Recensione su “La pace in Tommaso d'Aquino”
Titolo
La pace in Tommaso d'Aquino
Autore/i:
Truini Fabrizio
EAN
9788831133654
Altri dati
526 pagine, pubblicato nel 2008
Editore
Città Nuova
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Il tema della pace torna d’attualità, ma si estingue spesso nella proposizione delle buone intenzioni di un’antropologia generica. Benché molte possano essere le posizioni possibili a riguardo, è necessario che una riflessione consapevole sul tema torni a ripensare i momenti più elevati della filosofia e della teologia nella prospettiva di una filosofia e di una teologia della pace. Giornalista e vaticanista noto e apprezzato, l’autore ha dedicato alcuni studi alla vita e all’insegnamento di Aldo Capitini.
Il pregio di questo testo, molto chiaro e documentato, è anche saper rendere attuale la pagina di san Tommaso e nel saper collegare i diversi testi in un discorso che ha importanti valenze storiche e concettuali. A questo proposito, risulta molto importante l’aver evidenziato l’andamento del discorso dell’Aquinate, il quale procede secondo un andamento dinamico (reditus-exitus) che da Dio va alla creatura e dalla creatura ritorna a Dio. Proprio in questa tensione si delinea la riflessione di san Tommaso sulla pace, vissuta infine come carità divina e come effetto ultimo dell’amore. Alla «metafisica dell’Esodo» si associa quella del ritorno a Dio e della pace in una prospettiva che è umana, cosmica e soprannaturale. L’autore giunge a sostenere validamente le sue tesi attraverso un percorso. Consapevole che l’argomento della pace in Tommaso d’Aquino non è di facile trattazione, l’autore ricorda che la critica filosofica si è molto più soffermata sulle fondamentali e profonde riflessioni sulla pace di sant’Agostino.
Se risultano molte le letture attente e partecipi del libro XIX del De civitate Dei e se non si può dimenticare l’importanza dell’insegnamento di Agostino e dello pseudo-Dionigi l’Areopagita per l’intera riflessione filosofica e teologica medievale, è anche vero che la riflessione di san Tommaso sulla pace non può essere trascurata e non deve essere considerata una semplice ripresa della dottrina agostiniana. A tale proposito, l’autore ricorda che l’Aquinate superò decisamente l’intimismo platonizzante e prospettò un’idea della pace che, sgorgando dal cuore dell’uomo, si aprisse alla dimensione sociale e a tutti i rapporti tra gli uomini. Pertanto, la riflessione sulla pace di Tommaso d’Aquino diviene occasione per un’approfondita riflessione sulla storia e sull’incarnazione divina. A tale proposito, nell’introdurre il volume, Piero Coda nota avvedutamente: «Il punto sorgivo e insieme risolutivo del potente edificio toma siano è in realtà - come sottolinea a chiare lettere lo studio del Truini - l’evento stesso di Gesú, in quanto in lui si realizza quell’unità nella libertà tra Dio e uomo che è, insieme, il presupposto e il frutto della pace dell’uomo con se stesso, con gli altri, con la natura.
La pace così realizzata è - potremmo dire chiosando Tommaso stesso - l’epifania evidente di quel progetto di Dio che è la perfetta communicatio di ciò che egli è: l’amore, sia in se stesso (la Trinità) sia all’altro da sé (creazione e redenzione)» (p. 8). Tommaso, che si era mosso nella prospettiva del rinnovamento intellettuale aperto da Alberto di Colonia, visse in un periodo storico e culturale molto complesso e non privo di inquietudini, che fu caratterizzato dalla figura di Federico II di Svevia, da quella di Luigi IX, ma anche da contrasti culturali e teologici che furono particolarmente avvertiti a Parigi, il più importante centro culturale e teologico dell’Occidente cristiano. A questo proposito, si può anche ricordare il contrasto tra i maestri secolari e gli Ordini mendicanti.
In tutte le tappe del pensiero di san Tommaso, si rinviene una dottrina della pace. Nei Commentaria, nelle Quaestiones (Commentaria, Quodlibetales), nelle Summae e negli Opuscula, si possono ritrovare pagine e riflessioni in cui la dottrina della pace trova il suo fondamento pneumatologico e cristologico. Infine, approssimandosi il momento della morte, lo stesso silenzio del santo Dottore esprime una testimonianza chiarissima del senso cristiano della storia e dell’attesa di una dimensione di vita che termini con una pace che l’uomo non sa dare come vera e piena risposta ai mali e ai dolori del mondo.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" n. 2/2011
(http://www.fttr.it/web/studiapatavina)

