Santa Gemma Galgani
Santa Gemma Galgani è nata a Borgonovo, paesino nei pressi di Lucca, il 12 Marzo 1878, da Aurelia Landi ed Enrico Galgani. Appena un mese dopo la sua nascita, tutta la famiglia si trasferisce a Lucca.
Sua madre si ammalò di tubercolosi, malattia molto diffusa in quell'epoca un pò in tutte le regioni. La grande paura della piccola Gemma, aveva in quellepoca soltanto sette anni, era che la mamma potesse "andarsene" senza portarla con sé. Fu proprio in quel periodo, il 26 maggio 1885, che Gemma ebbe la sua prima manifestazione soprannaturale.
"Ascoltai alla meglio la Messa, pregando per lei (la mamma): ad un tratto una voce al cuore mi disse: "Me la vuoi dare a me la mamma?". Sì - risposi- ma se mi prendete anche me. "No!" - mi ripeté la solita voce - "Dammela volentieri la mamma tua. Tu per ora devi rimanere con il babbo. Te la condurrò in cielo, sai? Me la dai volentieri?". Fui costretta a rispondere di sì. Finita la Messa corsi a casa. Mio Dio! Guardavo la mamma e piangevo: non potevo trattenermi".
Mentre riceve la cresima nella Chiesa di San Michele in Foro, Gesù le chiede il sacrificio della mamma. A diciotto anni subisce, senza anestesia, una dolorosa operazione al piede e nel giorno di Natale, dello stesso anno, emette il voto di castità. Presto Gemma rimane orfana, quasi abbandonata, nella più squallida miseria.
Ormai ventenne, Gemma rifiuta una proposta di matrimonio, per essere «tutta di Gesù». Durante questo anno guarisce miracolosamente da tabe spinale ed iniziano le esperienze mistiche. viene guarita miracolosamente. La chiamano, nella città «la ragazzina della grazia».
Parla col suo Angelo Custode e gli da anche incarichi delicati, come quello di recapitare a Roma la corrispondenza con il suo direttore spirituale. «La lettera, appena terminata, la do all'Angelo, ella scrive. È qui accanto a me che aspetta». E le lettere, misteriosamente, giungevano a destinazione senza passare attraverso le Poste del Regno.
Nel giugno del 1899 Cristo le fa il dono delle stigmate. Nello stesso anno, durante la missione in San Martino, Gemma conosce i padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. Accolta come una figlia in questa casa devota e agiata, vi conduce una vita ritirata tra casa e Chiesa. Ma le strepitose manifestazioni della sua santità superano le mura della casa borghese. Opera conversioni, predice avvenimenti futuri, cade in estasi. In preghiera, suda sangue; sul suo corpo, oltre ai segni dei chiodi, appaiono le piaghe della flagellazione. Qui conosce Padre Germano che dirigerà le sue confidenze.
Presto si viene a sapere che i suoi guanti neri e il suo abito scuro e accollato nascondono i sigilli della Passione. Queste stimmate si aprono, dolorose e sanguinanti, ogni settimana, la vigilia del venerdì.
Davanti a lei gli scienziati non riescono a nascondere il loro imbarazzo. Perfino qualche direttore spirituale non sa come giudicare la straordinaria fanciulla: la sospettano di mistificazione, parlano d'isterismo o di suggestione, chiedono prove, esigono obbedienza.
Soltanto lei, Gemma Galgani, in mezzo ai dolori fisici e alle prove morali, non dice nulla, o meglio, dice sempre si. Non chiede nulla, o meglio, chiede a Gesù, per sé, più dolore e per gli altri chiede la conversione e la salvezza.
Nellanno 1901, alletà di 23 anni, Gemma scrive per ordine di Padre Germano, l'Autobiografia, «Il quaderno dei miei peccati». Nellanno successivo si offre vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. Gesù le chiede di fondare un monastero di claustrali Passioniste in Lucca. Gemma risponde con entusiasmo. Nel mese di settembre dello stesso anno si ammala gravemente. La sua vita è segnata profondamente dal dolore.
Si avvia il periodo più buio della sua vita. Le conseguenze del peccato gravano pesantemente sul suo corpo e sulla sua anima. Nell'anno 1903, era un Sabato Santo, Gemma Galgani muore a 25 anni, divorata dal male, ma chiedendo sino all'ultimo ancora dolore.
