Citazione spirituale

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Felix

-

Attraverso la ferita entra la luce

 
di

García Nava Dulce María, Ginami Luigi

 


Copertina di 'Felix'
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EAN 9788825050981

Disponibile in 3/4 giorni lavorativi
In promozione
Disponibile anche come Prezzo
E-book 4,90 €
Descrizione
Allegati: Leggi un estratto
Tipo Libro Titolo Felix - Attraverso la ferita entra la luce Autori Editore Edizioni Messaggero EAN 9788825050981 Pagine 96 Data marzo 2020 Altezza 16 cm Larghezza 11,5 cm Collana Volti di speranza
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lix
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Direttore editoriale della collana
Roberto Losa

ISBN 978-88-250-5098-1
ISBN 978-88-250-5099-8 (PDF)
ISBN 978-88-250-5100-1 (EPUB)

Copyright © 2019 by P.P.F.M.C.
MESSAGGERO DI SANT'ANTONIO - EDITRICE
Basilica del Santo - Via Orto Botanico, 11 - 35123 Padova

www.edizionimessaggero.it

Finito di stampare nel mese di Novembre 2019
Mediagraf S.p.A. - Noventa Padovana, Padova
Dulce María García Nava - Luigi Ginami




Felix
ATTRAVERSO LA FERITA ENTRA LA LUCE


Messico

#VoltiDiSperanza n. 25
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TUTTO NELLA VITA
È NELLO SGUARDO

Un monsignore che lascia la sua tranquilla
scrivania in Vaticano e va nel Messico del Nar-
cotraffico e delle bande. Una donna che perde il
marito, celebre poliziotto, in un conflitto a fuoco
per strada, maledice e prega. Un obitorio dove
non ci sono frigo sufficienti a contenere i morti
ammazzati. Scorpioni velenosi che si avvicinano
mentre dormi, scontri a fuoco, l'augurio scritto sul
braccio in un carcere di massima sicurezza da un
capo di un efferato gruppo di assassini, persino la
presenza attiva del Papa' Sembra la sceneggia-
tura di una Fiction, invece è la realtà raccontata,
in presa diretta e con parole che sembrano vividi
colori, in questo libro.

In profondità, un racconto di fede, un dramma
di morte che non porta al buio ma a uno sguardo
diverso e luminoso sulla realtà.

Perché tutto, nella vita, è nello sguardo. Tutto
dipende da quello. La propria esistenza, la visione
che si ha del mondo, il lavoro, il rapporto con gli

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altri, amici, colleghi, figli, marito o moglie. Tutto è
nello sguardo. Il punto d'ottica dà la statura della
persona, dà la sua dimensione.

E lo sguardo di Dulce María, che emerge in
questo agile e densissimo libretto, è uno sguar-
do che sorprende, commuove, muove. Porta ver-
so altre strade anche lo sguardo di chi legge,
facendogli scoprire come pure nel dramma più
devastante ' un marito, Felix, amato tenerissi-
mamente ma ucciso brutalmente in una città
violentissima ' ci può essere l'inevitabile dolore
che lacera e pare strappare il cuore ma non la
disperazione, non l'oscurità. Speranza è la sor-
prendente parola che percorre questo libretto,
che percorre l'anima di Dulce María. Che percor-
re, come un filo d'oro che li lega e ne dà il senso,
i racconti di don Gigi.

Ma come nasce questo libretto' Molti di quel-
li che lo leggeranno già lo sanno, agli altri vale la
pena raccontarlo. Ma prima una domanda. Come
vi immaginate un monsignore che lavora in Va-
ticano' Facile la risposta: tranquillo, posato, im-
merso in problematiche ecclesiastiche, attorno a

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lui un clima ovattato. Ebbene, ce n'è uno che non
risponde ai canoni abituali. Molte volte l'anno,
si toglie gli abiti da monsignore, inforca jeans e
camicia, spesso un cappellaccio all'Indiana Jones,
e si avventura nei luoghi della disperazione del
pianeta. Una iniziativa nata come nascono i fiori
più belli, quasi per caso. Come nascono gli alberi
in luoghi impervi. Un minuscolo seme si deposita
in posti reconditi, cresce nel silenzio, poi, come
esemplificava Gesù per il regno dei Cieli, diventa
un albero che dà riparo e consolazione a molti.
Così ha iniziato don Gigi, un uomo con gli occhi
da bambino, e che dei bambini ha il sorriso timi-
do ma radioso. Un sorriso disarmante che scalda
chi lo incontra, sia esso un orfano, una vittima,
o un killer. Parlare non basta, aiutare le iniziati-
ve caritative con un conto corrente non basta,
occorre che la fede diventi opera, ha pensato
don Gigi. E ha iniziato ad andare sui posti che i
primi amici gli indicavano, lì guardava, parlava,
incontrava le persone del luogo, capiva di cosa si
aveva bisogno. Poteva trattarsi di rifare il tetto di
una scuola, o un pozzo d'acqua per il villaggio, o
qualsiasi altra cosa. Un'opera che è cresciuta nel
tempo, con il Monsignore Indiana Jones che ogni

