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La Voce dei clienti [ultimi 10 commenti inseriti]

Umberto Masperi il 29 settembre 2014 alle 07:15 ha scritto:

Il nome di Bernanos è quasi “sconosciuto” ai nostri giorni, non viene “citato”, ed ancor meno è occasione di riflessione su temi forti di natura religiosa o di fede; ricordo solo l’occasione, anni fa, da parte di Enzo Biagi in una puntata della sua rubrica televisiva, commenti su attualità, ” Il Fatto “ che concludeva, nel suo stile di frasi ad effetto, ricordando quella , celeberrima, alla fine del “Diario di un curato di campagna”, pronunciata dal parroco di Ambricour che va a morire nella casa del prete spretato, amico, compagno di seminario, da cui si confessa: “Tutto è grazia” (anche se è frase di Santa Teresa del Bambin Gesù).
EPPURE negli anni dopo la sua morte (1948), cinquanta-sessanta del secolo scorso, gli scritti di Bernanos erano letti e citati, almeno negli ambienti cattolici o da preti e parroci nelle loro prediche.

Ma se desideriamo essere, noi, “altri” rispetto a questi nostri tempi, possiamo cogliere l’occasione di iniziare leggendo i “Dialoghi delle Carmelitane”. Forse capiremo anche come certi registi, da Bresson a Bruckberger a Philippe Agostini, avessero a cuore film di alto livello (per contenuto; oggi i contenuti non sono prevalentemente banalità, volgarità, violenza, horror, catastrofi … per cui occorre puntare su effetti speciali, sempre più speciali, che stordiscono e drogano l’immaginazione degli spettatori…per fare incassi con cifre da sei zeri in su ?).
• Realtà storica, questa sì, di tutti i tempi: lo scatenarsi della violenza contro persone di chiesa ed il dramma del martirio con l’effusione del sangue. Queste umili suore schiacciate dalla Rivoluzione Francese (studiamola, pur nella sua grande, epocale, importanza storica: dalla Costituzione civile del clero alla scristianizzazione, al Terrore; ancor oggi quante semplici suore - ma non solo loro - vengono martirizzate in alcuni paesi ( ad es. del continente africano, ma non solo di questo).
** I temi su cui ci stimola a riflettere quest’opera sono diversi (e quindi non riguarda solo le … suore!): la PAURA che caratterizza la personalità della nobile fanciulla Bianca De La Force, che decide di entrare in convento; il continuo confrontarsi sul tema della MORTE ; la ripetuta riflessione-interrogazione sul problema del MARTIRIO per chi ha consacrato e donato la sua VITA al Signore; il gestire le tensioni di chi vive la vita di COMUNITA’, nell’obbedienza ma anche nel far presente i propri orientamenti e convinzioni su alcuni aspetti della quotidianità…
*** Subito siamo attratti, a partire dal “Primo quadro”, dalla protagonista (Bianca) che poi seguiamo con l’ entrata in convento. Ma sono PROTAGONISTE non meno importanti le altre suore, con il proprio carattere (individualità e coralità coesistono senza che l’una prevalga sull’altra). Bernanos ha la mano leggera, non insiste sul dramma interiore (forse lascia al lettore l’impegno di riflettere) limitandosi a semplici affermazioni (scelgo come esempio il colloquio del fratello, il “cavaliere”, che fa visita alla sorella Bianca, mettendola di fronte al di lei dovere di assistere il padre, rimasto solo quando la furia rivoluzionaria ha disperso i nobili contro cui si è scatenata: ”Se ho ben inteso, questa nuova nascita (NB:quando ha preso il velo) vi deve far libera di fronte a colui al quale (NB:il padre) dovete la prima? Oh!Bianca,basta con le vane sottigliezze!Pensate che i nostri parenti ed amici sono ora dispersi:nessuno,qui,si oppone a che andiate a raggiungere nostro padre. Egli ormai può solo contare su di voi.”)
Nella parte finale si ha l’impressione di rimanere un po’ delusi: Bianca sembra scomparire (anche se è ridotta a ‘serva’, per sottrarsi all’arresto, però ormai avrebbe salva la vita, mentre le compagne suore, in prigione, si preparano a rimanere fedeli al voto di martirio che hanno fatto). Ma l’autore ha creato, così, la giusta tensione per prepararci al NUOVO INCONTRO con Bianca, dopo che sul palco della ghigliottina si spengono, ad una ad una, le voci delle suore che vi salgono…
” Ma in quell’istante … s’alza una nuova voce,più nitida … Il suo volto… Deo Patri sit gloria …

