RU-486 Dall'aborto chimico alla contraccezione di emergenza
Raccolta di riflessioni sulla pillola RU 486. Gli Autori, provenienti da ambiti diversi, ne hanno analizzato gli aspetti scientifici, etico-deontologici e giuridici.
Titolo RU-486 Dall'aborto chimico alla contraccezione di emergenza
Autore AA. VV.
Editore Edizioni Art
EAN 9788878790704
Data 2008
Peso 355 grammi
Dimensioni 17 x 24 cm
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rosa rossetti il 15 October 2010 alle 21:17 ha scritto:
l'interruzione di gravidanza farmacologica si caratterizza per un profilo di sicurezza inferiore rispetto al metodo chirurgico, con una mortalità almeno dieci volte maggiore, a parità di età gestazionale. Alcuni eventi avversi associati all'impiego dell?aborto medico esordiscono a distanza di tempo dalla procedura, insorgendo subdolamente e progredendo rapidamente verso l'exitus. Il complesso dei dati non indica per il metodo farmacologico rispetto a quello chirurgico un maggiore grado di tollerabilità. Il tasso di complicanze riportato in Inghilterra e Galles a seguito di aborto medico è tre volte maggiore rispetto a quello chirurgico e le complicanze che necessitano di ricovero ospedaliero sono significativamente più frequenti. Alcuni effetti collaterali quali: dolore addominale, sanguinamento, nausea, vomito, febbre, vertigini, si verificano con frequenza significativamente maggiore dopo aborto farmacologico, rispetto a quanto osservato dopo quello chirurgico. L'interruzione di gravidanza farmacologica si caratterizza per un?efficacia significativamente inferiore rispetto al metodo chirurgico, pertanto una percentuale sensibile di pazienti viene sottoposta ad una duplice procedura abortiva. La maggiore durata della procedura abortiva farmacologica, assieme all'elevato numero di pazienti persi al follow-up rende più problematico il controllo delle possibili complicanze. La bassa qualità degli studi, spesso caratterizzati per l'assenza di randomizzazione e la contraddittorietà dei risultati, rendono difficoltosa l'interpretazione dell'accettabilità del metodo, tuttavia l'espulsione dell'embrione al di fuori di strutture sanitarie protette sembra associarsi ad una ridotta accettabilità. L'incremento della propensione all'interruzione di gravidanza, misurato come rapporto di abortività, verificatosi dopo l'introduzione del mifepristone in Inghilterra e Galles, Scozia, Francia e Svezia, rende necessario procedere ad ulteriori indagini circa l'eventuale ruolo giocato dalla procedura abortiva farmacologica