San Bernardo di Chiaravalle
Bernardo nacque a Digione, in Borgogna, nel 1090 da una famiglia nobile.
La prima ad indirizzarlo alla vita religiosa fu la madre, Aletta, che cercò di abituarlo fin da piccolo alla preghiera. Bernardo, però, non sembrava disposto a seguire le indicazioni della madre: amava la vita del castello e le battute di caccia, frequentava la scuola, ma non portava a compimento i suoi studi.
La morte della madre, alla quale egli era molto legato, portò Bernardo ad interrogarsi sul suo futuro.
Nella notte di Natale del 1111, Bernardo ha una visione del Bambino Gesù e, profondamente colpito da questo fatto, decide immediatamente di farsi monaco e convince 4 fratelli e altre 26 persone tra parenti e amici a seguirlo nel monastero di Citeaux nel quale fa il suo ingresso nel 1113.
Poiché a Citeaux non c'è posto per così tante persone, dopo qualche anno alcuni gruppi di monaci partono da qui e fondano altri monasteri.
Nel 1115 anche Bernardo parte da Citeaux con altri monaci per fondare un monastero nuovo a Clairvaux. L'attività di Bernardo non si svolge, però, solo nel monastero di Clairvaux: è, infatti, un grande riformatore del suo ordine, tanto da essere considerato il vero fondatore dei Cistercensi e presta attenzione anche alle vicende ecclesiastiche e politiche dell'Europa.
Il pensiero
San Bernardo, che per la sua eloquenza fu chiamato doctor mellifluus, sosteneva la via della contemplazione, contrapposta a quella della mondanità sostenuta negli ambienti scolastici e che, come tutti cistercensi, un rigoroso ritorno alla regola di san Benedetto. Tra le opere più importanti si possono ricordare "De gradibus humilitatis et superbiae", "De gratia et libero arbitrio", "De diligendo Deo". In esse Bernardo definisce una turpe curiosità il desiderio di conoscenza e svaluta sia la ragione che l'uomo, che deve atteggiarsi in umiltà per vivere nell'amore di Dio. L'ascesi mistica si sviluppa in due gradi: il primo è la considerazione, il secondo è la contemplazione, che a sua volta si dispiega nell'ammirazione della maestà divina, prima, e nell'estasi, che Bernardo definisce excessus mentis, in cui l'anima e Dio si fondono come una piccola goccia di acqua caduta nel vino si dissolve e ne assume il sapore e il colore ("De diligendo Deo"). Un altro tema importante analizzato da san Bernardo è quello della libertà. Egli distingue una libertà dalla necessità, che è il libero arbitrio, una libertà dal peccato, che dipende non dall'uomo ma dalla grazia divina, e una libertà dalla miseria, che si realizzerà solo nella vita celeste: Il libero arbitrio si può chiamare libertà di natura, la libertà dal peccato libertà di grazia, la libertà dalla miseria libertà di vita o di gloria (De gratia et libero arbitrio).
San Bernardo scrittore
Bernardo fu anche poeta alla maniera di San Francesco.
Nei Sermoni, ricchi di immagini e testimonianza del suo animo profondamente poetico, Bernardo proponeva ai suoi monaci come tema di riflessione l'unione dell'anima con Dio.
I monaci, la cui vita era tesa alla santità ed alla quiete interiore, trovavano nelle parole di Bernardo l'alimento necessario alla loro perfezione.
Bernardo scrisse diversi trattati, ricchi di riflessione mistica, e circa cinquecento lettere, alcune delle quali sono da considerare veri trattati spirituali.
L'esempio più brillante é 'L'amore di Dio, il suo contributo alla spiritualità cistercense'.
Un altro grande contributo di Bernardo alla spiritualità dell'Ordine fu la sua devozione per la Madre di Dio.
La tradizione di chiudere la giornata con il canto Salve Regina, dopo la Compieta, ha avuto inizio nei monasteri cistercensi, da cui si é propagata in tutto il mondo cristiano.
Il trattato 'Memorare' può essere considerato il compendio della devozione di Bernardo verso Maria.
