Citazione spirituale

La religione della prosperità

-

Il pericolo di un "Vangelo diverso"

 
di

Renzo Beghini

 


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EAN 9788825049503

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Tipo Libro Titolo La religione della prosperità - Il pericolo di un "Vangelo diverso" Autore Editore Edizioni Messaggero EAN 9788825049503 Pagine 78 Data giugno 2020 Collana Studi religiosi
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Credere conviene.
Infatti, non dovrebbe forse Dio garantire ai suoi fedeli
' già qui ed ora ' benessere economico, buona salute Renzo Beghini
e una carriera di successo' È l'annuncio dei pastori del
Vangelo della prosperità. Una chiesa non confessionale,
indipendente, nata per rivelazione e costruita sulla sola fede. Un'inter-



La religione
pretazione del messaggio cristiano «selvaggiamente popolare» (e molto
nord americana), che mette insieme elementi di per sé contrapposti come
santificazione spirituale e ricchezza materiale, fede e successo, zelo mis-
sionario e miracoli di guarigione.
Il testo vuole raccontare questo movimento che va sempre più diffon-



della
dendosi, utilizzando un approccio teologico perché è da qui che biso-
gna partire se si vuole comprenderlo con le sue inevitabili tensioni tra
Sacra Scrittura ed esegesi, redenzione e libertà, professione di fede e
solidarietà.

Renzo Beghini è un prete diocesano. Docente di teologia morale sociale
presso la Facoltà teologica del Triveneto, sede di Verona, insegna inoltre
teologia ed etica fondamentale nelle facoltà di economia e scienze sociali
dell'Università Cattolica di Milano.
È presidente della Fondazione Toniolo la quale, tra le sue attività, pub-
prosperità
blica «La Società», rivista scientifica di dottrina sociale della chiesa. Il pericolo di un 'Vangelo diverso'




ISBN 88-250-4950-1
ISBN 978-88-250-4950-3



9 788825 049503

' 9,50 (I.C.) www.edizionimessaggero.it
RENZO BEGHINI




LA RELIGIONE
DELLA PROSPERITÀ
Il pericolo di un 'Vangelo diverso'
ISBN 978-88-250-4950-3
ISBN 978-88-250-4951-0' (PDF)
ISBN 978-88-250-4952-7' (EPUB)

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MESSAGGERO DI SANT'ANTONIO ' EDITRICE
Basilica del Santo - Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova
www.edizionimessaggero.it
INTRODUZIONE




Non è semplice definire il Vangelo della Prosperità, identifi-
care la sua origine o delimitare il suo profilo, perché si tratta di
un'interpretazione del messaggio cristiano «selvaggiamente po-
polare» che mette insieme e combina elementi di per sé contrap-
posti come la santificazione spirituale e la ricchezza materiale, la
fede e il successo, lo zelo missionario e i miracoli di guarigione.
Di fronte alla domanda sull'origine del movimento il pastore
del Victorious Faith Center (VFC) di Durham in Nord Carolina,
John Walton, ha dichiarato che il suo insegnamento non ha alcun
precedente storico. La predicazione, la comunità e la confessione
positiva sono nati per rivelazione. Il Vangelo della prosperità (da
qui VdP) è una Chiesa non confessionale, indipendente e costruita
sulla sola fede. Fondato nell'autorità infallibile della Bibbia, i fe-
deli del VFC credono nel Dio uno e trino, in Gesù Cristo Figlio di
Dio nato da una vergine, morto in croce e risorto dai morti il terzo
giorno e ora alla destra del Padre. Credono nel battesimo, nella
conversione dal peccato, nello Spirito Santo e nella necessità per i
credenti della ri-nascita in Cristo (born again) indipendentemente
dalla loro origine e appartenenza confessionale.
Le chiese del VdP non sono da circoscrivere in un territorio
specifico poiché i suoi leader provengono da ogni parte degli
Stati Uniti: da Seattle e da New York, da Houston e da Chicago.
E oggi sono diffusi in molte regioni del mondo: dalle Filippine
all'Africa, dall'Europa alla Corea, dall'America Latina alla Ci-
na. Per questo è difficile misurare le dimensioni del movimento.
A completarne i tratti nebulosi c'è anche il fatto che pochi pastori
e leader si dichiarano 'predicatori della prosperità', anche se set-
timanalmente esaltano le oblazioni divine. Mentre le più famose
chiese della prosperità come Lakewood Church di Houston, The
Potter's House di Dallas, il Crenshaw Christian Center di Los

