Il comune sentire
(Saggi italiani) [rilegato]"Il mio motto episcopale suona così: per il servizio della verità essere pronto ad amare le avversità." Inizia con queste parole il dialogo con i lettori del "Corriere della Sera", uno spazio in cui il cardinale Carlo Maria Martini tocca con grande semplicità le domande cruciali alla base del nostro vivere quotidiano. Perché crediamo? Perché perdiamo la fede? Che senso ha il dolore degli innocenti? Quel è lo scopo ultimo delle nostre buone azioni? Pagina dopo pagina emerge la profonda fede del cardinale. Ma anche la sua straordinaria conoscenza biblica che, attraverso il conforto delle Scritture, ci incoraggia a metterci di fronte con autenticità al cammino di ricerca che ciascuno di noi deve compiere nel mondo e interiormente.
Titolo Il comune sentire
Autore Martini Carlo M.
Editore Rizzoli
EAN 9788817047463
Pagine 200
Data febbraio 2011
Peso 170 grammi
Dimensioni 14 x 22 cm
Collana Saggi italiani
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Invocare il Padre
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Credere e conoscere
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Famiglie in esilio
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Via crucis biblica
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Il comune sentire
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Le ali della libertà
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Le ragioni del credere. Scritti e interventi
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Come Giuda
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Dizionario dei Sinonimi e Contrari
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Come Giuda
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Il bene che abbiamo in comune
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Il cammino comune verso la verità
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Viaggio verso il bene comune
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Le opere per il bene comune
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Etica e sport
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Dalla croce la perfetta letizia. Francesco d'Assisi parla ai preti
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La Madonna del sabato santo. Lettera pastorale 2000-2001
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Ritorno al Padre di tutti. «Mi alzerò e andrò da mio Padre»
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Parlo al tuo cuore. Per una regola di vita del cristiano ambrosiano
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Per una Chiesa che serve. Lettere, discorsi e interventi 1993
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La donna nel suo popolo


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toninoc il 10 marzo 2011 alle 16:38 ha scritto:
Ho letto il libro con attenzione perché mi aspettavo che in esso vi fossero delle risposte ai tanti dubbi che ho sul Cristianesimo e sulla fede Cattolica in particolare. Purtroppo quei dubbi restano tutti e le risposte che il Cardinal Martini ha dato a me ed agli altri suoi interlocutori sono state in alcuni casi poco convincenti ed in altri certamente condivisibili. La mia mente continua a ragionare in modo razionale.
Ho notato, fra i vari argomenti trattati, l’assenza della gestione economica della Chiesa Cattolica e non ho capito se sia una questione che non interessa i lettori o è un argomento tabù.
Sono convinto che se Dio esiste, sia al di sopra delle mie possibilità di comprensione. Continuerò lo stesso la ricerca della verità e chissà che un giorno un raggio di luce non illumini anche la mia mente di una luce diversa.
Pongo in evidenza alcuni degli argomenti che hanno lasciato in me le maggiori perplessità:
1) la verità da non nascondere
Si giustifica o si minimizza dicendo “idealizzata” la volontà di Dio di punire con la morte dei primogeniti gli egizi che tengono in schiavitù il popolo ebraico asserendo che non ci sono riscontri storici nella storia degli egizi che confermano l’avvenuta morte degli stessi ma che Dio ha aiutato gli ebrei ad uscire dall’Egitto. Ma se il racconto è idealizzato anche l’aiuto di Dio contenuto in esso lo è. Il racconto contiene il bene ( l’aiuto agli ebrei) ed il male (la morte dei primogeniti). O tutto è credibile o tutto è idealizzato, compreso l’aiuto.
2) La via del bene e del male
Nel catechismo che mi è stato insegnato da bambino, si affermava che Dio è onnipotente e quindi può tutto e da Lui tutto deriva compresi il bene, il male, e persino la fede.
La fede però, che è un dono di Dio, negli insegnamenti della religione Cattolica, è spesso in conflitto con la ragione, la quale viene anch’essa come dono di Dio. Il libero arbitrio ci può indurre alla fede contro la ragione o alla razionalità che nega la fede stessa.
3) La comunione ai divorziati.
Se si dà la comunione ad un notissimo divorziato, anche tutti gli altri non notissimi nella stessa situazione si possono auto assolvere chiedendo il perdono direttamente a Dio anziché ai suoi ministri e prendere anch’essi l’Eucarestia. E se per condannare una bestemmia bisogna “contestualizzare” il momento e lo stato d’animo del peccatore, come ha fatto qualche principe della Chiesa, o se bisogna aspettare la fine di un processo per condannare moralmente e pubblicamente i riprovevoli comportamenti non solo sessuali del notissimo divorziato, allora anche la Chiesa ha figli (ricchi e potenti) da assolvere e figliastri (poveri ) da mandare all’inferno.