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Santi di oggi 16 Marzo 2010:

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Indagine su Gesù

di Socci Antonio

Tipo Libro
Titolo Indagine su Gesù
Autore

Socci Antonio


Editore

Rizzoli


EAN 9788817025904
Prezzo 18,50 €  (Richiedi preventivo per numerosi pezzi)
Pagine 250
Data 2008
Peso 410 grammi
Misure 14 x 22.5 cm

Disponibilità immediata Spedizione gratuita

BREVE DESCRIZIONE DI «Indagine su Gesù»

Nel suo saggio, Antonio Socci percorre le molte strade che ci offrono un nuovo punto di vista sul mistero di Gesù. Parte dal fascino esercitato da Cristo su protagonisti della storia (uno su tutti: Napoleone) e della cultura (per esempio Natalia Ginzburg, Testori, Pasolini), anche non credenti. Non si tratta della forza di un "mito", come rivelano l'archeologia e la ricerca storica, che mostrano la veridicità della narrazione evangelica; e allora non può non colpire la corrispondenza minuziosa tra profezie antiche di secoli (quelle della Bibbia) e i fatti dell'esistenza terrena di Gesù. E sempre più scienziati e filosofi, sulla base delle recenti scoperte della cosmologia, della fisica e della biologia, sono convinti che il cosmo e la vita presuppongano un Creatore.


In questa prospettiva, anche la resurrezione, il Fatto centrale del Cristianesimo, può trovare una spiegazione scientifica. Scrive l'autore: "Cari amici, molti voi mi hanno scritto per saperne di più del mio libro Indagine su Gesù che la Rizzoli manderà in libreria dal 26 novembre. E un'impresa a cui lavoravo da anni così ho colto l'occasione anche per rispondere a tante corbellerie che in questi tempi sono state date alle stampe sull'argomento. Ma soprattutto, devo confessarvi, questo lavoro mi ha appassionato, entusiasmato, commosso perché mi ha fatto fissare lo sguardo sul più appassionante degli argomenti e dei volti: Gesù. E impossibile posare gli occhi e il pensiero su di lui senza restarne affascinati. Per chiunque. Del resto in uno dei primi capitoli del libro sono proprio andato alla ricerca dell'impatto che Gesù ebbe su personaggi a lui lontanissimi e nemici (da Marx e Nietzsche, per capirci) ed è stato sorprendente per me scoprire come tutti abbiano avvertito lo stupore di una presenza eccezionale. Cristo me trae tutto, tanto è bello, scriveva Jacopone da Todi. A conclusione della mia indagine, che ho condotto come un inquirente obiettivo, con criteri giornalistici, laici, sul caso Gesù, sulla veridicità dei racconti evangelici, sui dati storici, sulle prove della sua divinità e della sua resurrezione, mi resta questa struggente sensazione di una bellezza incomparabile. Con cui si vorrebbe stare sempre. Ogni giorno, ogni istante. Comprendo allora le parole di S. Agostino che, col pensiero di tutto il tempo perso dietro alle cose del mondo, guarda il suo Salvatore e scrive: Tardi ti ho amato, o Bellezza, sempre antica e sempre nuova, tardi ti ho amato! Ed ecco tu eri dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo ed io nella mia deformità mi gettavo sulle cose ben fatte che tu avevi creato. Tu eri con me ed io non ero con te. Quelle bellezze esteriori mi tenevano lontano da te e tuttavia se esse non fossero state in te non sarebbero affatto esistite. Tu mi hai chiamato e hai squarciato la mia sordità; tu hai brillato su di me e hai dissipato la mia cecità; tu hai emanato la tua fragranza e io ho sentito il tuo profumo e ora ti bramo; ho gustato e ora ho fame e sete; tu mi hai toccato e io bramo la tua pace. Spero di essere riuscito a fare un lavoro utile e bello. (Antonio Socci Novembre 2008).