5
Angeles o la World Changers Church International in Georgia,
affollano le megalopoli, innumerevoli piccole comunità annun-
ciano un altrettanto appassionato VdP. Allo stesso modo, ci sono
milioni di fedeli che alimentano la loro vita spirituale seguendo
televangelisti, leggendo pubblicazioni o frequentando meeting
che propongono i medesimi temi. È importante precisare che il
VdP non va confuso con le chiese confessionali tipiche degli Sta-
ti Uniti e nemmeno con il fondamentalismo, il pentecostalismo,
il movimento carismatico o di santità, l'esercito della salvezza, il
pietismo, la destra religiosa, la cosiddetta «chiesa nera». Anche
se per diversi aspetti si affianca e s'intreccia a molti di questi
gruppi. Parimenti non è un movimento funzionale alla cultura
neoliberista come qualche opinionista in modo superficiale ha
sostenuto. Indubbiamente il Vangelo della prosperità sostiene
e favorisce il conservatorismo culturale e politico, ma non può
essere schedato come un movimento che produce consenso per
scopi politici. I loro leader predicano come pastori indipendenti.
Brillano come la luce del sole d'agosto per poi sbiadire senza
lasciare granché di stabile o duraturo.
Un dato certo è che il VdP si esprime in molte e diverse for-
me. Il predicatore e vescovo Thomas D. Jakes, uno dei più in-
fluenti nuovi leader religiosi, ha costruito un impero finanziario
la cui congregazione conta tutt'oggi 17 mila membri. Ha messo
insieme un'influente macchina della comunicazione con canali
tv, radio e una casa editrice. Ha scritto dozzine di libri sul potere
del Vangelo di ottenere guarigioni. A Houston, Joel Osteen ' il
predicatore sorridente ', la figura più ammirata d'America con
un pubblico settimanale di 7 milioni di spettatori, ha fondato una
congregazione di 38 mila membri attraverso qualche slogan evan-
gelico ma soprattutto sermoni umoristici reclamizzando pratiche
di auto-aiuto come nel suo ultimo best seller: «Ti annuncio 31
promesse che parlano della tua vita» (nostra traduzione)1. Creflo
Dollar, pastore della World Changers Church International, ha
fondato una comunità di 30 mila membri ad Atlanta. Esortava i

'Cf. J. Osteen, I Declare. 31 Promises to Speak Over Your Life, FaithWords,
1

Nashville TN 20132.

6
suoi membri, per lo più neri, ad aumentare la loro fede e in tal
modo avrebbero incrementato la loro ricchezza.
Questi ministri indipendenti operano con molta autorevolezza
e influenza nel panorama religioso americano, creando un vasto
consenso di pubblico e contando su ingenti donazioni finanzia-
rie. Milioni di persone in tutto il mondo si sono innamorate del
Vangelo della prosperità, dei suoi riti e sermoni. I suoi predicato-
ri sono brillanti, piacevoli da ascoltare e mai banali, affascinanti
ma non patetici, appassionati ma non sdolcinati.
Programmi radio-televisivi giornalieri hanno trasmesso i ser-
moni della prosperità a milioni di persone. Non solo attraverso
reti e canali religiosi, come la Christian Broadcasting Network
di Pat Robertson o la Trinity Broadcasting Network, ma anche
tramite stazioni decisamente laiche come la Black Entertainment
Television. Libri e raccolte di sermoni hanno scalato le classi-
fiche della lista dei best seller del «New York Times» e di im-
portanti case editrici sparse per tutto il paese come la Walmart
o la Barnes & Noble. I predicatori hanno coltivato la loro fama
con arringhe e liturgie celebrate durante veri e propri spettacoli
ripresi dalle televisioni, in templi e arene sold out. Quasi ogni
momento del giorno e della notte il pubblico americano poteva
sintonizzarsi per ascoltare il loro messaggio: «Dio desidera che
tu sia felice», «Dio vuole il tuo benessere», «Dio ti garantirà il
successo». Alla fine del XX secolo i predicatori del Vangelo della
prosperità erano diventati volti familiari.
I sondaggi contribuirono poi a sostenere la causa. Una recente
indagine del «Time» ha rilevato che il 17% dei cristiani inter-
vistati s'identificava come parte del movimento, mentre il 31%
riteneva che Dio avrebbe aumentato le ricchezze di chi dava la
decima2. Un sondaggio del Pew Research Center di Washington
ha riportato che il 43% di tutti gli intervistati concordava nell'i-