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tanto lasciava la sua scrivania sotto il cupolone,
riponeva gli abiti neri, si toglieva il colletto da
prete, e andava in giro per il pianeta a vedere.
Ancora una volta, la vita è nello sguardo, e don
Gigi guardava, non si faceva raccontare. Guar-
dava, parlava, abbracciava, piangeva. Lasciava
che il suo cuore sanguinasse per le piaghe che
incontrava, piangeva con chi era in pianto, gioiva
per le piccole gioie di chi incontrava. Ora, le sue
iniziative, quelle del gruppo Fondazione Santina,
sono diffuse nel mondo, dal Messico di cui parla
questo libro al Vietnam, dal Kenya all'Iraq a tante
altre nazioni.

Lì incontra il male, e l'attivismo del Demonio
(come ha detto Papa Francesco, le cose vanno
chiamate con il loro nome), non in testi o predi-
che, ma faccia a faccia. Nei feroci assassini in
carcere, nella capo gang dalle mani insanguinate
di omicidi e che ha assassinato anche un'amica,
nei Narcos. Anche qui, tutto è nello sguardo. Non
basta condannare, occorre capire come la pre-
senza di Cristo si fa strada nel mondo e, scanda-
losamente, tenti di entrare anche nel cuore sprez-
zante degli orchi e degli assassini. Don Gigi, li

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abbraccia, ci parla, li ascolta. E mette, in Messico
come in Giordania o in Bolivia, a rischio la propria
vita con l'ingenua baldanza dei fanciulli.

Del resto, ci era stato detto: se non ritornerete
come bambini'

Stefano Maria Paci
Sky Tg 24




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DUE CARTELLI
IN GUERRA PROPRIO ORA

INTRODUZIONE
Volo Città del Messico - Acapulco
15 settembre 2019 ore 12.45

Città del Messico, con i suoi venticinque milio-
ni di abitanti, dorme la domenica mattina e la mac-
china di Salvador si muove tranquilla nel deserto
della città verso l'aeroporto. Nonostante questa
tranquillità della domenica mattina, propria a tan-
te città del mondo, uno sbadato autista centra in
pieno una macchina pochi metri dietro a noi, fermi
al semaforo rosso. Salvador mi dice:
'Monsignore, ci è andata bene! Ci ha mancato
per pochi metri! Forse sarà un ubriaco, perché la
domenica mattina, il Messico, è pieno di ubriachi
della notte del sabato''.
Ride Salvador. Mi sta accompagnando all'ae-
roporto dove devo prendere il volo per Acapulco.
È proprio dall'aereo che vi sto scrivendo. Ab-
biamo appena terminato la messa alla Madonna
di Guadalupe, della quale sono molto devoto e da-

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vanti alla quale ho pregato intensamente per tutti
voi che mi seguite' anche per te che leggi questo
report dal Messico dei cartelli e dei narcotrafficanti.
La macchina continua il suo percorso verso
l'aeroporto' Accendiamo la radio e ascoltiamo
il notiziario delle 10,30. Il gelo mi entra nel san-
gue: il cartello di Jalisco è in lotta con il cartello di
Chapultepec. Sono state trovate fosse comuni e,
ad Acapulco, ne hanno ammazzato sei! Io sto an-
dando proprio lì' Come sempre la triste fama del
Guerrero è preceduta da notizie che mi giungono
a Città del Messico.
Come già altre volte, al santuario di Guadalu-
pe, il vescovo di Aquas Calientes mi aveva detto
della mancanza di frigoriferi per cadaveri ad Aca-
pulco. Quest'anno il triste annuncio della efferata
lotta tra due potenti cartelli della droga.
Magda viene a prendermi all'aeroporto con Mi-
roslava e le due bambine, Romina e Sofia. Per loro
ho comperato due enormi lecca lecca colorati che
voglio regalare appena le riempirò di baci' Poi
inizia, intenso, il programma: riunione con Mag-
da per definire bene il programma; messa alle ore
18,00 e festa per la 'noce mexicana'.
Oggi infatti, 15 settembre, è festa nazionale in