"Chi è Gesù di Nazaret? Il più bello fra i figli dell'uomo, risponde il Salmo 44. () Ma chi è precisamente questo enigmatico Gesù che da duemila anni affascina tutti, perfino i nemici? Chi è questo giovane rabbi ebreo, che doveva essere cancellato dalla faccia della terra 2000 anni fa con una feroce esecuzione capitale da schiavo, se oggi, dopo 20 secoli, quel suo supplizio è ricordato in ogni angolo del mondo? (...) Interroghiamo Jean Jacques Rousseau, che fu un nemico filosofico della Chiesa ed essendo stato un faro sia dei rivoluzionari francesi che dei romantici è un autore pressoché universale. Ecco quali pensieri e sentimenti rivela, parlando di Gesù, in un libro peraltro condannato sia nella Parigi cattolica che nella Ginevra calvinista: "Vi confesso che la santità del Vangelo parla al mio cuore. Osservate i libri dei filosofi, con tutta la loro pompa! Come sono piccoli in confronto a quello Può darsi che Colui di cui fa la storia sia egli stesso un uomo? E questo il tono di un invasato o di un settario ambizioso? Che dolcezza, che purità nei suoi costumi! Quale grazia toccante nei suoi insegnamenti, quale elevatezza nelle sue massime, quale saggezza nei suoi discorsi, quale presenza di spirito, quale finezza, quale esattezza nelle sue risposte! Quale dominio delle passioni! Dove è l'uomo, dove è il saggio che sa agire, soffrire e morire senza debolezza e senza ostentazione? (...). Ma dove aveva Gesù preso i suoi precetti, presa questa morale elevata e pura, di cui Egli solo ha dato gli insegnamenti e gli esempi? (...) La morte di Socrate che filosofeggia tranquillamente coi suoi amici, è la più dolce che si possa desiderare; quella di Gesù che spira fra i tormenti, ingiuriato, canzonato, maledetto da tutto un popolo, è la più orribile che si possa temere. Socrate che prende la coppa avvelenata benedice colui che gliela offre e che piange; Gesù, nello spaventoso supplizio, prega per i suoi accaniti carnefici. Sì, se la vita e la morte di Socrate sono quelle di un saggio, la vita e la morte di Gesù sono di un Dio". Stupisce anche lo sguardo su Gesù del giovanissimo Karl Marx. Egli scrisse che l'unione con Cristo dona un'elevazione interiore, conforto nel dolore, tranquilla certezza e cuore aperto allamore del prossimo, ad ogni cosa nobile e grande, non già per ambizione né brama di gloria, ma solo per amore di Cristo, dunque l'unione con Cristo dona una letizia che invano l'epicureo nella sua filosofia superficiale, invano il più acuto pensatore nelle più riposte profondità del sapere, tentarono di cogliere; una letizia che solo può conoscere un animo schietto, infantile, unito a Cristo e attraverso di Lui a Dio, una letizia che innalza e più bella rende la vita. Indagando, interrogando, Gesù emerge sempre come l'uomo più sconvolgente di tutti i tempi (comè noto il tempo stesso, in buona parte del mondo, da secoli, si computa a partire dalla sua nascita). Non c'è nessun individuo che gli si possa paragonare per l'importanza, la vastità e la durata della sua influenza. Nessuno scatena amore e odio come lui. E anche il più rappresentato e cantato dallarte di tutti i tempi. Anche la letteratura moderna ne è testimone. Sembra che molti autori scrive Luigi Pozzoli pur non riconoscendo il Cristo della fede, siano pronti a condividere le parole e i sentimenti che Dostoevskij ha confidato un giorno a una persona amica. Ecco le parole dello scrittore russo: "Non c'è nulla di più bello, di più profondo, di più ragionevole, di più coraggioso e di più perfetto di Cristo e non solo non cè, ma non può esserci". A tal punto che se mi si dimostrasse che Cristo è fuori della verità ed effettivamente risultasse che la verità è fuori di Cristo, io preferirei restare con Cristo anziché con la verità". Certo in Dostoevskij l'incontenibile ammirazione per Gesù arriva al paradosso, ma la sua osservazione esprime