2'
Cf. D. Van Biema - J. Chu, Does God Want You To Be Rich', in «Time»
(10 settembre 2006). Nel 2006 la Yearbook of American and Canadian Chur-
ches (un centro studi per la ricerca e la statistica delle chiese e dei movimenti
religiosi in Usa e Canada attivo dal 1916) stimava che i membri della Word
of Faith Community si aggiravano intorno ai 4 milioni e 600 mila fedeli circa.
Quasi il 2% della popolazione americana.

7
dea che Dio vuole che la gente sia felice e abbia salute, successo
e ricchezza. Uno studio sempre del Pew del 2008 ha rilevato che
tre credenti di origine latina su quattro, di tutte le confessioni
cristiane, concordavano con l'annuncio: «Dio garantirà successo
finanziario e buona salute a tutti i credenti che hanno abbastan-
za fede»3. Il successo dei predicatori, il linguaggio popolare e
l'uso dei media hanno fatto di questa professione di fede il loro
Vangelo. Di certo va riconosciuto che si tratta di un movimento
che ha suscitato molto interesse sia per la sua diffusione su scala
mondiale sia per la sua capacità di parlare alla gente di ogni ceto
e razza.
Il messaggio della prosperità ha attirato l'attenzione di studio-
si di diverse discipline come sociologi, psicologi, esperti di co-
municazione e marketing, storici delle religioni e teologi. Senza
dubbio il fenomeno può essere trattato da diversi punti di vista.
Il nostro sarà un approccio tipicamente teologico perché è da qui
che bisogna partire se si vuole comprendere il movimento, con
un'attenzione particolare ad alcune tensioni fondanti quali Sacra
Scrittura ed esegesi, redenzione e libertà, professione di fede e
solidarietà.
Un'ultima premessa riguarda la definizione del movimento.
Come vedremo nella ricostruzione storica e dalla letteratura pre-
sa in esame, esso ha assunto diversi appellativi come Healing
Revivals, New Thought, Prosperity Gospel, Faith Movement,
Abundant Life, Gospel of success, Word of Faith, Theology of
Faith, Word of Life, Seed Faith. La varietà di titoli assunti nel
suo percorso storico è da una parte dovuta alla necessità di smar-
carsi dalla chiesa d'origine e segnare così la nuova direzione in-
trapresa, dall'altra, deriva dalla natura anti-denominazionale e
anti-dogmatica fortemente dipendente dal leader carismatico.
Un processo che per altro è tuttora in movimento. Noi useremo
due soli appellativi secondo il contesto teologico del titolo: Word

3'
Pew Hispanic Center, Changing Faiths: Latinos and the Transforma-
tion of American Religion, aprile 2007, in: www.pewforum.org/2007/04/25/
changing-faiths-latinos-and-the-transformation-of-american-religion-2/ (apri-
le 2019).