^^^ - L’ho aggiunto io a matita, di lato, “TOUT EST GRâCE”.

-- La “forza” delle antiche eroine della Bibbia ( … De La Force).


Studente Alessandro D il 29 settembre 2014 alle 02:53 ha scritto:

"Questa è la misericordia di Francesco", buon per quelli che si entusiasmano per la presunta e, fino ad ora, solo apparente, misericordia del regnante Pontefice MA la Misericordia salvifica, quella che sottrae alla dannazione eterna, non è umana ed è stata acquistata con inenarrabili sofferenze da Nostro Signore. Egli pur essendo Dio non ha ritenuto un privilegio l'essere Dio e avendo assunto in Sé la natura umana, l'ha redenta con obbedienza e sacrificio, gli stessi ai quali ci invita a partecipare, nel nostro piccolo, per morire in Lui e con Lui risorgere. Non illudetevi cari fratelli in Cristo, non illudetevi... prima di aprire gli occhi alla luce del giorno di Pasqua è ineludibile accettare di chiuderli all'oscurità del Golgota! Chi ha orecchi per intendere intenda!

Nicola Giuliani il 26 settembre 2014 alle 18:37 ha scritto:

C'è da augurarsi che il Cardinale Kasper venga presto interessato dal Pontefice ad approfondire la positività o negatività del contestatissimo, anche in seno alla stessa Chiesa Cattolica, obbligo del Celibato e connesso Voto di Castità (da tanti ritenuto "contro natura", alla luce anche di un significativo passo della Bibbia, Gn.2,24, citato anche da Benedetto XVI nella sua Enciclica Deus Caritas Est). Sarebbe davvero impegnativo, in questo momento di grande crisi del " matrimonio cristiano", che chi per missione ha il compito di testimoniare il messaggio innovativo al Vecchio Testamento di Gesù di Nazareth sia anche di esempio nel dare il giusto significato al matrimonio fra un uomo e una donna, così come il Cardinale nel suo libro egregiamente e splendidamente lo rappresenta.


Don filippo raimondi il 27 settembre 2014 alle 11:42 ha scritto:

Pregi e limiti di una antologia. Può servire a qualcuno risolvere la dialettica tra verginità e matrimonio con una pagina di S.Agostino o definire quando fu istituito il matrimonio con una pagina di Ugo di S.Vittore?


Studente Gerarda Lasalvia il 26 settembre 2014 alle 21:56 ha scritto:

Bellissimo libro...fatto di disegni molto dettagliati e particolari...consigliato per chi ha una profonda curiosità per l'argomento!


Dott. Stefano Coccia il 26 settembre 2014 alle 14:48 ha scritto:

Questo libro aiuta a la dimensione "corporea" della nostra fede. Non ci può essere una fede senza corpo. Soprattutto nelle Eucaristie celebrate nelle nostre parrocchie è importante riscoprire l'importanza che ha il corpo ed i gesti che si fanno. Tutte cose che ci aiutano a vivere meglio la nostra vita di fede.


massimo mingoia il 26 settembre 2014 alle 10:27 ha scritto:

Mettiamolo in pratica e facciamo festeggiare a tutti la festa dei santi.


massimo mingoia il 26 settembre 2014 alle 10:26 ha scritto:

Alle famiglie.


massimo mingoia il 26 settembre 2014 alle 10:26 ha scritto:

ottimo


massimo mingoia il 26 settembre 2014 alle 10:26 ha scritto:

grazioso