davvero il sentimento di molti: "Quest'uomo fu il più eccelso sulla terra, la ragione per cui la terra esiste. Tutto il nostro pianeta, con tutto ciò che contiene, sarebbe una follia senza questuomo. Non cè stato e non ci sarà mai nulla che gli sia paragonabile. E qui il grande miracolo". In effetti la personalità di Gesù continua a sorprendere anche i non credenti. Dice Alfredo Oriani: Creduli o increduli, nessuno sa sottrarsi all'incanto di quella figura, nessun dolore ha rinunciato sinceramente al fascino della sua promessa. Perfino il simbolo del laicismo italiano, Gaetano Salvemini, rimase folgorato dall'altezza sublime della sua figura e del suo insegnamento. Raccontò, in Empirici e Teologi, di essersi trovato in una stagione della vita come sperduto nel buio e fu una impressione disperata. Si sentì illuminato allora da una pagina di Pascal in cui una vecchietta dice: io non so dimostrare a me stessa che cè un Dio. Ma mi regolo come se ci fosse. Salvemini spiega: quella vecchierella mi insegnò la via da seguire. Debbo aggiungere che nel seguire quella via, ho trovato unaltra guida e mi sono trovato bene a lasciarmene guidare. E questa guida è stato Gesù Cristo che ha lasciato il più perfetto codice morale che lumanità abbia mai conosciuto. Io non so se Gesù Cristo sia stato davvero figlio di Dio o no. Su problemi di questo genere sono cieco nato. Ma sulla necessità di seguire la moralità insegnata da Gesù Cristo non ho nessun dubbio. Sfogliando il diario del turbolento e inquieto autore di On the road, Jack Kerouac, ci si può imbattere in questa annotazione: so che soltanto Gesù conosce la risposta definitiva. Nell'itinerario tormentato di Giovanni Testori perfino la bestemmia è segno dell'impossibilità di dimenticarlo e proprio perché non si può sradicare dal cuore è spada che lacera. Nel tempo della sua lontananza dalla Chiesa il poeta lombardo scriveva: "Tho amato con pietà/ Con furia Tho adorato./ Tho violato, sconciato,/ bestemmiato./ Tutto puoi dire di me/ Tranne che Tho evitato". Sembra che sia rimasta nel mondo per chi non è cristiano una nostalgia incolmabile di lui. Con altrettanta drammaticità infatti Pier Paolo Pasolini grida al vuoto divorante della sua assenza: "Manca sempre qualcosa, cè un vuoto/ in ogni mio intuire. Ed è volgare,/ questo non essere completo, è volgare,/ mai fui così volgare come in questa ansia,/ questo non avere Cristo .." Jorge L. Borges, da non credente, dichiara: "Gli uomini hanno perduto un volto, un volto irrecuperabile e tutti vorrebbero essere quel pellegrino (...) che a Roma vede il sudario della Veronica e mormora con fede: Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero, così era dunque la tua faccia? (...) Abbiamo perduto quei lineamenti come si può perdere un numero magico, fatto di cifre abituali, come si perde per sempre un'immagine nel caleidoscopio. Possiamo scorgerli e non riconoscerli". Lo scrittore argentino confessa di non vedere personalmente il volto di Cristo nella sua vita, tuttavia insisterò a cercarlo fino al giorno dei miei ultimi passi sulla terra. (...) Un grande scrittore ebreo, Franz Kafka, interpellato dallamico Janouch con una domanda inattesa: "E Cristo?", dette la sensazione di una scossa all'anima: chinò il capo. E un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi . Umberto Saba, poeta triestino, ebreo, confidandosi in alcune sue lettere con lamico monsignor Giovanni Fallani, dichiarava di non avere la fede, ma scriveva anche: "io amo Gesù come luomo che più si è avvicinato al divino o, almeno, a quello che i poveri uomini immaginano essere il divino. Sì, amo infinitamente Gesù, ma (se così oso dire) lo amo come un ponte fra l'uomo e il Divino. Lo amo come un fratello; infinitamente grande, infinitamente buono e amabile. Ho bisogno di credere, di appoggiare, in ogni caso, la mia disperazione a Gesù".


