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Descrizione
Una voce ammutolita. Un corpo inchiodato alla carrozzina. Una bambina segnata fin dalla nascita dall'asfissia e da un grave danno neuromotorio, considerata per anni irrecuperabile, perché non parla e gli altri non capiscono che lei capisce tutto. E poi, finalmente, qualcuno pensa di darle un computer speciale affinché si possa esprimere. Così Maria Grazia Fusari rinasce e comincia a liberarsi dalla prigionia della sua invalidità e dell'incomprensione. L'autobiografia di Mariagrazia Fusari è una storia vera, straordinaria, che appassiona come un romanzo: la disperazione, la solitudine, cure dolorosissime affrontate nella speranza di guarire, di diventare «normale», e poi rivelatesi gli inganni di medici senza scrupoli e umanità. La fatica quotidiana di convivere con un corpo che non ti obbedisce, le frustrazioni dei primi anni di scuola, gli schiaffi dei pregiudizi e del sarcasmo, il dolore per la morte del papà quand'è ancora piccola. Finché insegnanti e operatori più attenti scoprono l'intelligenza di Mariagrazia e le danno lo strumento per raccontarsi: il computer. E lei rinasce, si libera. Scrivendo in prima persona, battendo sul computer - con enorme fatica e incredibile perseveranza - un tasto e una lettera alla volta con un solo pollice, Mariagrazia Fusari, oggi trentasettenne, ha narrato la sua vita «diversa» e a quale prezzo ha saputo scalare la montagna della sua disabilità e acquistare la dignità di persona diversamente abile ma ugualmente capace di arrabbiarsi, di lottare e di sorridere. Questo libro è una specie di miracolo nato dall'amore e dal coraggio Nacqui dunque verso l'una di notte. Non piansi subito, non emisi quel pianto gioioso che dà inizio a ogni vita. Fui colpita da paralisi cerebrale con asfissia pallida: la più brutta che c'è.
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