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Messico e ritorno volentieri in Messico per que-
sta festa. Ogni secondo del giorno e della notte
è pieno. Talvolta, proprio nella notte, le famiglie
che visito aprono il loro cuore e raccontano i loro
orrori, orrori da ascoltare e da curare. La colonia
di La Laja, di Progresso e La Zapata sono tre dei
luoghi dove vivrò in questi giorni.
Magda, che mi sta venendo a prendere in aero-
porto, proprio alcune settimane fa mi raccontava, al
telefono, qualche cosa che ora mi spaventa un po'.
Stava portando i 25 euro mensili alle famiglie
dei nostri dieci bambini che sono vittime di vio-
lenza. A un semaforo due giovani, vestiti distinta-
mente, si avvicinano, uno a destra e la ragazza alla
sinistra della macchina ferma al semaforo rosso.
Con un mezzo sorriso e in modo gentile il ragazzo
dice a Magda:
'Senti signora, ora tu, tranquillamente, scendi
dalla macchina, la lasci con il motore acceso e lasci
dentro tutti i tuoi soldi e la tua borsetta. Scendi
senza nulla in mano''.
La ragazza aggiunge, aprendo la sua borsetta
e mostrando una pistola:
'Altrimenti ti ammazzo!'.
La povera Magda scende dalla macchina. I due

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giovani salgono. Il lungo semaforo diventa verde
e, come se fosse uno scambio d'autista, tranquil-
lamente vanno via.
Questa è Acapulco e io sto per atterrare proprio
lì, nell'intento di scoprire nelle ferite di quella gente,
piena di dolore e sofferenze, una luce, quella luce
che viene solo dalle ferite di Gesù in croce e di cui
loro, le mie famiglie, oggi, sono immagini viventi.
Incontrerò molti di questi crocifissi viventi e
vi racconterò con passione e amore le loro feri-
te convinto che, come scriveva il poeta e filosofo
turco Mevlana citato da Esma: La ferita è il luogo
dal quale entra la luce!
Il volo è breve. Solo 40 minuti. Devo chiude-
re perché stiamo per atterrare. Pregate per me la
Morenita che tutto vada bene. Ho una voglia di
baciare le mie piccoline' come quando arrivo in
Kenya e riempio di baci la mia Santina. Chissà se
anche in Messico un giorno nascerà un'altra picco-
la Santina' Sapete che faccio' La vado a cercare'
E se la trovo ve lo dico subito' Ora devo prepa-
rare l'omelia per questa sera. Chissà che faccia
faranno Grecia, Veronica e Marisol vedendosi in
un libro! Vi racconterò anche questo! Lo giuro.


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'L'UNICA COSA CHE SO È CHE DIO
HA L'ULTIMA PAROLA!'
DI DULCE MARÍA GARCÍA NAVA

LA RICOSTRUZIONE DEGLI ATTI
DEL PROCESSO
Mi chiamo Dulce Maria e sono la moglie di Felix,
l'uomo di cui si parla in questo libretto della collana
#VoltiDiSperanza N. 25. Ho detto di sì con grande
entusiasmo e grande partecipazione alla proposta
di don Gigi di scrivere della tragica ed eroica morte
di mio marito, nella convinzione che possa aiutare i
giovani italiani a riflettere sul dramma della violen-
za oggi in Messico, violenza che, comunque, non
può spegnere la Speranza che vive nella nostra
terra attraverso uomini come Felix.
Mio marito è morto il 6 giugno 2018 in uno
scontro a fuoco avvenuto giorni prima: il 29 mag-
gio 2018.

Prima di raccontare la mia testimonianza e par-
lare anche dei miei figli, uno dei quali è seminari-
sta, preferisco dare spazio agli atti del processo
giudiziario celebrato sulla morte di mio marito e di

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un altro agente di polizia. Fino al processo io non
mi riuscivo a spiegare come un uomo di tale espe-
rienza, lunga 26 anni, che aveva arrestato molti
criminali legati principalmente al traffico di droga
e aveva salvato vittime di violenza e di rapimen-
to, fosse potuto morire in un'operazione militare
contro i malviventi.
Un giorno mi è arrivata una telefonata nella
quale mi informavano che avevano arrestato tre
criminali responsabili della morte di Felix e di un
altro comandante di nome Wenceslao Elizalde
Zempoalteca, che fu ucciso all'istante nello scon-
tro a fuoco. Durante il processo sono venuta a
sapere i dettagli di quelle morti, grazie alla testi-
monianza di tre poliziotti che hanno raccontato i
dettagli dell'attacco.