8
of Faith (movimento della Parola di Fede) o Prosperity Gospel
(Vangelo della prosperità). E la ricerca si limiterà al suo luogo
di nascita: gli Stati Uniti d'America. Con la consapevolezza che
non si tratta di espressioni stabili e inequivocabili ma di una ga-
lassia di predicatori, sermoni e linguaggi che però si ritrovano
su alcuni comuni temi basilari. È proprio su questi elementi che
faremo ' per quanto possibile ' un'indagine e una valutazione.
La sequenza logica del percorso, che vuole essere rigorosa
per quanto riguarda le fonti e nello stesso tempo accessibile, se-
guirà sostanzialmente tre ambiti di argomentazione. Innanzitut-
to un itinerario storico. Il primo capitolo presenta i protagonisti
e l'origine storica del Vangelo della prosperità. Progredendo in
forma diacronica lo studio cercherà di rintracciarne il percor-
so dall'arrivo in America del calvinismo riformato attraverso i
«grandi Risvegli» del XVIII secolo, la fioritura nei movimenti
pentecostali degli anni attorno alla seconda guerra mondiale, per
giungere alla piena maturità del movimento della fine del Nove-
cento.
Una seconda parte, anch'essa fondamentale, concerne l'i-
dentificazione delle fonti del Vangelo della prosperità e dei più
rilevanti contenuti teologici facendo particolare attenzione al si-
gnificato di 'intelligenza della fede' ivi compreso. I tradizionali
temi ascetici dell'etica protestante calvinista come la disciplina,
il sacrificio e l'abnegazione sono fortemente messi in discussio-
ne dai predicatori del movimento. I credenti reclamano per fede
le promesse soprannaturali di guarigione, benedizione, successo
e prosperità. E non si tratta semplicemente di alimentare la spe-
ranza.
Se dal punto di vista culturale esso rappresenta il trionfo
dell'ottimismo americano del XX secolo a fronte della dura real-
tà di povertà diffusa, razzismo radicato e diseguaglianze sociali,
il nuovo messaggio evangelico concepisce la fede come poten-
za generatrice. Un potere che scatena le forze spirituali e per
convinzione trasforma la Bibbia in realtà fattuale. Pur avendo
diverse e differenti declinazioni, il VdP è incentrato su tre temi
basilari strettamente connessi: la ricchezza, la salute e il succes-
so. Il movimento raffigura la fede come 'misura quantitativa'

9
che può essere calcolata nel portafoglio, nella carriera come nel
corpo, rendendo la realtà materiale, la cifra del successo della fe-
de immateriale. Sebbene i credenti sostengano che la prosperità
cristiana differisca da quella del mondo, essi riconoscono che il
messaggio inscrive nella materialità un significato profondamen-
te spirituale. Invertendo il logoro mantra americano per il quale
«le cose devono essere viste per essere credute», il loro Vangelo
ricompensa chi crede al fine di vedere. «In quella fiducia che
promette ricchezza, salute e vittoria, si considerano benedetti4.»
Il terzo capitolo cerca di offrire alcune chiavi interpretative
e ' senza la pretesa di essere esaustivi ' elementi di riflessione
critica del VdP sotto il profilo della teologia cattolica.




'K. Bowler, Blessed. A History of the American Prosperity Gospel, Ox-
4

ford University Press, New York NY 2013 (edizione Kindle), p. 6.

10
Capitolo 1

I PRECEDENTI




La difficoltà di accostarsi per la prima volta al protestantesi-
mo americano nasce da una parte dalla grande varietà di chiese,
confessioni e denominazioni che fin dall'inizio l'hanno carat-
terizzato. Dall'altra ' soprattutto per noi europei ' viene dalla
tendenza a trasferire sul protestantesimo americano la Riforma
del Cinquecento di Lutero, Calvino e delle guerre di religione
tipiche del vecchio continente. Per comprendere il protestante-
simo statunitense e l'evangelicalismo della prosperità, però, il
riferimento alle classiche figure della Riforma rischia di essere
generico e persino fuorviante, perché ci troviamo dinanzi a qual-
cosa di profondamente diverso, che per la frattura con l'Euro-
pa verificatasi a metà del Settecento, ha portato alla nascita del
«nuovo protestantesimo evangelico»1.
Se oggi chiedessimo a Lutero che cosa riconosce della sua
Riforma nel protestantesimo a stelle e strisce, probabilmente
la risposta si esaurirebbe a due soli elementi: la centralità della
Bibbia (anche se buona parte dell'esegesi biblica dei protestanti
statunitensi del XXI secolo sarebbe per Lutero errata e distor-
ta) e il primato della coscienza individuale (anche se il modo
in cui tale principio è applicato gli sarebbe del tutto estraneo).
Per quanto riguarda il resto, secondo lo storico prof. Mark Noll,
Lutero sarebbe semplicemente sconcertato2. Non riuscirebbe a

1
'Cf. E. Buzzi, La teologia protestante e la formazione della civiltà america-
na, in «Lineatempo» (2008), www.diesse.org/detail.asp'c=1&p=0&id=2234
(5 agosto 2019), pp. 1-9.
2
'Cf. M.A. Noll, The Work We Have to Do. A History of Protestants in
America, Oxford University Press, New York NY 2000, pp. 98-123; Id., The
Scandal of the Evangelical Mind, Eerdmans Publishing, Grand Rapids MI
1995, pp. 59-148.

