Citazione spirituale

Diario di viaggio

di

Egeria


Copertina di 'Diario di viaggio'
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EAN 9788831530057

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Diario di viaggio Autore A cura di Elena Giannarelli Traduttore Giannarelli E. Editore Paoline Edizioni EAN 9788831530057 Pagine 112 Data febbraio 2006 Peso 98 grammi Altezza 18 cm Larghezza 11 cm Profondità 0,8 cm Collana Economica dello spirito
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il 5 agosto 2020 alle 15:01 ha scritto:

Uno splendido documento dei primi secoli cristiani, dalla viva voce di una nobile vedova alla scoperta dei luoghi più significativi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Colpiscono alcune descrizioni in particolare, come quella dei riti della Settimana Santa a Gerusalemme. Ottima edizione, corredata da un utile apparato di note.

il 11 giugno 2022 alle 17:32 ha scritto:

"Egeria" è una figura misteriosa, forse una ricca vedova con vocazione monastica, che al suo rientro in Galizia era riuscita a realizzare il suo sogno: visitare negli anni 381-383 d.C. la Terra Santa, l'Asia Minore e l'Egitto. Ella scrive un "Diario di viaggio", in cui descrive l'anno liturgico a Gerusalemme, raccontando il suo pellegrinaggio sulle orme storiche di Gesù. La pellegrina ripercorre i luoghi biblici, rivivendone i singoli avvenimenti. Ella coglie: "Cristo" al centro di ogni rito liturgico, la "Scrittura" come segno cronotopico, la "preghiera-meditazione-lettura biblica" come dimensioni comunitarie, i pellegrini poliglotti provenienti da luoghi lontani e celebranti insieme quei riti come comunità in cammino.
La domenica, al canto del gallo, Egeria insieme ad altri fedeli, tra cui molti bambini, dopo i riti consueti all' "Anastasi" (la "santa grotta del sepolcro" di Cristo, ora inclusa nella basilica di Gerusalemme) e alla "Croce", si riuniscono nel "Martyrium", (la chiesa maggiore che è sul "Golgota") per la celebrazione e poi, tenendo in mano rami di palme o di ulivi, salgono sull' "Imbomon", il "Monte degli Ulivi", dove vi è la chiesa dell'"Eleona" (nella quale si trova la grotta in cui il Signore rimase la notte dell'"Ultima cena" con i suoi discepoli); il lunedì Egeria si reca nuovamente all'"Anastasi" e al "Martyrium"; il martedì di nuovo all'"Eleona"; il mercoledì ancora all'"Anastasi", dove racconta che "tale è il gridare e il gemere di tutto il popolo che non c'è nessuno che possa non commuoversi fino alle lacrime in quel momento"; il giovedì va ancora una volta sull'"Imbomon"; il venerdì scende nel "Getsemani", poi si reca a "Sion" presso la colonna della flagellazione, infine sale sul Golgota fin davanti alla Croce, baciandone il sacro legno, come era tradizione baciare l'anello di Salomone, quale segno di regalità. Ad ogni stazione intona canti, inni, antifone, recita orazioni ed il "Lucernale" (l'orazione della sera per l'accensione delle lampade), legge passi evangelici. Parla dei fedeli accompagnati da sentimenti comuni di tristezza: pianti e lamenti per il sacrificio e la morte di Cristo; ma anche da sentimenti comuni di gioia: speranza e vittoria per la sua resurrezione: "Nulla è avvenuto che non sia stato predetto e niente è stato predetto che non si sia compiuto."; il sabato cita i "neofiti", i nuovi battezzati, che - dopo il rito dell'unzione - vivono la "veglia", come pure alla fine di ogni giornata, dalla domenica al sabato successivo, di quella "settimana di Pasqua".