Citazione spirituale

Voglia di paradiso

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Riflessioni e proposte per la scelta di una felicità sulla terra e nel cielo

 
di

Pederzini Novello


Copertina di 'Voglia di paradiso'
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EAN 9788870944211

Novità in arrivo
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Descrizione
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Tipo Libro Titolo Voglia di paradiso - Riflessioni e proposte per la scelta di una felicità sulla terra e nel cielo Autore Editore ESD Edizioni Studio Domenicano EAN 9788870944211 Pagine 164 Data ottobre 2018 Peso 190 grammi Altezza 19 cm Larghezza 12 cm Profondità 1 cm
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il 1 marzo 2019 alle 10:39 ha scritto:

La voglia di Paradiso è l'intenso desiderio di felicità che è comune a ogni uomo, tutti la cercano e lottano per conquistarla: l'importante è imboccare la strada giusta. Don Novello, con questo nuovo libro, vuole additarci questa strada, ma non ci conduce per i percorsi impervi della Filosofia o della Teologia, bensì per i sentieri della semplicità che si adatta a tutte le persone di buona volontà. Egli si comporta come il bravo medico che non ci insegna la sua scienza -pur vasta e profonda- ma ce la consegna in ricette accessibili e semplificate. Questo libro ha il sapore di un punto d'arrivo e di una visione conclusiva di un percorso spirituale e pastorale, perché la voglia di Paradiso è il normale traguardo di un cammino sorretto dalla fede, e soprattutto, dall'amore per la verità, la bellezza e la bontà. È una voglia che non si improvvisa, ma che si matura col tempo, attraverso i normali canali dell'impegno, dello studio, della preghiera e del contatto vivo con le realtà di ogni giorno. Questo libro ha lo scopo di suscitare interesse e impegno per meritare e raggiungere il Paradiso. Il Paradiso è lo scopo per il quale siamo stati creati -il fine della vita, il traguardo del cammino terreno, il premio alla fatica del vivere, il conforto alle sofferenze, la piena e definitiva felicità alla quale aspiriamo. Annunciare il Paradiso significa dare fiducia, infondere speranza, comunicare ottimismo, dare senso e valore a ogni cosa, anche la più piccola e insignificante, fare della vita la serena attesa di un futuro appagante e felice, instillare la certezza che il meglio per noi è riposto nella realtà che ci attendono, e non in quelle che appartengono al passato. La fede è adesione a Dio che si rivela in Cristo, è un riporre la propria fiducia e la propria speranza in Lui che ci promette un'eternità felice. Noi, essendo stranieri e pellegrini, siamo insoddisfatti e infelici, e quindi in perenne agitazione. Avvertiamo che la felicità definitiva e completa alla quale aspiriamo non è raggiungibile sulla terra, anche se ci illudiamo di poterla raggiungere avvertiamo così un forte desiderio di raggiungere qualcosa e qualcuno che ci possano realmente e definitivamente saziare. Per alcuni il Paradiso è tutto: non possono concepire la vita senza la certezza che, alla fine, l'attende un mondo di felicità. Si sentirebbero orfani se non sapessero che al termine dell'esistenza terrena c'è un Padre dolce e giusto che li aspetta. Per altri il Paradiso è una realtà lontana, evanescente, irraggiungibile che, o non è fatta per loro, o è tanto alta da non sentirsene degni. Per questi, il Paradiso resta solo un'utopia o una invenzione inutile, e quindi, preferiscono un Paradiso terreno, anche se piccolo e di breve durata, a un Paradiso celeste indefinibile e vago. Perché tanta fatica ad accettare il Paradiso? La maggior parte delle persone non ne parla, non si impegna a conoscerlo, non si preoccupa di raggiungerlo. Queste persone sono troppo radicate nella loro materialità e troppo presa dai loro problemi immediati per