Sua madre si ammalò di tubercolosi, malattia molto diffusa in quell'epoca un pò in tutte le regioni. La grande paura della piccola Gemma, aveva in quellepoca soltanto sette anni, era che la mamma potesse "andarsene" senza portarla con sé. Fu proprio in quel periodo, il 26 maggio 1885, che Gemma ebbe la sua prima manifestazione soprannaturale.
"Ascoltai alla meglio la Messa, pregando per lei (la mamma): ad un tratto una voce al cuore mi disse: "Me la vuoi dare a me la mamma?". Sì - risposi- ma se mi prendete anche me. "No!" - mi ripeté la solita voce - "Dammela volentieri la mamma tua. Tu per ora devi rimanere con il babbo. Te la condurrò in cielo, sai? Me la dai volentieri?". Fui costretta a rispondere di sì. Finita la Messa corsi a casa. Mio Dio! Guardavo la mamma e piangevo: non potevo trattenermi".
Mentre riceve la cresima nella Chiesa di San Michele in Foro, Gesù le chiede il sacrificio della mamma. A diciotto anni subisce, senza anestesia, una dolorosa operazione al piede e nel giorno di Natale, dello stesso anno, emette il voto di castità. Presto Gemma rimane orfana, quasi abbandonata, nella più squallida miseria.
Ormai ventenne, Gemma rifiuta una proposta di matrimonio, per essere «tutta di Gesù». Durante questo anno guarisce miracolosamente da tabe spinale ed iniziano le esperienze mistiche. viene guarita miracolosamente. La chiamano, nella città «la ragazzina della grazia».
Parla col suo Angelo Custode e gli da anche incarichi delicati, come quello di recapitare a Roma la corrispondenza con il suo direttore spirituale. «La lettera, appena terminata, la do all'Angelo, ella scrive. È qui accanto a me che aspetta». E le lettere, misteriosamente, giungevano a destinazione senza passare attraverso le Poste del Regno.
Nel giugno del 1899 Cristo le fa il dono delle stigmate. Nello stesso anno, durante la missione in San Martino, Gemma conosce i padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. Accolta come una figlia in questa casa devota e agiata, vi conduce una vita ritirata tra casa e Chiesa. Ma le strepitose manifestazioni della sua santità superano le mura della casa borghese. Opera conversioni, predice avvenimenti futuri, cade in estasi. In preghiera, suda sangue; sul suo corpo, oltre ai segni dei chiodi, appaiono le piaghe della flagellazione. Qui conosce Padre Germano che dirigerà le sue confidenze.
Presto si viene a sapere che i suoi guanti neri e il suo abito scuro e accollato nascondono i sigilli della Passione. Queste stimmate si aprono, dolorose e sanguinanti, ogni settimana, la vigilia del venerdì.
Davanti a lei gli scienziati non riescono a nascondere il loro imbarazzo. Perfino qualche direttore spirituale non sa come giudicare la straordinaria fanciulla: la sospettano di mistificazione, parlano d'isterismo o di suggestione, chiedono prove, esigono obbedienza.
Soltanto lei, Gemma Galgani, in mezzo ai dolori fisici e alle prove morali, non dice nulla, o meglio, dice sempre si. Non chiede nulla, o meglio, chiede a Gesù, per sé, più dolore e per gli altri chiede la conversione e la salvezza.
Nellanno 1901, alletà di 23 anni, Gemma scrive per ordine di Padre Germano, l'Autobiografia, «Il quaderno dei miei peccati». Nellanno successivo si offre vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. Gesù le chiede di fondare un monastero di claustrali Passioniste in Lucca. Gemma risponde con entusiasmo. Nel mese di settembre dello stesso anno si ammala gravemente. La sua vita è segnata profondamente dal dolore.
Si avvia il periodo più buio della sua vita. Le conseguenze del peccato gravano pesantemente sul suo corpo e sulla sua anima. Nell'anno 1903, era un Sabato Santo, Gemma Galgani muore a 25 anni, divorata dal male, ma chiedendo sino all'ultimo ancora dolore.
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