11
comprendere, per esempio, la separazione stato-Chiesa, l'accet-
tazione del capitalismo e l'antropologia in esso implicita, l'idea
che la leadership delle chiese sia elettiva e la presenza delle don-
ne pastore.
Il protestantesimo affermatosi in America è il «puritanesimo
riformato», termine che equivale a «calvinista» ma con un'ac-
cezione molto più ampia e storicamente modificata. Il titolo «ri-
formato» viene dalla necessità di distinguersi dai luterani e dalle
forme più radicali di protestantesimo come gli anabattisti. Giun-
to in America, il movimento protestante ha subito un'evoluzione
intellettuale e teologica molto importante, una sorta di riedizione
della «tradizione riformata» che ha oltrepassato il pensiero di
Calvino e che ha avuto il suo culmine nel Seicento con la cosid-
detta «Scolastica Riformata»3.
Elemento centrale di questa teologia è l'assoluta sovranità
della «Gloria di Dio», la sua onnipotenza sul mondo. È una fede
totalizzante: Dio dispone di tutta la realtà, la domina e la go-
verna. Questa visione è l'esito dell'influenza del puritanesimo
congregazionalista di matrice calvinista, esportato durante la pri-
ma migrazione del Seicento. Non era l'unica tradizione religiosa
presente, ma fu quella che ebbe la più grande influenza culturale
per plasmare l'American way of life. Da segnalare inoltre che le
molte altre tradizioni presenti nel panorama religioso america-
no come i presbiteriani, i battisti e i metodisti hanno anch'essi
forti matrici calviniste. Per questo la teologia protestante ameri-
cana viene spesso definita dagli studiosi «un dibattito interno al
calvinismo»4.
Ma come siamo giunti al Vangelo della prosperità' Com'è
avvenuto il passaggio dalle chiese della Riforma ai nuovi mo-
vimenti di matrice neo-pentecostale' Qual è stato il percorso e
quali gli interpreti maggiori' L'America del Nord nasce da una


'Cf. J.H. Nichols, Democracy and the Churches, The Westminster Press,
3

Philadelphia PA 1951, 26-35; R. Beghini, Democrazia e diritti negli Stati Uniti
d'America. Un'indagine teologica, Aracne, Canteramo RM 2018, pp. 67-74.
4
'Cf. Buzzi, La teologia protestante, 3; Id., La teologia protestante ameri-
cana da Edwards a Niebuhr, «CredereOggi» 164 (2008), pp. 7-39.

12
lettura protestante della Bibbia. Un'interpretazione per la quale
il credente, senza mediazione di alcun magistero, applica a se
stesso e al proprio vissuto gli insegnamenti del testo biblico. I
padri fondatori erano calvinisti e puritani, repubblicani e umani-
sti. Quando nel XVII secolo sbarcarono sulle coste della Nuova
Inghilterra si sentivano il popolo di Dio «chiamato» per stabilire
il Suo Regno nel mondo: un regno di libertà e di giustizia, fonda-
to sui principi intramontabili della Sacra Scrittura.
Storicamente tra il 1620 e il 1635 approdarono nell'America
Settentrionale circa 20 mila puritani che costituirono il nucleo
delle colonie. Essi nutrivano la speranza di poter vivere libera-
mente la propria fede e costruire, sul fondamento della Bibbia,
una società nuova, diversa dalle nazioni intolleranti della vec-
chia Europa dalla quale erano fuggiti. Il vocabolario del tempo
faceva esplicito riferimento alle metafore bibliche dell'Esodo. Si
descrivevano come «popolo scelto», il «nuovo popolo di Dio»
fuggito dalla schiavitù dell'Egitto (l'Europa) giunto nella «Terra
Promessa» con cui Dio ha stabilito un'«Alleanza» e al quale ha
consegnato la Legge e le Sacre Scritture: la Dichiarazione d'In-
dipendenza e il Bill of Rights.
Puritanism significa l'impegno, in forme diverse ma risolu-
to, a costruire la Holy Community attraverso lo zelo individua-
le e la fiducia nell'efficacia della discussione e nel potere della
persuasione. Per preservare il carattere cristiano della società ci
si affida al potere della godly public opinion frutto della predi-
cazione della parola. Il fedele è persuaso non dall'autorità del
dogma o del magistero ma dalla predicazione, dall'esortazione e
dall'esempio. La ragione è interamente teologica: va preservata
l'efficacia della parola di Dio insieme con la libertà di opinione,
di assemblea e di stampa5.
Un elemento singolare della tradizione calvinista è l'idea per