Il processo è iniziato circa un anno dopo, lo
scorso 12 marzo 2019. Tra i diversi testimoni, mi
hanno molto colpito alcuni poliziotti che hanno
preso parte all'attacco e hanno narrato in detta-
glio cosa è successo. Mio marito e i suoi uomini,
lunedì 28 maggio 2018, sono stati informati che
avrebbero eseguito un'operazione di alta perico-
losità nella città di Tlapa, che si trova vicino alla

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città di San Luis Acatlan. Dovevano recarsi là per
arrestare pericolosi delinquenti. In quella notte,
alle ore 23, cinque convogli con quaranta poliziotti
sono usciti verso l'obiettivo della loro azione, arri-
vando a destinazione dopo circa sei ore di viaggio
alle ore 5 del mattino di martedì 29 maggio.
Prima di entrare in città gli uomini si dividono
in due gruppi pronti a entrare in azione. Il primo
gruppo è guidato dal comandante Wenceslao e
l'altro è comandato da mio marito, Felix Suástegui.




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Hanno in mano i mandati di arresto per diversi
criminali ma, mentre entrano nella città percorren-
do la strada Caritino Maldonado, dall'ingresso di
una casa inizia una sparatoria contro il convoglio.
I poliziotti scendono dai furgoni per protegger-
si e iniziano a contrastare la forte offensiva dei
delinquenti che li stanno aggredendo. Durante
il furioso scontro a fuoco, i poliziotti si rendono
conto che il comandante Wenceslao, colpito al
volto durante lo scontro a fuoco, è rimasto a terra
esanime. Prontamente gli agenti, ben addestrati,
rispondono al fuoco e ammazzano un delinquente.
Nel frattempo un altro malvivente esce dalla casa
e impugna il fucile da caccia che era nelle mani
dell'ucciso e apre il fuoco rientrando nella casa
per proteggersi.

Felix assume il comando dell'intera operazio-
ne e ordina ai suoi uomini di circondare la casa
schierandosi lungo la recinzione perimetrale, a una
distanza di circa cento metri, con lo scopo di im-
pedire ogni via di fuga ai delinquenti. Mio marito
è saldamente al comando e dirige le operazioni.
Questo fatto cattura l'attenzione del delinquente
che era uscito a prendere l'arma del suo complice

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ammazzato. Scortato da altri due uomini armati
con fucili a canne mozze esce verso mio marito e,
in tre, iniziano a sparare contro Felix colpendolo
alla testa. Lui stramazza a terra. I tre delinquen-
ti, visto il grande numero di agenti di polizia che
devono fronteggiare si rendono conto che sareb-
bero stati uccisi e, alle forti grida degli agenti che
intimano loro di gettare le armi, si arrendono. Gli
agenti si dividono in due gruppi, uno per soccor-
rere i due feriti e l'altro per mettere in sicurezza i
tre malviventi ammanettandoli. Si rendono subito
conto che Wenceslao è morto sul colpo mentre Fe-
lix, mio marito, è ancora in vita. Lo portano subito
al vicino ospedale per le prime cure e poi, nelle
ore successive, lo trasferiscono, in elicottero, in
un grande ospedale di Acapulco' ma il 6 giugno
2018 muore. Tutti questi fatti sono frutto del rac-
conto degli stessi agenti e trascritti puntualmente
negli atti del processo.

Il processo si è concluso il 12 aprile 2019 e il
giudice ha giudicato colpevoli i tre malviventi con-
dannandoli a 40 anni di carcere ciascuno.
Nelle pagine seguenti invece segue il mio
racconto.

20
Messico incandescente
dove i cartelli dei narcos sono
in feroce disgustosa guerra




Inaugurazione refettorio
e asilo carcere Las Cruces
ad Acapulco Messico
16 Settembre 2019




40mo viaggio solidarietà
Messico 14-23 settembre 2019



94
INDICE
Tutto nella vita è nello sguardo . . . . . . . . . . . . . . . . 5

Due cartelli in guerra proprio ora . . . . . . . . . . . . . 11
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

L'unica cosa che so . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
La ricostruzione degli atti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Il racconto di Dulce Maria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
Tutto posso in Cristo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29

Attraverso la ferita entra la luce . . . . . . . . . . . . . . 32
Disgusto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Senen Nava Sanchez . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
Manuel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
Scorpione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
Attraverso la ferita entra la luce . . . . . . . . . . . . . . . . 78
Bomba atomica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
Inaugurazione del refettorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90




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