Per Bernardo, Maria, la 'Madre di Dio', non era un'astratta formula dottrinale, ma 'madre' prima di tutto, un tramite necessario voluto da Dio: senza di lei non c'è salvezza per l'eternità.
La prima ad indirizzarlo alla vita religiosa fu la madre, Aletta, che cercò di abituarlo fin da piccolo alla preghiera. Bernardo, però, non sembrava disposto a seguire le indicazioni della madre: amava la vita del castello e le battute di caccia, frequentava la scuola, ma non portava a compimento i suoi studi.
La morte della madre, alla quale egli era molto legato, portò Bernardo ad interrogarsi sul suo futuro.
Nella notte di Natale del 1111, Bernardo ha una visione del Bambino Gesù e, profondamente colpito da questo fatto, decide immediatamente di farsi monaco e convince 4 fratelli e altre 26 persone tra parenti e amici a seguirlo nel monastero di Citeaux nel quale fa il suo ingresso nel 1113.
Poiché a Citeaux non c'è posto per così tante persone, dopo qualche anno alcuni gruppi di monaci partono da qui e fondano altri monasteri.
Nel 1115 anche Bernardo parte da Citeaux con altri monaci per fondare un monastero nuovo a Clairvaux. L'attività di Bernardo non si svolge, però, solo nel monastero di Clairvaux: è, infatti, un grande riformatore del suo ordine, tanto da essere considerato il vero fondatore dei Cistercensi e presta attenzione anche alle vicende ecclesiastiche e politiche dell'Europa.
Il pensiero
San Bernardo, che per la sua eloquenza fu chiamato doctor mellifluus, sosteneva la via della contemplazione, contrapposta a quella della mondanità sostenuta negli ambienti scolastici e che, come tutti cistercensi, un rigoroso ritorno alla regola di san Benedetto. Tra le opere più importanti si possono ricordare "De gradibus humilitatis et superbiae", "De gratia et libero arbitrio", "De diligendo Deo". In esse Bernardo definisce una turpe curiosità il desiderio di conoscenza e svaluta sia la ragione che l'uomo, che deve atteggiarsi in umiltà per vivere nell'amore di Dio. L'ascesi mistica si sviluppa in due gradi: il primo è la considerazione, il secondo è la contemplazione, che a sua volta si dispiega nell'ammirazione della maestà divina, prima, e nell'estasi, che Bernardo definisce excessus mentis, in cui l'anima e Dio si fondono come una piccola goccia di acqua caduta nel vino si dissolve e ne assume il sapore e il colore ("De diligendo Deo"). Un altro tema importante analizzato da san Bernardo è quello della libertà. Egli distingue una libertà dalla necessità, che è il libero arbitrio, una libertà dal peccato, che dipende non dall'uomo ma dalla grazia divina, e una libertà dalla miseria, che si realizzerà solo nella vita celeste: Il libero arbitrio si può chiamare libertà di natura, la libertà dal peccato libertà di grazia, la libertà dalla miseria libertà di vita o di gloria (De gratia et libero arbitrio).
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Bernardo fu anche poeta alla maniera di San Francesco.
Nei Sermoni, ricchi di immagini e testimonianza del suo animo profondamente poetico, Bernardo proponeva ai suoi monaci come tema di riflessione l'unione dell'anima con Dio.
I monaci, la cui vita era tesa alla santità ed alla quiete interiore, trovavano nelle parole di Bernardo l'alimento necessario alla loro perfezione.
Bernardo scrisse diversi trattati, ricchi di riflessione mistica, e circa cinquecento lettere, alcune delle quali sono da considerare veri trattati spirituali.
L'esempio più brillante é 'L'amore di Dio, il suo contributo alla spiritualità cistercense'.
Un altro grande contributo di Bernardo alla spiritualità dell'Ordine fu la sua devozione per la Madre di Dio.
La tradizione di chiudere la giornata con il canto Salve Regina, dopo la Compieta, ha avuto inizio nei monasteri cistercensi, da cui si é propagata in tutto il mondo cristiano.
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