5
'Cf. E. Troeltsch, Protestantism and Progress, Putnam's Sons, New
York NY 1912, p. 125; W. Haller, The Rise of Puritanism, Columbia Uni-
versity Press, New York NY 1938, pp. 23-25; Nichols, Democracy and the
Churches, p. 29; A.S.P. Woodhouse, Puritanism and Liberty, Dent & Sons,
London GB 1938, p. 250.

13
cui la realtà è governata dalla ragione. Questa dimensione intel-
lettuale è uno degli elementi basilari del calvinismo riformato
americano, chiave del suo successo e della capacità di plasmare
la cultura. L'ammirazione per la ragione ha fornito le basi per una
speculazione rigorosa a tutti i livelli, da quello teologico a quel-
lo socio-politico, e ha introdotto nel calvinismo nordamericano
un'ispirazione metafisica e pragmatica nel concepire il rapporto
della fede con la realtà, che ha alimentato una visione monista
e antidualistica della missione del cristiano nel mondo. Questo
ha distinto il calvinismo riformato sia dal pessimismo luterano,
sia dall'isolazionismo delle sette più radicali come anabattisti e
quaccheri che respingevano l'idea di ogni possibile contamina-
zione con il mondo corrotto.
Da qui va compresa la rielaborazione calvinista per cui il
mondo è sì lontano da Cristo e a Lui opposto, ma anche se forse
non potrà mai essere trasformato e totalmente salvato, sicura-
mente può e deve essere sottomesso alla volontà di Dio e alla
sua legge. Per questa ragione i born again pur essendo solo una
minoranza, un piccolo resto o un'«avanguardia», devono eserci-
tare la propria egemonia sul mondo. La realtà sociale e culturale
va ordinata secondo il progetto di Dio e la sua volontà. E ritor-
niamo così al punto centrale nel calvinismo: l'assoluta sovranità
di Dio.
Con le generazioni successive il fervore religioso, lo zelo
missionario e la tensione spirituale dei primi coloni si affievoli-
rono. L'arrivo di nuovi immigrati, la diffusione delle idee deiste
ispirate alla Rivoluzione francese e soprattutto le ripetute crisi
politiche tra guerre per l'indipendenza e conseguenti difficoltà
economiche accelerarono la trasformazione. Per circa tre secoli
in America si alternarono periodi di aridità religiosa e grandi ri-
torni collettivi alla fede, definiti «risvegli». Questi fenomeni co-
munitari caratterizzarono il XVIII e il XIX secolo con due grandi
movimenti chiamati «Grandi Risvegli», il primo tra il 1730 e il
1750 e il secondo nel 18006.