dar valore a realtà future, che non hanno immediata incidenza sulla vita quotidiana. Per molti, anche se credenti, il Paradiso è un'invenzione per allietare gli scontenti, è un comodo rifugio per consolare i sofferenti, è un'efficacia barriera per frenare le rivendicazioni dei poveri, è un'allettante risposta alla richieste di una maggiore giustizia sociale. C'è dunque sì voglia di Paradiso, ma di un paradiso terreno, immediato, palpabile, costruito con mani d'uomo e più adatto alle necessità e ai gusti personali. Un tempo si contemplava di più e ovviamente si pensava di più al Paradiso, che è il termine ultimo di ogni contemplazione. Oggi per tanta gente le prospettive celesti si sono abbassate perché alla contemplazione si è purtroppo sostituito un diffuso sistema di attivismo e di materialismo, che è un forte ostacolo nell'ascendere verso realtà future e trascendenti. La vita moderna, col suo massacrante attivismo, ci distrae dalle realtà trascendenti e veramente importanti; e ci porta a vedere solo ciò che le cose offrono al loro esterno. Il crescente benessere porta a pensare sempre più alla terra e sempre meno al cielo. L'uomo moderno preferisce lasciarsi travolgere dalle facili attrattive dei sensi, anziché lasciarsi trascinare dalle impalpabili delizie dello spirito. Solo attraverso la fede si può conoscere e accettare il Paradiso. L'essere umano senza la fede rimane prigioniero del suo universo, cioè delle cose materiali, dei suoi sentimenti, dei peccati, dei dolori, delle gioie, del tempo e di tutti i limiti che gli impone la natura. Solo la fede può abbattere questi muri e liberare le persone da questi limiti, perché con essa si aderisce a Dio, che rivela il senso della vita presente e dischiude le porte della vita eterna. Chi non vuole accettare la fede lo fa perché non vuole dipendere da Dio e perché si fida più di se stesso che di Lui. L'ateismo è una fede in negativo, perché è la fede nel nulla: è adesione a tante schiavitù che affliggono le persone, il denaro, il potere, le apparenze, il piacere, la noia, l'assurdo, la morte. Giungere al Regno dei cieli significa raggiungere Dio. Il Paradiso è per tutti. Tutte le persone sono invitate, attese, sollecitate, ma nessuno vi può essere introdotto con la forza o con la violenza. Vi sono persone che non vogliono entrarvi e che quindi fanno scelte completamente diverse: Dio rispetta il loro rifiuto, anche se conosce le devastanti conseguenze di certe scelte negative. Dio accoglierà e premierà ogni sua creatura che lo avrà cercato e amato in vita, e lo avrà desiderato in morte. Accogliere il Vangelo significa vivere felici, anche nelle condizioni più disagiate e meno accettabili. Accogli la vita come dono, devi convincerti che la vita è un dono, un dono d'amore offerto da Dio che ti ama di un amore eterno, disinteressato, infinito e personale. Non sei venuto al mondo per caso e senza un preciso disegno preordinato: fai parte di un piano divino che prevede anche te come persona indispensabile. Non sono importanti solo gli uomini e le donne che arrivano al potere e al successo, ma sei importante anche tu, qualunque sia la tua età, la tua condizione, la tua professione... e nonostante le tue povertà e i tuoi insuccessi. Nessuno ti ama come ti ama il Signore. Nessuno pronuncia il tuo nome con l'interesse e il calore con i quali lo pronuncia Lui. Se riuscirai a scoprire questa Presenza amorevole e tenerissima gusterai la gioia di esistere e accoglierai la vita come l'ineguagliabile dono attraverso il quale il Padre vuole comunicarti la sua gioia. Sappi accettare te stesso. Accettati per quello che sei, impara ad accettarti, a calmarti, a distenderti in serenità. Non invidiare nessuno. Amare tutti. Rinuncia a certi tuoi atteggiamenti negativi e pessimisti, non giudicare nessuno. Dimentica il male subito e valorizza il bene ricevuto.