Citazione spirituale

Lettera a una professoressa

di

Scuola di Barbiana, Milani L.


Copertina di 'Lettera a una professoressa'
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EAN 9788889264010

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Lettera a una professoressa Autori Editore Libreria Editrice Fiorentina EAN 9788889264010 Pagine 166 Data 1996 Peso 225 grammi Collana Scuola familiare
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il 19 novembre 2015 alle 00:16 ha scritto:

Ho comprato questo libro per regalarlo ma non ho potuto fare a meno di leggerlo tutto d'un fiato prima di consegnarlo. Bel trattato di pedagogia scolastica che condivido e che dovrebbero leggere tutti gli insegnanti della nostra scuola.

il 27 ottobre 2017 alle 01:07 ha scritto:

Libro davvero molto bello. L'opera riflette l'esperienza di don Milani che, nel 1954, si era dedicato attivamente all'organizzazione di una scuola popolare. I suoi ragazzi pubblicarono questa lettera che si presenta come un'accusa ad una scuola selettiva di quel tempo, che pur essendo una "scuola dell’obbligo", determina una grande ingiustizia sociale. La lettera è indirizzata ad un insegnante che ha bocciato alcuni ragazzi di Barbiana. Da questa occasione nasce un’immagine amara e realistica del mondo della scuola, segnata da profonde contraddizioni sociali, una scuola che sembra "tagliata su misura dei ricchi". Nel libro, arricchito da tavole statistiche e documenti come prova delle affermazioni contenute nel testo, i ragazzi descrivono la cosiddetta "scuola dell’obbligo" dove si verifica la selezione che colpisce con maggior frequenza i figli degli operai e dei contadini e considerando intoccabili i "Pierini", cioè i figli delle classe più ricca. I figli dei contadini e degli operai vengono considerati diversi perché privati di un patrimonio culturale che è a disposizione dei ricchi e subiscono profonde umiliazioni anche a scuola, dove le differenze sociali e culturali vengono messe in evidenza. La proposta che i ragazzi di don Milani fanno è quella di una scuola nuova dove non si bocciano "quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno" e agli svogliati basta dare uno scopo. Questo metodo, già attuato a Barbiana, dovrebbe produrre una scuola veramente giusta dove si realizzi un'uguaglianza socio-culturale, in cui rientrino anche i ragazzi diversi. A Barbiana lo studio si svolge in modo collettivo e tutti gli alunni vengono responsabilizzati. La lettera evidenzia le carenze più comuni della scuola italiana, di quel periodo storico, ed i rimedi da attuare come la mancanza di volontà politica per realizzare le riforme. La lettera, infine, è rivolta ai genitori dei ragazzi respinti perché si organizzino. Io penso che questa lettera possa essere, anche ai nostri giorni, utile per riformare la scuola ed i metodi d'insegnamento ormai obsoleti.

il 26 settembre 2019 alle 22:00 ha scritto:

Ho letto per la prima volta questo libro nell'anno 1976, dopo aver fatto gli esami di maturità; di don Milani conoscevo solo le lettere; questo libro, complementare alle "Lettere" rivela la passione educativa e l'amore per gli ultimi, i dimenticati, di questo prete che, pur essendo stato mandato "in esilio" in uno sperduto paesino di montagna, ha trasmesso la sua vasta cultura ed amore per il sapere. Nella sua semplicità sconcertante dovrebbe essere letto obbligatoriamente dagli insegnanti di oggi.