La Sindone e il ritratto di Cristo
Il ritratto di Cristo, di antichissime origini bizantine, secondo la tradizione ne tramanda la vera fisionomia ed è sempre stato soggetto a un controllo molto rigido, legato a regole fisse che non si potevano cambiare. Da cosa deriva questa lunga tradizione? Tanti documenti rimanadano a un ritratto primigenio e specialmente fedele di Gesù che non era un dipinto, ma piuttosto un impronta su stoffa. La sindone di Torino, contenente l'immagine iperrealistica di un uomo crocifisso, può aver dettato le regole con cui si dipinsero le prime icone di Gesù.
Titolo La Sindone e il ritratto di Cristo
Autore Barbara Frale
Editore Libreria Editrice Vaticana
EAN 9788820983895
Data April 2010
Peso 265 grammi
Dimensioni 15 x 21 cm
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Nicola Antonio de Liso, nicolaantonio.deliso@beniculturali.it il 26 July 2010 alle 17:54 ha scritto:
La brava e bellissima scrittrice Barbara Frale ha scritto un altro libro interessante sulla sindone. tuttavia non ha fatto tesoro delle mie osservazioni, che avevo suggerito sia per il libro "I Templari e la Sindone di Cristo", sia per il libro "La Sindone di Gesù Nazareno", ossia che la Sindone non è il mandylion, il volto di Edessa, poichè come ho spiegato più volte gli esperti di tessuti e fra essi Fleury Lemberg, hanno sempre negato l'ipotesi di Wilson,ossia che la Sindone fosse piegata e che si potesse vedere solamente il volto di Gesù morto; in questo caso l'ossidazione della parte di lino contenente il volto avrebbe un ingiallimento maggiore rispetto alle altre parti. Io avevo ipotizzato che la Sindone fosse conservata all'interno della cornice del volto di Edessa, con il volto edesseno visibile nell'epoca dell'iconoclastia, ossia intorno al 726 d.C., e che successivamente per merito del sultano Harun al rashid nell'anno 807 fosse stata nuovamente portata a Gerusalemme e posta nella cripta della Basilica del Santo Sepolcro, la cui custodia della Basilica venne donata in quell'anno a Carlo Magno. Successivamente, nel 938, dopo più tentativi di bruciare la Basilica da parte mussulmana, la Sindone venne nuovamente portata a Edessa e posta all'interno della cornice del mandylion.
Nicola de Liso