Pace
L'atteggiamento del primo cristianesimo nella questione della pace fu contraddittorio. Da una parte fu proibito ai cristiani il servizio militare a causa della possibilità di uccisioni. Dall'altra si assegnò alle istituzioni mondane l'obbligo di difendere i cittadini dalla violenza. Ad Agostino (430), che tollerava, a malincuore, la violenza contro gli eretici, si deve la compilazione della lista delle condizioni per una «guerra giusta», sulle quali si riflettè nella teologia scolastica (Tommaso d'Aquino definì la pace «ordine della convivenza sul fondamento della giustizia»), che le sviluppò ulteriormente. Correnti «pacifiste» emersero ripetutamente fra coloro che volevano vivere una sequela radicale di Gesù. Nel tardo medioevo e nel periodo del rinascimento si registrarono sforzi tesi a un ordine razionale di pace tra i popoli non motivato esclusivamente dalla fede (vedi 'Utopia', di Tommaso Moro 1535), tentativi che ebbero sistemazione in I. Kant (1804). Emerge così il pensiero di una lega di Stati per la promozione della pace e la creazione di un tribunale indipendente per la sua garanzia. Il XIX sec. vede da un lato sforzi tesi alla stipulazione di accordi di diritto internazionale in caso di guerra, dall'altro uno sconfinato militarismo, che porta poi alle catastrofi del XX secolo. La riflessione sulla «guerra totale» produsse degli sforzi tesi alla tutela della pace a molti livelli, compreso il controllo degli armamenti nucleari e delle armi di distruzione di massa, nonché i disarmi concordati, con svariati tentativi di rafforzare un'autorità internazionale. A queste elaborazioni presero parte attivamente le Chiese, sia il Consiglio ecumenico a Ginevra, sia il concilio Vaticano II (GS 42, 78, 82: EV 1/I449ss ecc). Dopo lo smantellamento della contrapposizione totale dei blocchi capitalista e comunista, a causa di un nazionalismo risvegliatosi inaspettatamente e alle lotte di liberazione contro strutture autoritarie e armamenti irrazionali, emersero in più punti del pianeta nuovi problemi per la pace, primo fra tutti il commercio delle armi. Il XX secolo ha avuto martiri che sono diventati simboli di pace: fra gli altri MJ. Metzger (1944), D. Bonhoeffer (1945), M. Gandhi (1948), M.L. King (1968), Madre Teresa di Calcutta (1997), Annalena Tonelli (2003).
Il Premio Nobel per la Pace è assegnato dal 1901 a una o più persone (ma anche organizzazioni) che si siano distinte per azioni di pace durate nel tempo.
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Conflitti, violenza, pace: sfida alle religioni. Atti della 37ª sessione di formazione ecumenica (2000)
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