questa vita sia totalmente inutile e senza significato. Infine se Gesù Cristo prega per noi presso il Padre, che senso ha che noi perdiamo tempo a pregare quando già lo sta facendo lui.

Tuttavia mi viene in mente una frase scritta da San Paolo, presa dalla Bibbia di Gerusalemme, Lettera ai Colossesi 1,24: "Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa".
Penso che l'unico modo per seguire Cristo sia non solo credere che lui è l'unico mediatore della salvezza e della giustificazione presso Dio nonché mediatore presso il Padre mediante il suo sacrificio dai meriti infiniti e dal quale non manca niente, né in meriti, né in patimenti, né in efficacia. Ma possiamo dirci cristiani senza imitare nelle nostre possibilità e con la grazia di Dio quello che ha fatto Cristo? Se è sufficiente credere in Cristo (sapere chi è Gesù) per essere salvati anche i demoni ci credono eppure non sono in stato di felicità e non sono con Gesù. Come posso dire che amo il Cristo se non sono disposto a fare quello lui ha comandato di fare e a dare la vita per i fratelli e per ogni uomo come ha fatto lui? Come posso dire che amo Cristo sofferente se io non sono disposto a soffrire per Lui e per il mio prossimo, per i peccatori, per le anime del purgatorio delle pene temporali, con un'inizio ed una fine, calibrate da Dio secondo le mie possibilità, esattamente come ha fatto Lui: solo se il Suo Cuore penetra nel nostro cuore con la via della Santa Croce saremo in grado di salvarci e di suffragare le anime del purgatorio ed ottenere la conversione dei peccatori, certi che rimaniamo servi inutili del Cristo e che tutte queste cose potevano accadere anche senza la nostra collaborazione, che rimane possibilità offerta da Dio a noi e non bisogno di Dio. Certo, strettamente parlando al sacrificio di Cristo non occorre la nostra collaborazione, ma non è forse una cosa grande che Egli(Gesù) ci permetta di collaborare, pur restando peccatori, per convenienza(non per merito) nella carità alla salvezza e alla purficazione dell'anima del nostro prossimo e darcene merito (merito per grazia, non per giustizia)?

Interessantissima la vita di Santa Caterina da Genova ed interessante il suo trattato relativo al purgatorio specialmente dai toni positivi con cui lo descrive, entrambi esposti nel libro assieme ad altre interessantissime testimonianze dei Santi sul purgatorio con la spiegazione dei fondamenti di tale stato dell'anima dopo la morte e dell'azione di Dio nella purificazione delle anime, per schiarisi le idee da eventuali incomprensioni del Purgatorio.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro. "Anime Sante, anime del purgatorio, pregate Dio per me che io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso. Amen".

Forse un giorno acquisterò nuovamente il libro pur di rileggere il trattato sul purgatorio di Santa Caterina.

Tuttavia se ci scandalizziamo e rinunciamo a credere al purgatorio perché qualcuno non lo sopporta né teologicamente né moralmente e lo considera una realtà puerile o medievale, cosa faremo quando sentiremo dire che è scientificamente provato che Gesù non è mai esistito, che è altresì scientificamente provata la non esistenza di Dio e che i miracoli sono scientificamente provati essere meccanismi interni del corpo di autoguarigione e non azioni di Dio (quando provengono da Lui)?