Amare il mondo appassionatamente. Omelia
(Opere di San Josemaría Escrivá)«Dovete comprendere che Dio vi chiama per servirlo nei compiti e attraverso i compiti civili, materiali, temporali della vita unama: in un laboratorio, nella sala operatoria di un ospedale, in caserma, dalla cattedra di un'università, in fabbrica, in officina, sui campi, nel focolare domestico e in tutto lo sconfinato panorama del lavoro, Dio ci aspetta ogni giorno. Sappiatelo bene: c'è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire». Parole che risuonano con intramontabile attualità in quest'omelia pronunciata da san Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, l'8 ottobre 1967 nel campus dell'Università di Navarra (Spagna) davanti a più di quarantamila persone provenienti da molti Paesi europei; quasi una «summa» del suo insegnamento sulla santificazione della vita ordinaria, vero luogo dell'incontro quotidiano con Cristo.
Titolo Amare il mondo appassionatamente. Omelia
Autore Escrivá de Balaguer Josemaría
Editore Ares Edizioni
EAN 9788881554904
Pagine 88
Data April 2010
Collana Opere di San Josemaría Escrivá
-
Cammino Solco Forgia
-
Il santo rosario
-
È Gesù che passa. Omelie
-
Forgia
-
L'intimità con Dio
-
Una libertà da vivere
-
Ti adoro o Dio nascosto...


Qui trovi riportati i commenti degli utenti di LibreriadelSanto.it, con il nome dell'utente e il voto (espresso da 1 a 5 stelline) che ha dato al prodotto.
I commenti compaiono ordinati per data di inserimento dal meno recente (in alto) al più recente (in basso).
angelo di marzo, angelo.dimarzo@fastwebnet.it il 23 November 2011 alle 12:57 ha scritto:
L'omelia di Pamplona rappresenta un culmine nella catechesi di san Josemaria: il santo proclama delle verità che segnano una svolta nella spiritualità della Chiesa.
Mi riferisco in particolare ad una frase riportata nell'immagine per la devozione dei fedeli, in tutto il mondo: "E' in mezzo alle cose più materiali della terra che ci dobbiamo santificare, servendo Dio e tutti gli uomini".
Escrivà porta alle estreme conseguenze l'Incarnazione: quel Gesù che ha sudato, che ha sorriso, ha pianto, ha mangiato il pesce, da risorto, è il nostro modello.
Non c'è attività della nostra vita che non possa essere santificata, "la dove sono le nostre aspirazioni, il nostro lavoro, i nostri amori", con parole della stessa omelia.
Questo "materialismo cristiano, che si oppone audacemente ai materialismi chiusi allo Spirito" è un seme destinato a dare frutti incommensurabili nel cristianesimo: il merito peculiare di San Josemaria è stato di aver non solo affermato con grande chiarezza alcune verità dimenticate da secoli, ma soprattutto di aver vissuto e aiutato milioni di persone a vivere una siffatta visione umano-divina.
L'omelia del 67 fu la prima espressione pubblica più chiara e forte della spiritualità cristiana della vita corrente.