Citazione spirituale

Ciò che inferno non è

di

Alessandro D'Avenia


Copertina di 'Ciò che inferno non è' Ingrandisci immagine

EAN 9788804647126

In ristampa breve
Descrizione
Tipo Libro Titolo Ciò che inferno non è Autore Editore Mondadori EAN 9788804647126 Pagine 300 Data ottobre 2014 Collana Scrittori italiani e stranieri
Voto medio degli utenti per «Ciò che inferno non è»: 5 su 5 (2 commenti)

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il 24 ottobre 2015 alle 22:15 ha scritto:

Assolutamente da leggere!!!!!

il 23 novembre 2016 alle 22:18 ha scritto:

Come tutti i libri di D'Avenia uniscono la fantasia alle situazioni reali. Questo libro mi è piaciuto tantissimo, forse anche perché è ispirato dalla storia di un martire come don Pino Puglisi. L'ho iniziato a leggere diverse volte, a causa del tempo che non avevo a disposizione, poi la settimana scorsa l'ho iniziato a rileggere per la terza volta e l'ho finito in 3 giorni. Già dal terzo capitoletto si vede il male che l'uomo può fare, su un animale, ma anche su un bambino. Le realtà che l'autore racconta sono, delle volte, crude da immaginare, ma sono realtà che fanno riflettere. Nel capitolo 44 c’è un vero e proprio discorso teologico che l'autore mette in bocca a don Pino che ha avuto come professore, come il ragazzo del racconto. D'Avenia mi sembra, oltre che un professore di lettere, un teologo nato per ciò che scrive, per come lo scrive e lo trasmette. L'autore in questo libro ha riportato tutta la teologia di don Pino Puglisi. D'Avenia ha respirato questa teologia e la fa respirare al lettore con le sue parole. Questo è davvero un libro di teologia, della teologia pratica che arriva diritta al cuore, soprattutto al cuore dei bambini e ragazzi di Brancaccio. La seconda parte del libro “spasimo” è ancora più bella della prima. Gli ultimi numeri della seconda parte sono quelli più appassionanti, più commoventi, più reali. Nel n. 30 c’è una preghiera bellissima e commovente che l'autore mette in bocca a don Pino Puglisi il giorno in cui fu assassinato, quasi come segno premonitore. I nn. 31 e 32 riportano la morte di don Pino e le sue ultime parole. La realtà con la quale l'autore descrive i dettagli di Palermo è sbalorditiva: le luci, i colori, i profumi sembra di viverli solo leggendo questo libro. Cosa molto bella, secondo me, di questo libro, come per i precedenti dello stesso autore, è l'alternare parole poetiche che fanno sognare ad occhi aperti e discorsi diretti, che non sono meno interessanti, ma che riportino il lettore con i piedi per terra. Penso che questo sia il libro più bello scritto da D’Avenia, forse perché si basa su una storia vera, sulla sua storia, riesce ad appassionare ed a far entrare il lettore nel racconto. A breve mi sembra che uscirà il suo quarto libro e non vedo l'ora di leggerlo.