Recensione su “I fioretti di santa Caterina”
Titolo
I fioretti di santa Caterina
EAN
9788831114424
Altri dati
184 pagine, pubblicato nel 2008
Editore
Città Nuova
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Il titolo del prezioso libro, messo in circolazione con i tipi della editrice «Città Nuova», curato da Angelo Belloni, «I fioretti di Santa Caterina», ne delinea la ricchezza del suo contenuto: un florilegio degli eventi più caratteristici della vita, delle esperienze spirituali, dei fatti, dei miracoli più notevoli, concernenti la patrona, insieme a Francesco d’Assisi, della nostra Comunità nazionale, Santa Caterina da Siena. Nello stesso tempo, ci dice qualcosa dello stile stesso del libro, caratterizzato da racconti scritti con tanto candore, con tanta semplicità che innamora.
Per cui non risulta un libro né monotono, né privo di drammaticità. Come polo di attrazione spirituale e mistica del libro emerge, giganteggia la figura di Caterina, raggiunta dal Signore con carismi singolari, donna «solitaria» ma che non fu mai una donna isolata. Tanti, uomini e donne, rompono l’incanto della sua solitudine, attratti dalla sua saggezza; tanti la frequentano per trovare incoraggiamento e chiedere orientamenti nel cammino esodale della propria esistenza, molti pendono dalle sue labbra, pronte a magnificare la carità di quel Dio che Ella intensamente amava, e atte a pronunciare parole illuminate, per far vive-re e sperimentare l’amore. Come attorno a Cristo un tempo crebbe in Palestina il «pusillus grex» degli apostoli e poi dei discepoli, così attorno a Caterina si formò una comunità di religiosi e religiose, sacerdoti, laici uomini e donne, che alla sua guida si affidarono.
La narrazione spontanea e fedele, anche se a volte indulgente al miracoloso e al soprannaturale, degli eventi di grazia che maturarono attorno alla santa, costituisce l’intreccio del libro, straordinario perché raccoglie episodi di prima mano, assolutamente fedeli al dato storico, scritti da testimoni presenti o protagonisti dei fatti narrati. Messe insieme queste testimonianze costituiscono la prima biografia di Caterina e formano un canovaccio ricchissimo e attendibile, e, perché storico, consultato, e quindi determinante per il processo di canonizzazione della Santa. La raccolta, di cui fu allora curatore fra Tommaso da Siena «Caffarini», ora, per la prima volta, è tradotta in lingua italiana: essa contiene il IX volume del cosiddetto «processo castellano» con integrazioni di tre altre opere biografiche sulla Santa: la «Legenda Maior», la «Legenda Minor» e il «Libellus de Supplemento». Tutte le notizie provenienti dai discepoli “caterinati”, e le loro dichiarazioni sono corredate dall’autentica di notai, davanti ai quali essi giurano di dire la verità.
I loro «reportages» si leggono, in questo libro di appena 177 pagine, con interesse crescente e creano nel lettore una certa sollecitazione a divorare, pagina per pagina, le notizie, non tanto per un prurito di curiosità (che pure viene accesa dal «meraviglioso» che da quelle pagine scaturisce), ma perché in esse si colgono i segni di grazie innumerevoli che Dio ha fatto a questa donna: doni che Caterina consegna ai suoi «discepoli» alla maniera degli antichi anacoreti, frequentatori di deserti, che si popolavano di uomini e donne desiderosi di consigli per guada-gnarsi il Cielo. Madre e Maestra spirituale, Caterina insegna le virtù che lei stessa vive: l’umiltà, la gioia, la purezza, la pazienza, il timor di Dio, l’obbedienza, la fortezza, la carità. Contribuisce, così, alla purificazione della Chiesa ad intra prima, fino a quando «messaggera di pace e di riconciliazione», non prenderà le strade di una «azione diplomatica», che la condurrà a Roma, Firenze, Pisa, Lucca e finalmente ad Avignone.
Dopo aver illuminato e incoraggiato la coscienza titubante di Gregorio XI, accompagnerà lo stesso Papa nel suo difficile viaggio di ritorno a Roma. Continuerà la sua missione per la riforma della Chiesa anche durante il pontificato di Urbano VI, con una dedizione e spirito di servizio senza confini. In una sua supplica, consegna a Dio un voto: «voglio consumare la mia vita per voi, Santissimo Padre, e per la Santa Chiesa, in continuo pianto, veglia e fedele e continua orazione, e con la grazia e la forza dello Spirito Santo perseverare fino alla morte». E con accenti ancora più appassionati aggiungeva: «O Dio eterno, ricevi il sacrificio della mia vita in questo corpo mistico della tua Santa Chiesa: non ho altro da darti se non quello che tu stesso mi hai dato. Prendi dunque il mio cuore e premilo sopra la faccia di questa sposa!» (p. 166) Siamo grati a chi ha messo mano a questa pubblicazione che ci offre l’occasione di tesaurizzare la santità e la grandezza storica di Santa Caterina da Siena, che Paolo VI, additando alla Chiesa tutta la dottrina contenuta nei suoi scritti, ha proclamata «dottore»: prima donna accanto ai maestri della tradizione.
Tratto dalla rivista "Parola e Storia" n. 2/2009
(http://www.scienzereligiose-br.it)

