Recensione su “Astronomia e culto”
Titolo
Astronomia e culto
Autore/i:
Manlio Sodi
EAN
9788825021455
Altri dati
152 pagine, pubblicato nel June 2009
Editore
Edizioni Messaggero
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L’agile pubblicazione, arricchita da una presentazione del prof. Antonino Zichichi e curata dal prof. Manlio Sodi, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e Preside dell’Institutum altioris Latinitatis della Pontificia Università Salesiana, ha visto la luce in occasione dell’anno internazionale dell’astronomia, indetto nel IV centenario del primo orientamento al cielo del cannocchiale di Galileo Galilei (1609) e apertosi ufficialmente a Parigi il 15 gennaio 2009.
Il titolo del volumetto sembra accostare due realtà apparentemente molto distanti tra di loro: l’astronomia e il culto. In molti si saranno chiesti dove si fonda questo rapporto e perché tanto interesse della Chiesa per l’astronomia, attestato anche dalla presenza di una specola in Vaticano. In realtà il cosmo e il tempo hanno sempre avuto a che fare con il culto. Non solo perché fin dalla religione dei primitivi gli astri sono stati punti di riferimento dello sguardo rivolto al cielo nella ricerca del trascendente, ma anche perché essi, inseriti nella bellezza del creato, hanno sempre significato ordine e armonia. Analogo compito riveste il rito, che dice ordine. Il rito infatti ordina il tempo e lo spazio, crea ritmo e armonia, è generatore di bellezza. Alcuni autori lo associano all’opera creatrice di Dio: la creazione del kosmos produce infatti ordine e bellezza in opposizione all’informe terra e alle tenebre dell’abisso (cf. Gen 1). Il primo incontro tra il rito e il kosmos avviene sotto forma di «calendario ». Esso ordina il ritmo del culto con l’ordine delle feste e ritma la vita dell’uomo nella salutare alternanza tra quotidiano e festivo, tra lavoro e festa, tra fatica e riposo.
Al centro del calendario dell’occidente, diffuso in tutto il mondo, vi è il mistero della Pasqua del Signore, principio ordinatore della vita del cristiano e ragione prima dell’esistenza del calendario stesso. Il libro, curato da Sodi, si occupa proprio di queste tematiche che intrecciano astronomia, calcolo del tempo e delle stagioni, celebrazione della Pasqua e delle feste che da essa scaturiscono. Scrive Sodi che gli studi, raccolti e pubblicati nel contesto dell’anno internazionale dell’astronomia, vogliono «cogliere l’opportunità di offrire riflessioni e soprattutto risposte a interrogativi che frequentemente pervadono la vita di quasi tutti i giorni o che costituiscono di tanto in tanto elementi di discussione tra esperti, come pure tra cultori» (p. 12). Anche il lettore non erudito o non particolarmente esperto di questioni scientifiche o teologiche lo può accostare con profitto, arricchendo la propria conoscenza e trovando risposta ad alcuni interrogativi e curiosità che a volte emergono circa il rapporto tra feste dell’anno liturgico e ciclo stagionale, circa i motivi che hanno indotto riforme del calendario o l’inserimento degli anni bisestili, circa il significato di termini desueti, utilizzati a volte in contesti esoterici che non sono loro propri, quali «numero aureo», «epatta», «lettera domenicale».
Come scrive il prof. Zichichi nell’introduzione, «sono problemi di natura diversa che però invitano ciascuno di noi a molte riflessioni sulla sfera trascendentale della nostra esistenza quando emerge in modo semplice un dettaglio: il calendario perfetto e la scienza avrebbero potuto essere il trionfo della cultura atea; esse sono invece nate nel cuore della nostra cultura» (p. 9-10).
Tratto dalla rivista Lateranum n. 3/2011
(http://www.pul.it)

