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I più commentati

Tutti i commenti (da 1 a 15 di 17002)


LAURA COSTANTINI il 18 luglio 2018 alle 14:36 ha scritto:

Libro molto facile da leggere e comprendere


Elizabeth il 17 luglio 2018 alle 18:20 ha scritto:

Ho avuto modo di leggere questo libro che mi è piaciuto molto. Una bella storia d'amore, anche se molto triste, un affresco efficace di uno spaccato di storia della Sardegna con i suoi sapori, le sue tradizioni ancestrali, i suoi colori. Consiglio la lettura a chi ama le storie d'amore e a chi desidera avvicinarsi ad un mondo perduto e conoscere gli antichi usi e costumi di un'isola magica.

Da monaco a marito - Martin Lutero
Libro

Prof. Stefano Coccia il 17 luglio 2018 alle 16:47 ha scritto:

Da monaco a marito. Due scritti sul matrimonio (1522 e 1530) raccoglie due opere di Martin Lutero sul tema del matrimonio. Il volume, pubblicato dall'editrice Claudiana, è il sedicesimo all'interno della collana Lutero. Opere scelte. I due testi, La vita matrimoniale e Questioni matrimoniali, sono preceduti da una pregevole introduzione del teologo valdese Paolo Ricca.

Lutero è sicuramente un personaggio controverso, sia per quanto riguarda il giudizio storico, che quello teologico. Detestato e amato, scomunicato e “riabilitato”, comunque la si voglia vedere, è innegabile che sia una delle figure più importanti nella storia della civiltà occidentale. Si è fatto un gran parlare di lui per via delle sue idee rivoluzionarie (cioè in rottura con l’insegnamento della Chiesa Cattolica) sui temi della fede, della grazia, della salvezza, della Chiesa. Più sconosciuto invece è il suo pensiero sulla realtà del matrimonio e della famiglia, tanto è vero che i testi proposti sono tradotti in italiano per la prima volta.

Pensiero sconosciuto, si è detto, ma non per questo privo di interesse, visto che, come evoca il titolo stesso del volume, Lutero visse sia l’esperienza di monaco agostiniano, dal 1505 al 1521 (quando venne scomunicato), sia quella di marito (sposò nel 1525 l’ex suora cistercense Caterina von Bora) e di padre fino alla morte, avvenuta nel 1546.

Il merito di Lutero è stato quello di ridare lustro al matrimonio all'interno della riflessione teologica cristiana, anche se paradossalmente egli si rifiutò di riconoscerlo come sacramento (Lutero riconobbe solo tre sacramenti: il battesimo, l’eucaristia e la penitenza, anche se alla fine eliminerò anche quest’ultimo).

Per Lutero il matrimonio infatti non è un sacramento, ma qualcosa di “mondano”, da intendersi cioè come una realtà sul piano della creazione (natura, ragione) e non della redenzione (grazia, fede). Questa “derubricazione” da realtà sacramentale a realtà “mondana” è desunta, secondo Lutero, dalla errata traduzione da parte di San Girolamo di Ef 5,32: “Questo mistero (quello del matrimonio) è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!”. La parola mistero, in greco mysterion, venne tradotta da San Girolamo con sacramentum e questo avrebbe portato, sempre secondo Lutero, la Chiesa a comprendere la realtà del matrimonio in modo errato come un sacramento.

Il matrimonio è, secondo il “riformatore”, il destino naturale di ogni uomo e di ogni donna e, per questo, da preferirsi al celibato. In questi termini, Lutero capovolge l’insegnamento tradizionale (di allora) della Chiesa, per la quale lo stato celibatario è da preferirsi a quello matrimoniale, in quanto consente di dedicarsi completamente alle cose di Dio, secondo il motto bonum coniugium, melior virginitatis (=il matrimonio è un bene, il celibato è meglio).

È evidente che, se per Lutero il matrimonio non è un sacramento e appartiene al piano della natura, esso ricadrà sotto la giurisdizione civile e non sotto quella ecclesiastica. Infatti lo scambio del consenso fra gli sposi, nelle primitive liturgie luterane, avveniva all'esterno della Chiesa, mentre la benedizione avveniva all'interno, questo a significare la distinzione fra foro esterno (di competenza dello Stato) e foro interno (di competenza della Chiesa).

Lutero applica al matrimonio quella che è la sua visione dei rapporti fra Stato e Chiesa. Egli infatti, ha trasferito tutti i poteri religiosi, affidati da Cristo stesso alla Chiesa) all'autorità civile (che, non lo dimentichiamo, coprì Lutero proprio per consolidare il proprio potere) che è di fatto diventata capo dell’autorità religiosa, come è ancora ben visibile in Inghilterra, dove la regina (capo civile) è anche capo della Chiesa Anglicana (autorità religiosa). In tal senso, il matrimonio diventerà in Occidente sempre più una realtà laicizzata e priva del suo afflato mistico.

Come abbiamo brevemente visto, nel campo del matrimonio, come in tutta la sua vita, Lutero risulta controverso, contraddittorio, pieno di luci e di ombre, in linea con la sua teologia sub contraria specie. Quello del matrimonio potrebbe però essere un tema molto interessante per il dialogo ecumenico, visto che, sia la Chiesa cattolica che quella protestante sono per la stragrande maggioranza composte da laici sposati.