'I cosiddetti «risvegli» possono essere conteggiati diversamente a seconda
6

delle fonti da cui si attinge. Ci sono autori che considerano come primo «risve-

14
Il primo Risveglio contribuì a unificare le tradizioni religiose
delle varie colonie. Fu un vero e proprio movimento di rinascita
e di ritorno alla Bibbia e alla fede pura e radicale delle comuni-
tà protestanti. L'influenza delle idee illuministe che giungevano
dall'Europa, l'eccessiva preoccupazione politica e di governo
della Chiesa riformata portò a una progressiva burocratizzazione
delle strutture che mortificarono lo spirito vivificante del pieti-
smo e del puritanesimo. E il messaggio diventò piatto e rigido.
La formazione religiosa, gli studi biblici e l'attività missionaria
non erano più sentite come momenti basilari della vita di un cri-
stiano. Il primo grande movimento di rinascita fu una reazio-
ne a questo clima religioso. I pastori del Risveglio protestavano
contro la mancanza di fervore apostolico, insistendo sull'incon-
tro con Gesù Cristo come esperienza non mediata ma personale
che spinge alla missione. Un primo movimento fu promosso dal
pastore riformato Theodore Frelinghuysen (1691-1747) la cui
predicazione fu rivolta alle comunità di origine olandese che ri-
siedevano nel New Jersey. Lo stesso fece Gilbert Tennent (1703-
1764) nelle comunità presbiteriane del New Brunswick e poi in
Pennsylvania. E di seguito prese l'iniziativa quello straordina-
rio predicatore congregazionalista, teologo e filosofo Jonathan
Edwards (1703-1758) che da Rhode Island al Connecticut, dal
Massachusetts al Maine, sollevò un'ondata di entusiasmo senza
precedenti.
Il Risveglio esercitò un'opera vastissima di rinnovamento
morale e sociale delle masse popolari. Gioco d'azzardo, ballo
e bevande alcoliche furono banditi. Nei meeting di Risveglio le
donne partecipavano tanto quanto gli uomini, i neri celebravano
e lodavano Dio insieme ai bianchi e i poveri potevano proclamar-
si «Figli di Dio» come i ricchi. Le istituzioni religiose tradizio-
nali si opposero al movimento dei predicatori e da ciò derivarono
una serie di spaccature tra chi, all'interno delle varie chiese, era


glio» già la riforma di Lutero e Calvino, e di conseguenza per ciò che accadde
in Nord America dovremmo parlare di un secondo e un terzo «risveglio». Il
nostro studio si limita allo sviluppo della riforma nel nuovo continente quindi
consideriamo solo i momenti 'americani'.

15
favorevole al «nuovo» e chi era contrario. La protesta, infatti,
generò una serie di nuove denominazioni come il Pietismo di
Philipp J. Spener che proveniva dalla Chiesa luterana, il Metodi-
smo del pastore John Wesley in ambiente anglicano e il Battismo
dal mondo presbiteriano.
Se nel primo i fedeli ascoltavano la predicazione della paro-
la di Dio ed erano sorpresi dal rinnovamento che determinava,
nel secondo risveglio nuovi pastori suscitarono la rinascita reli-
giosa attraverso una predicazione più incisiva e sociale. Sotto la
bandiera della libertà religiosa, il protestantesimo trionfava e si
proponeva come 'cultura' che plasmava l'esperienza religiosa
americana. Fra il 1800 e il 1835 il numero degli appartenenti alle
chiese raddoppiò. Congregazionalisti, presbiteriani ed episcopa-
liani avevano fin dall'inizio guidato le colonie come chiese ben
affermate. Ma ora sotto una cultura religiosa di «libera intrapren-
denza» i metodisti e i battisti si dimostrarono particolarmente
adatti alle condizioni della frontiera americana. Per realizzare
questo sforzo di evangelizzazione del West congregazionalisti,
presbiteriani, metodisti, battisti e quaccheri misero da parte le
loro differenze per convergere su un nuovo mandato missionario,
caricando di meno le differenze dogmatiche e di più l'etica e il
comportamento comune. Questo secondo risveglio arruolò mi-
lioni di nuovi membri e portò alla formazione di nuove denomi-
nazioni della Riforma volti a rimediare ai mali della società pri-
ma della prevista seconda venuta di Gesù Cristo. Molti convertiti
credevano che il Risveglio annunciasse una nuova era millenaria.
Verso la fine del 1850 il suo picco era ormai passato.
Dopo che anche queste comunità nate dai risvegli del secondo
protestantesimo, divennero troppo 'istituzionali' e fredde, vi fu
una nuova ondata di Risvegli che produsse un terzo rinnovamen-
to. In questa terza ondata troviamo vari tipi di chiese libere, non
denominazionali come i 'Movimenti di Santità', le 'Correnti
perfezioniste' e il nostro 'Vangelo della prosperità'.




