Recensione su “Per leggere san Paolo”
Titolo
Per leggere san Paolo
Autore/i:
Chantal Reynier
EAN
9788839929105
Altri dati
296 pagine, pubblicato nel February 2009
Editore
Queriniana Edizioni
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Chantal Reynier è docente di esegesi biblica al Centre Sèvres di Parigi. Dagli anni ’90 ad oggi ha pubblicato alcuni titoli di carattere scientifico su Paolo, tra cui una monografia su «Vangelo e mistero in Efesini» e il commento alla medesima lettera per la nuova collana dell’editrice Cerf; in francese ha pubblicato anche alcuni saggi interessanti di tipo divulgativo, di cui l’editrice Queriniana traduce ora Pour lire Saint Paul.
Il volume è scritto con lo scopo di accompagnare alla lettura di San Paolo: è un libro per «principianti», che non dà per scontato nulla o quasi; per chi abbia già una certa conoscenza biblica di base, se non proprio specifica nelle lettere di Paolo, potrebbe sembrare esageratamente dettagliato nella volontà di non tralasciare nulla: se disturbano, presto si fa a saltare i paragrafi didascalici, lasciando che portino giovamento a chi invece parte da zero.
Il contenuto è classico: all’inizio alcuni spunti per una biografia dell’Apostolo (prima e seconda parte); quindi la presentazione delle lettere una per una (terza parte); infine «le linee direttrici del messaggio paolino» (quarta parte).
Il volume è completato da una cronologia di Paolo, un glossario, un elenco dei rinvii interni, dei testi commentati (per «commento» si intende qualche riga di spiegazione) e degli approfondimenti. Le parole riprese nel glossario sono accompagnate, nel testo, da un asterisco; i rinvii interni sono invece segnalati da una freccia, mentre i testi commentati e gli approfondimenti sono evidenziati attraverso una cornice del testo. Da notare infine che ogni tanto (abbastanza spesso) vengono proposte piste di approfondimento, in genere interessanti ed effettivamente realizzabili. Molti di questi espedienti didattico-editoriali fanno parte della collana originale di appartenenza (Pour lire…); a tale proposito, va elogiata la grafica dell’edizione italiana, che è riuscita a rendere bene il passaggio ad un formato completamente diverso.
Unica pecca la bibliografia, che – per quanto non le si chieda di essere esaustiva – è davvero troppo striminzita. Ma forse anche i rimandi interni («rinvii») sono troppi e, di fatto, quasi sempre inutilizzabili – pena perdere il filo del discorso.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2009, nr. 2
(http://www.fttr.it/web/studiapatavina)

