Opere complete / Breve introduzione al tomismo
Nelle brevi pagine di questo libro «si è cercato di tracciare un itinerario essenziale dell'Uomo e della sua Opera, come guida per i giovani che si apprestano a penetrare per proprio conto il significato e la struttura interiore della speculazione tomistica. Esse insistono sulla novità e radicalità del suo indirizzo, quale già apparve ai contemporanei, e diffidano perciò ogni metodo di facile concordismo preferendo il clima di contrasto e di battaglia che le dottrine tomistiche incontrarono al loro primo apparire. Di qui la cura che si è avuta nel mostrare, di volta in volta, le fonti e i problemi che hanno ispirato l'alta mente dell'Aquinate per operare quell'incontro di ragione e fede, di pensiero classico e verità cristiana, da cui la Chiesa ha attinto spesso le formule del proprio magistero di universale salvezza».
Cornelio Fabro
Cornelio Fabro (Flumignano 1911 - Roma 1995) è stato uno dei più importanti filosofi italiani. Sacerdote stimmatino, ha svolto in maniera esemplare la sua attività pastorale nella Parrocchia di Santa Croce al Flaminio (Roma) per decenni, dedito simultaneamente ad un'intensa attività docente in diverse università, sia pontificie che statali. Internazionalmente noto per i suoi studi tomistici, fortemente caratterizzati dal ripensamento storico-critico delle tesi di san Tommaso, e nondimeno per il confronto col pensiero moderno (Hegel, Heidegger) e per i suoi studi e traduzioni di Kierkegaard, è stato per anni presidente della «Società Internazionale Tommaso d'Aquino», ha fondato il primo istituto europeo di «Storia dell'Ateismo» e il «Centro Italiano di Studi Kierkegaardiani». Ha collaborato da vicino con S.S. Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.
Titolo Opere complete / Breve introduzione al tomismo
Autore Fabro Cornelio
Editore Editrice del Verbo Incarnato
EAN 9788889231111
Pagine 164
Data 2007
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Opere complete
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Partecipazione e causalità
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Profili di Santi
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Opere complete vol. 7
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Percezione e pensiero
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Opere complete / Dio. Introduzione al problema teologico
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Opere complete / Fenomenologia della percezione


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mauro la spisa, granatina.g@gmail.com il 13 November 2010 alle 06:42 ha scritto:
Testo di riferimento per chiunque voglia accostarsi all'Aquinate senza smarrirsi nella fitta e complessa trama delle scuole filosofiche e teologiche medievali e sopra tutto senza perdere contatto con le filosofie della modernità, da Cartesio ad Hegel, e della postmodernità,almeno in germe, da Kierkegaard ad Heidegger.
Naturalmente la 'Breve Int. al tomismo' scritta con il tipico stile fabroniano ( chiarezza e congruità), apparso per la prima volta da Desclèe in Roma nel 1960 ed ora riproposto in veste elegante dall'Editrice del Verbo Incarnato,può risultare in certo modo datata se rapportata a quanto è stato elaborato fino ad oggi, specie con riferimento alla visione eco-sistemica del mondo con propaggini neo-bruniane dei mondi altri nel micro (neurotica) e nel
macro (astronautica) ed all'emergere della matrice eurasiatica della civiltà occidentale.
Ciò tuttavia non pregiudica in nulla l'attualità del testo proposto specie se si abbia l'accortezza di non restringere l'opera tomasiana ai soli commenti aristotelici ma di dilatarne la prospettiva alla 'Somma c. i Gentili' ed al Commento ai 'Divini Nomi' ove si troveranno ampi margini di originale apertura ai temi accennati non evidentemente nei linguaggi correnti ma nel potenziale di significazione e comprensione incluso nella visione della compartecipazione onto-noetica ed ecosferica fra livelli di realtà troppo spesso contraffatti da schematismi di 'routine' come il contrapporsi dei mondi sensibile e sovrasensibile, tanto caro a certa pubblicistica ispirata ad un libero pensare desideroso di amanciparsi da una trascendenza che nell'opera tomasiana risulta tutt'altro che espropriatrice dei diritti di libertà.
Lo scritto fabriano è 'introduttivo' alle complesse vicende storico-esegetiche del tomismo e da solo non può certo soddisfare la curiosità di chi vuol approfondire le ragioni storico-filosofiche dell'attuale deriva della laicità evitando la sensazione di 'tornare al medioevo'.
D'altra parte la sterminata pubblicistica del p.Fabro può ancora suggerire notevoli spunti chiarificatori anche se un poco dipendente dalla sua personalità coesa e appassionata, invisa ai sostenitori del 'pensiero debole' più incline a galleggiare sul possibilismo delle scelte che ad arrischiarsi nella decisione.
D'altronde,pur se teologo,l'Aquinate non glissò sugli stati dubitativi ed equivocanti della ricerca di senso: precisamente quanto lo scritto del Fabro si impegna a tratteggiare.
Una ragione di più per rileggere i suo scritti più densi e documentati magari corredandoli con i supporto Web del Lessico Tomistico.