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La Voce dei clienti [ultimi 10 commenti inseriti]

miche lino il 26 gennaio 2021 alle 13:39 ha scritto:

Una Bibbia magnifica, con caratteri grandi e sopratutto ideale per l'esposizione in qualsiasi luogo, chiese, case, saloni parrocchiali. Come sempre i commenti sono ricchissimi e di aiuto alla liturgia.


Paola il 26 gennaio 2021 alle 11:21 ha scritto:

Libro stupendo in cui si trova lo stesso Gesù. Commovente, emozionante... chi ama Gesù non può non leggerlo. Chi ancora non lo conosce ne rimarrà estasiato. Lo consiglio vivamente.


Marco Celli il 25 gennaio 2021 alle 20:16 ha scritto:

Dalla Prefazione di Mons Erio Castelluccci arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi

Maria di Nazareth e Benedetta Bianchi Porro: due donne lontanissime per epoca e per missione. Non c'è bisogno di dimostrare che le loro epoche sono differenti. Maria di Nazareth vive duemila anni fa, in un piccolo villaggio della Galilea, in una cultura popolare e poverissima; Benedetta vive nel secolo scorso, in alcune laboriose città come la piccola Forlì e la grande Milano. La missione delle due donne è incomparabile: la Vergine è stata chiamata ad un compito unico, diventare la madre del Figlio di Dio e la nostra madre, mentre Benedetta è stata chiamata, come le altre donne, unicamente ad essere figlia di Dio e nostra sorella. L'asimmetria è evidente: Maria è imparagonabile con qualsiasi altra creatura umana.
Eppure c'è un legame profondo tra di loro, al punto che Benedetta può scrivere: «Il dolore è stare con la Madonna ai piedi della Croce». Ecco il punto di convergenza tra le due donne, la Croce: con l'iniziale maiuscola, perché è "la Croce" di Gesù. Non una croce come le altre, non un dolore qualsiasi, non una sofferenza comune. "La Croce" è il punto di convergenza dell'odio umano che schiaccia un innocente e dell'amore divino che si dona completamente ai fratelli. Quella Croce, e non le altre croci, può dare senso e speranza a tutti coloro che hanno il coraggio di "stare" con Maria sul Calvario.
Benedetta in quel passaggio cita certamente il Vangelo di Giovanni: "Stavano sotto la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala" (19,25). "Stavano": l'evangelista usa un verbo in realtà più forte, che si potrebbe tradurre con "stavano in piedi". Non erano accasciate dal dolore e dalla stanchezza, ma non si limitavano nemmeno a transitare sul Golgota. "Stavano" significa che erano ben consapevoli, che avevano scelto di fermarsi ai piedi di Gesù. Ecco il legame con Benedetta. Lei non ha scelto certamente di soffrire, anzi ha cercato di reagire e persino quasi di ribellarsi ad una malattia inesorabile, ingiusta, terribile. Ma ad un certo punto anche Benedetta ha deciso di "stare in piedi" sotto la croce di Gesù; ha scelto di abbracciarla, ha visto nella croce del Signore la sua vocazione.
Il libro di don Massimo Masini illumina da tanti punti di osservazione la spiritualità mariana di Benedetta, che è diventata progressivamente una specie di "identificazione" con Maria. Il cammino di santità di Benedetta, ora beata, è profondamente mariano. Credo che questo volume apra delle nuove prospettive sul cammino interiore di Benedetta e costituisca quindi uno strumento importante per tutti coloro - e sono ormai davvero molti nel mondo - che traggono motivi di senso dalla vicenda della nuova beata.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 15:52 ha scritto:

Un libretto abbastanza piccolo in cui si concentra però una profonda ricchezza. L'autore trae spunto e incoraggiamento dall'insegnamento di Giovanni Paolo II sull'amore umano e unisce sua esperienza di accompagnamento spirituale per mettere a fuoco alcuni elementi essenziali per una riflessione sull'amore coniugale che non sfoci in moralismo o in sentimentalismo. Particolarmente interessante il tentativo di "cercare" (e non "attribuire") il significato dell'amore umano a partire dalla sua origine. Libro ormai un po' datato ma offre spunti molto utili e sempre attuali.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 15:37 ha scritto:

Un libro indimenticabile che una volta letto lascia una traccia interiore indelebile. Una rilettura delle parabole della misericordia densa di umanità, di profondità e tremendamente calata nelle vicende umane di ogni tempo. Ma ciò che prevale è la consapevolezza che sempre e ovunque Dio è presente, è vicino con tutta la sua com-passione. Un libro che non può scomparire ma che attraverso le ristampe merita di raggiungere sempre nuovi lettori.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 15:26 ha scritto:

L'autore riesce sempre con la sua semplicità e il suo linguaggio immediato a catturare l'attenzione di chi legge aiutandolo a leggere la Parola e a fare una duplice immersione: della Parola nella sua vita e della vita nella Parola. Per chi magari ha letto qualche altro suo testo qualche passaggio può suonare come ripetitivo. Più che vederlo come una vera e propria ripetizione si potrebbe pensare che costituisca quel filo d'oro, quella luce che è entrata a far parte della sua stessa vita e diventa una chiave di lettura: la profonda vicinanza di Dio che per amore è entrato nella storia dell'Uomo per rivelargli la sua vera natura che niente può deturpare e allo stesso tempo la consapevolezza che Dio non chiede all'uomo di essere un eroe, ma semplicemente se stesso, accogliendo questo suo amore di prossimità.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 15:07 ha scritto:

Un testo che presenta una rilettura interessante dei pochi brani biblici in cui la Scrittura parla di Maria. Attraverso di essi l'autore aiuta a focalizzare atteggiamenti, emozioni, gesti, scelte tipiche della relazione. L'immagine utilizzata è quella delle case dove Maria ha abitato o è passata anche solo per poco, ma in realtà poi ci si accorge che è Maria stessa "casa di relazione" fatta di accoglienza, di affetto, di silenzio, di ascolto, di umanità, di cammino, di festa, e così via. Una relazione che parla di quotidianità così come la casa è il luogo del quotidiano.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 14:56 ha scritto:

Conosciutissimo il "Marchio", super diffuse le sue creazioni culinarie in tutto il mondo... ma la sua storia forse un po' meno nota agli occhi dei più. Il film apre uno scorcio sulle origini e allo stesso tempo aiuta a penetrare certe logiche di mercato, il rischio sempre presente di mettere il guadagno e il successo al di sopra di tutto, anche delle relazioni. La storia di uno... in cui si può riconoscere la storia di tanti noti e meno noti.


Claudia Berto il 25 gennaio 2021 alle 14:42 ha scritto:

Un film scorrevole e utile per la riflessione. Sicuramente il contesto in cui si svolge la trama (quello del conservatorio) non è così comune per tanti adolescenti, giovani... e potrebbe indurre a pensare che il riscatto sia solo per pochi. Ma sicuramente le dinamiche interiori che emergono lungo il film possono riguardare tutti: la trasgressione, la ricerca di vivere guidato da valori e non dalle influenze esteriori, le scelte personali cui ciascuno è chiamato a fare, l'importanza delle relazioni e della sincerità, gli ostacoli, le incomprensioni, le fughe, le cadute, il rialzarsi... Tutti elementi che possono far riflettere e stimolare.


Emanuela Sponda il 25 gennaio 2021 alle 13:22 ha scritto:

Molto interessante! Sempre molto acuto Luigino Bruni