(Estratto dal libro)

TAGS DI «Indagine su Gesù»

RECENSIONI DI «Indagine su Gesù»

Il nuovo millennio, quello che a detta degli “acquariani” doveva segnare la fine del Cristianesimo (legato all’era dei pesci, mentre la nuova era, quella dell’acquario, avrebbe visto il passaggio ad una nuova religione universale) è invece iniziato con una “riscoperta” di Gesù. Anche da un punto di vista editoriale.
Dopo l’interesse suscitato dal libro di Papa Benedetto, un testo destinato a uno studio, non certo a una semplice lettura, giunge ora nelle librerie – ed è risultato subito un successo di vendite con sei edizioni nel giro di due mesi, a riprova dell’interesse mai sopito sull’argomento – un saggio formato da uno dei giornalisti più attenti alle tematiche religiose, Antonio Socci.
Anche i non credenti, da Marx a Nietzsche, non possono non rimanere colpiti da questa figura che, in soli tre anni di vita pubblica, ha modificato radicalmente il mondo: senza la sua presenza la nostra civiltà non esisterebbe; senza la dignità donata a tutti gli uomini esisterebbe ancora un’economia basata essenzialmente sulla schiavitù e non si avrebbe avuto quell’incredibile balzo tecnologico che ha portato l’Europa molto più in avanti di culture ben più antiche, come quella cinese; senza la predicazione di Cristo non ci sarebbe stata la nuova visione del mondo caratterizzata dalla nobiltà del lavoro e dall’eroismo del padre di famiglia.
A sostenere le proprie parole, Socci cita anche una serie di autori per nulla cattolici, da Napoleone a Rousseau, da Hegel a Kant, da Benedetto Croce a René Girard, da Kafka a Jorge Luis Borges, a riprova che anche chi ha combattuto – con il pensiero, con gli scritti o addirittura con le armi – la Chiesa Cattolica, ha comunque subito il fascino della figura di Cristo e ne ha riconosciuto l’incomparabile grandezza.
La parte centrale del saggio di Socci si concentra sui rapporti con l’Antico Testamento, cercando di rispondere in maniera positiva alla domanda se Gesù fosse il Messia preconizzato dai libri sacri ebraici. Mescolando sapientemente ricostruzione esegetica – senza cadere nella pedanteria – e squarci di grande forza narrativa (come il passo sulla conversione del rabbino di Roma, Israel Zolli, che volle essere battezzato con il nome di Eugenio in segno di riconoscimento a papa Pio XII per tutto quello che egli aveva fatto per salvare gli ebrei dai nazisti), dimostra come la possibilità che 8 profezie messianiche si sarebbero potute verificare tutte assieme, in una sola persona, solo su un caso su miliardi (il calcolo è stato fatto da un matematico americano, Peter W. Stoner, ed è riassumibile in una cifra “astronomica” rappresentata da un 1 seguito da 17 zeri, che divengono addirittura 157 se le profezie prese in considerazione fossero 48!).
Il fatto è che le profezie messianiche sono addirittura 300, e che tutte si sono realizzate in Cristo. L’autore passa quindi al problema della Resurrezione: si parte, naturalmente, dalla Sindone, di cui si dimostra l’autenticità (il famoso test al radiocarbonio, che avrebbe datato il lino al tardo Medioevo, è inattendibile, e si spiega bene perché), poi si sintetizzano le testimonianze del tempo e si passano in rassegna alcuni studi più vicini a noi, per terminare con una prova estremamente concreta, la presenza di miracoli certi come quelli di Lourdes (bellissima la ricostruzione dell’esperienza avuta dal medico dichiaratamente ateo Alexis Carrel, che nel 1903 assisté ad una guarigione miracolosa avvenuta sotto i suoi occhi, che erano, più che scettici, in atto di sfida).
Insomma, quella di Socci è una sintesi ottima e soprattutto perfettamente leggibile (elemento che ne spiega l’enorme successo) di molti studi cristologici e una ulteriore conferma del «perché non possiamo non dirci cristiani», come scriveva un altro autore non sospetto di simpatie cattoliche, Benedetto Croce.


Tratto dalla rivista Radici Cristiane n. 43 - Aprile 2009

COMMENTI DEI LETTORI A «Indagine su Gesù»

I commenti compaiono ordinati per data di inserimento dal più antico (in alto) al più recente (in basso)

triolina il 10 dicembre 2008 alle 11:46, ha scritto:

ME-RA-VI-GLIO-SO

Un utente il 12 dicembre 2008 alle 15:24, ha scritto:

w Gesù. Grazie Antonio. Io seguo un cammino di fede da 4 anni e Gesù ha cambiato la mia vita. Sono fortemente convinto che la testimonianza è la forma migliore di evangelizzazione, così come fece quel cieco: "Io non so se quest'uomo sia il figlio di Dio. So solo una cosa: prima ero cieco e adesso ci vedo." Grazie Gesù per aprire i nostri occhi.
Ma tu Antonio...
Facci la tua testimonianza...

rosamaria il 27 febbraio 2009 alle 21:13, ha scritto:

il libro mas lindo que e leido en mi vida, gracias por mostrarme en manera simple la vida de gesu

andrea il 21 dicembre 2009 alle 07:23, ha scritto:

appassionante e scritto molto bene. culturalmente molto elevato anche se alcune volte dà per scontati alcuni punti ancora discussi dalla analisi storica.
é fede, e come dice Pascal ce n'è abbastanza per confermare e convincere chi vuole essere convinto. accettiamo Gesù avremo una vita più libera e migliore. attendo con ansia la promessa seconda parte

ellis il 28 febbraio 2010 alle 03:45, ha scritto:

E' un libro stupendo! L'ho letto 2 volte di fila, l'ho studiato. Ho comprato e letto almeno 6 libri nominati nelle note, per saperne di più. Aspetto con ansia la seconda parte annunciata da Socci. Mi domando perchè non sia ancora stato tradotto il libro di Anthony Flew:"C'è un Dio nell'Universo", di cui Socci riporta varie citazioni.

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