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Barbara Melileo il 17 luglio 2018 alle 13:45 ha scritto:

Bellissimo libro,utile per la liturgia e la preghiera


Prof. Stefano Coccia il 17 luglio 2018 alle 12:33 ha scritto:

Questo libro di don Fabio Rosini ci mostra come anche quando tutti ci sembra perduto, sia possibile ricominciare, sempre. Non è facile: si tratta di un'arte che va appresa con umiltà e a quest'arte ci vuole introdurre il buon don Fabio. Questo è un è percorso esistenziale e spirituale di rigenerazione e discernimento, scandito dai sei giorni del racconto della creazione. Proprio qui troviamo tutto ciò che ci serve per ripartire. Bisogna, però, accettare di coniugare la Parola di Dio con la nostra vita. Solo così, alla fine di tutto questo percorso, potremo dire di essere riusciti a ricostruire la nostra esistenza ed esserci liberati del nostro "falso sé".

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Resto qui - Balzano Marco
Libro
Balzano Marco Einaudi (febbraio 2018, 180 p.)

Daniele Vaghi il 17 luglio 2018 alle 11:04 ha scritto:

Sorprende la capacita' di Balzano Marco di narrare un pezzo di storia d'Italia e contemporaneamente una storia intima, personale, fondendole in un unicum. Mi colpisce anche il fatto che il narratore della storia sia un soggetto femminile. Tutta la parte introspettiva e' parecchio azzeccata mantenendo una scrittura scorrevole. Non avevo mai pensato alla guerra dal punto di vista di chi stava sulle montagne ma non era un partigiano. Il libro l'ho letto in poche ore, penso sia stato meritato trovarsi nella cinquina dei finalisti allo Strega.


Dott. tamara orlandi il 17 luglio 2018 alle 00:56 ha scritto:

abbiamo utilizzato in parrocchia con i bambini del catechismo. Ogni giorno si leggeva una storia e si recitava una decina del rosario. I bambini riflettevano ogni giorno sul loro essere cristiani in modo "leggero" e critico. E' piaciuto anche ai genitori che ascoltavano. Grazie a chi pensa ancora ai più piccoli.


PIERLUIGI, pierluigibonfanti@libero.it il 16 luglio 2018 alle 16:47 ha scritto:

Scienza e fede non sempre sono concordi: questo libro spiega quando lo sono.


Antonio Agostini il 16 luglio 2018 alle 12:34 ha scritto:

Attraverso l'intervento di eminenti studiosi del campo, si propone al lettore ed al cultore della disciplina un meditazione sul ruolo che l'arte continua a svolgere sulla via pulchritudinis, oggi quanto mai attuale per educare le giovani generazioni alla fede attraverso il Bello che l'opera d'arte esprime.


Antonio Agostini il 16 luglio 2018 alle 12:31 ha scritto:

Un testo da leggere e rileggere per meditare quanto Sant'Antonio già nel Duecento proponeva al cristiano. Un testo dai caratteri medievali ma sempre attuali per conformare la propria vita sul messaggio del Vangelo che il Santo conosceva benissimo. Un classico che non può mancare tra i libri personali.

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Antonio Agostini il 16 luglio 2018 alle 12:29 ha scritto:

Una sintesi poderosa sull'arte cristiana in Italia effettuata da studiosi che hanno saputo esprimere al meglio la funzione naturale che l'opera d'arte sacra vuole esprimere, in primis lo stretto rapporto con la liturgia per la quale tale tipo di arte è stata creata.


Antonio Agostini il 16 luglio 2018 alle 12:26 ha scritto:

Magistrale commento alla principale preghiera del cristiano che costituisce una sintesi del Vangelo. Riflettere, passo passo, su tutte le espressioni che spesse volte pronunciamo senza dare il giusto peso, serve a "convertire" il modo con cui preghiamo. Da leggere tutto d'un fiato!

Jungi - Zisa Michele
Libro
Zisa Michele Robin (maggio 2017, 388 p.)

Giseppe Barone il 16 luglio 2018 alle 10:14 ha scritto:

Con una scrittura scorrevole, visiva e lucida come un mare cristallino, Zisa ci riporta a una Sicilia non stereotipata. Differente da quella diffusa nell’immaginario mediatico del Novecento: tema di sopraffazione e violenza soprattutto sulla donna, come possiamo rivedere in molti film di successo degli anni Sessanta.
Forse quella Sicilia era proprio così, come in “Sedotta e abbandonata” o “Divorzio all’italiana”. Ma l’inquieta e inquietante omologazione l’ha trasformata, tanto che oggi lo stereotipo della donna subalterna è superato da quello della donna libera, capace di scegliere e di vivere il proprio ruolo.
I personaggi rurali, le case e i relativi arredi di questa antica Sicilia, nel romanzo di Zisa, hanno lo splendore a volte cristallino, a volte sulfureo dell’isola mediterranea. Ciò che resta nella nostra memoria, quando leggevamo Verga e Tomasi da Lampedusa.


Loredana Ringhini il 16 luglio 2018 alle 08:01 ha scritto:

Bellissimo da non dimenticare


Loredana Ringhini il 16 luglio 2018 alle 08:01 ha scritto:

Emozionante esprime tutta la tenerezza che un Papa come Francesco trasmette.

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