16
INDICE




INTRODUZIONE ................................................................ 5

Capitolo 1
I PRECEDENTI ................................................................... 11

Capitolo 2
GLI INIZI ............................................................................. 17

Capitolo 3
LE PRINCIPALI FIGURE
DEL VANGELO DELLA PROSPERITÀ ............................ 23
1. Essek Kenyon e la confessione positiva ...................... 24
2. Kenneth Hagin: dal potere della mente alla parola
di fede .......................................................................... 30
3. Kenneth Copeland e il potere della Parola .................. 40

Capitolo 4
SEGNI E PRODIGI ............................................................. 51
1. Dio è provvidenza: Jehovah-Jireh .............................. 51
2. Dio è salute: Jehovah-Rapha ...................................... 59
3. Dio è vittoria: Jehovah-Nissi ....................................... 65

Capitolo 5
OSSERVAZIONI CONCLUSIVE ....................................... 69
1. Un'ermeneutica biblica selettiva e pragmatica............ 70
2.  na teologia della sostituzione
U
e della soddisfazione vicaria........................................ 71
3. Una fede magica ......................................................... 73



77
Studi religiosi


C.A. Tognali, Lasciateci la libertà! Caritas Pirckheimer e la vita reli-
giosa nella bufera della Riforma, 2013.
F. Brancato, La materia vivente. Uomo e natura nel pensiero di Hans
Jonas, 2013.
S. Morandini, Quale casa accogliente. Vivere il mondo come creazio-
ne, 2013.
G. Cesareo, Evangelii gaudium. Riflessioni francescane, 2015.
L. Sandonà, Ecologia umana. Un percorso etico e teologico sui passi
di papa Francesco, 2015.
D. Paoletti (a cura), Una teologia in comunità, 2015.
G. Cappelletto - M. Milani, In ascolto dei profeti e dei sapienti.
Introduzione all'Antico Testamento - vol. II, 2015.
G. Crea, Il segreto della felicità nella vita consacrata. Appunti psico-
logici e metodologici, 2015.
G. De Virgilio, Teologia biblica del Nuovo Testamento, 2016.
G. Cappelletto, In cammino con Israele. Introduzione all'Antico Te-
stamento - vol. I, 2016.
S. Babolin, L'esorcismo. Ministero della consolazione, 2018.
M. Cassese (a cura), Una chiesa anche al femminile. Un cammino pos-
sibile, 2019.
P. Conti, Cristiani e musulmani. In dialogo nel contesto della moder-
nità, 2020.
R. Tello, Popolo e cultura, 2020.
R. Beghini, La religione della prosperità. Il pericolo di un 'Vangelo
diverso', 2020.




Finito di stampare nel mese di giugno 2020
Mediagraf S.p.A. ' Noventa Padovana, Padova
Credere conviene.
Infatti, non dovrebbe forse Dio garantire ai suoi fedeli
' già qui ed ora ' benessere economico, buona salute Renzo Beghini
e una carriera di successo' È l'annuncio dei pastori del
Vangelo della prosperità. Una chiesa non confessionale,
indipendente, nata per rivelazione e costruita sulla sola fede. Un'inter-



La religione
pretazione del messaggio cristiano «selvaggiamente popolare» (e molto
nord americana), che mette insieme elementi di per sé contrapposti come
santificazione spirituale e ricchezza materiale, fede e successo, zelo mis-
sionario e miracoli di guarigione.
Il testo vuole raccontare questo movimento che va sempre più diffon-



della
dendosi, utilizzando un approccio teologico perché è da qui che biso-
gna partire se si vuole comprenderlo con le sue inevitabili tensioni tra
Sacra Scrittura ed esegesi, redenzione e libertà, professione di fede e
solidarietà.

Renzo Beghini è un prete diocesano. Docente di teologia morale sociale
presso la Facoltà teologica del Triveneto, sede di Verona, insegna inoltre
teologia ed etica fondamentale nelle facoltà di economia e scienze sociali
dell'Università Cattolica di Milano.
È presidente della Fondazione Toniolo la quale, tra le sue attività, pub-
prosperità
blica «La Società», rivista scientifica di dottrina sociale della chiesa. Il pericolo di un 'Vangelo diverso'




ISBN 88-250-4950-1
ISBN 978-88-250-4950-3



9 788825 049503

' 9,50 (I.C.) www.edizionimessaggero.it

Questo prodotto è disponibile anche in digitale nei seguenti formati: PDF (EAN 9788825049510, Watermark DRM), ePub (EAN 9788825049527, Watermark DRM)

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