Recensione su “I laici in Giovanni Crisostomo. Tra Chiesa, famiglia e città”
Titolo
I laici in Giovanni Crisostomo. Tra Chiesa, famiglia e città
Autore/i:
Pasquato Ottorino
EAN
9788821306358
Altri dati
252 pagine, pubblicato nel 2007
Editore
LAS Editrice
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In tale fervore di studi cade opportuna la pubblicazione, in terza edizione (1998; 2001; 2006), del volume che qui presentiamo: riveduta e corretta, ma anche aggiornata nei titoli bibliografici sia all’interno delle note a piè di pagina sia nell’ampio elenco finale che appare ben articolato e suddiviso in studi sul Crisostomo (storici, esegetico-letterari, teologici, spirituali, pastorali, pedagogici) e studi vari (storico-patristici, teologico-pastorali) [pp. 235-247] (per una bibliografia esaustiva si veda Chrysostom Bibliography nel sito http://www.cecs.acu.edu.au/chrysostombiblio.htm).
Il percorso del volume è orientato a mettere in luce, sulla base delle fonti prevalentemente omiletiche e degli studi scientifici più recenti, il rapporto tra il Crisostomo, presbitero e vescovo, e i fedeli-laici all’interno della comunità ecclesiale, che si prolunga, come suggerisce il sottotitolo del volume, nella famiglia e nella città.
I contenuti sono organizzati in una scansione di sette capitoli: identità dei laici nella Chiesa; laici in azione nella comunità cristiana; laici e famiglia in contesto (giudaico e pagano); laici e famiglia cristiana, l’educazione dei figli; laici e città: per una animazione cristiana; laici e pietà popolare: il pellegrinaggio.
La lettura dei titoli, tuttavia, non rende ragione della ricchezza e della declinazione dei temi affrontati quali: l’esercizio della funzione sacerdotale, profetica e regale dei laici; il ruolo della donna nella chiesa (l’apporto di Olimpiade nella comunità cristiana di Costantinopoli); la vita sessuale e coniugale-familiare tra fenomeni di costume (eredità del paganesimo) e ideali crisostomiani; la prassi sponsale e le nozze cristiane (il grande mistero, i fini, l’indissolubilità); la famiglia «piccola chiesa» nella quale acquistano un ruolo di primaria importanza la Scrittura e la preghiera; il progetto educativo e la pedagogia corale (il ruolo di entrambi i genitori) nell’educazione dei figli; la rilevanza del vissuto ecclesiale e della frequenza alla chiesa nella costruzione della personalità; le dimensioni (corporale, intellettuale, religioso-morale) del processo educativo che la famiglia, autentica scuola di vita e di valori, sviluppa all’interno delle singole fasi (infanzia-fanciullezza, adolescenza-giovinezza, fidanzamento-matrimonio).
Non manca di realismo... e insieme di utopia il Crisostomo, quando affronta i problemi della città sia ad Antiochia che a Costantinopoli: ricchezza e povertà, schiavitù, lavoro, scuola, cultura, non sono temi marginali, ma quotidiani, che spingono il predicatore a immaginare una città a misura di cristiano nella quale i laici si impegnano a seguire un’etica sociale ispirata al vangelo e alla prassi delle prime comunità apostoliche, a fare della sapienza umana appresa nelle scuole uno strumento di crescita intellettuale e di inculturazione della fede.
Alla fine del IV e inizi del V secolo viene favorito e sviluppato il pellegrinaggio dentro e fuori città (ad Antiochia e a Costantinopoli).
Questo «bel» volume si accredita per l’attualità del tema e per la competenza di chi, da molti anni rigoroso studioso del Crisostomo (è uscita, in novembre 2007, la traduzione curata dal Pasquato di: Rudolf Brändle, Giovanni Crisostomo, vescovo riformatore martire, Borla), lo ha scritto con passione: ne fa fede il moltiplicarsi delle edizioni e delle traduzioni in greco, ucraino, rumeno, russo, alle quali auguriamo lettori attenti e altrettanto appassionati.
Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2007, nr. 3
(http://www.fttr.glauco.it/pls/fttr/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=271)

