L'angelo sterminatore
Un gruppo di amici altolocati si riunisce in una villa per cenare dopo aver assistito a una prima teatrale. Mentre si intrattengono in conversazioni dai toni futili, accadono i fatti più strani a cui nessuno sembra dare peso. Trascorsa la notte, gli ospiti cercano di abbandonare la sala, ma non riescono a varcare la porta nonostante sia aperta. Il nervosismo aumenta mentre le condizioni di vita si fanno difficili: chi reagisce col suicidio, chi con la preghiera, chi è vittima della superstizione. Una giovane, sacrificando la sua verginità, trova la cerniera tra il mondo normale e quello irreale: finalmente tutti tornano liberi. Dopo qualche giorno gli ex reclusi si ritrovano per celebrare un solenne Te Deum di ringraziamento, ma terminata la funzione non possono uscire dalla Chiesa, mentre dallesterno giunge un suono di spari. Lingua: Italiano Audio: Dolby Digital Mono
Titolo L'angelo sterminatore
Regista Luis Bunuel
Attori Enrique Rambal, Silvia Pinal
Durata 81
Anno 1962
Editore Multimedia San Paolo
EAN 8013147480132
-
Cesare deve morire. DVD
-
Paolo Borsellino. I 57 giorni
-
Proibito rubare
-
Azzurro
-
Barbarossa
-
Anatomia di un rapimento
-
Don Zeno. L'uomo di Nomadelfia


Qui trovi riportati i commenti degli utenti di LibreriadelSanto.it, con il nome dell'utente e il voto (espresso da 1 a 5 stelline) che ha dato al prodotto.
I commenti compaiono ordinati per data di inserimento dal meno recente (in alto) al più recente (in basso).
Giuliano Magurano il 13 luglio 2012 alle 09:19 ha scritto:
L'angelo sterminatore è invece un film pienamente aderente al manifesto surrealista abbracciato dall'autore. Il pretesto è un'idea molto sottile, ma originalissima: un gruppo di borghesi dell'alta società è inspiegabilmente bloccato nella villa sontuosa dove erano stati invitati dopo un concerto. I domestici, appartenenti a un'altra classe sociale, se la svignano inesplicabilmente prima che scatti la trappola, e il gruppo di persone rimane intrappolato degradando a poco a poco dal perbenismo di facciata alla più meschina abiezione. Alla fine, con un'espediente assolutamente surreale, Bunuel inscenerà la loro liberazione, ma non sarà che un esito transitorio perché di lì a poco resteranno nuovamente intrappolati nella chiesa dove sono tutti riuniti per la celebrazione del Te Deum in ringraziamento a Dio per l'avvenuta liberazione... Nel finale che intrappola il clero insieme ai borghesi, Bunuel da libero sfogo alla sua satira anticlericale e antiborghese e inscena la condanna finale di un'umanità corrotta e inconcludente, incapace di uscire dalla propria abiezione celata sotto la patina superficiale della rispettabilità.