Citazione spirituale

Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano

di

De Giorgi Fulvio


Copertina di 'Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano'
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EAN 9788831534123

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Tipo Libro Titolo Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano Autore Editore Paoline Edizioni EAN 9788831534123 Pagine 256 Data aprile 2008 Peso 346 grammi Altezza 21,5 cm Larghezza 13,5 cm Profondità 1,8 cm Collana Saggistica Paoline

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, antoniobruno5@libero.it il 29 dicembre 2008 alle 10:43 ha scritto:

L’organizzazione del clero riguarda solo il clero
di Antonio Bruno



Ho conosciuto Fulvio De Giorgi quando lo invitai nel 1988 (quindi 20 anni fa) a San Cesario di Lecce per un Convegno. Invitai l’allora dott. De Giorgi che mi fu indicato da Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Otranto Donato Negro altro nativo del nostro paesello.
L’ho ascoltato di nuovo l’anno scorso in occasione di un incontro dell’Azione Cattolica Diocesana e non senza meraviglia ho letto la locandina dell’incontro per la presentazione del libro sul laicato cattolico. Oggi andrò a vedere la presentazione del suo nuovo libro "Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano".
In sintesi il Prof. De Giorgi nel suo libro "Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano" sostiene che dopo il Concilio e dopo il discorso del Cardinale Tettamanzi noi Laici Cattolici dobbiamo subire una sorta di EMANCIPAZIONE. Secondo il Prof. Fulvio De Giorgi noi dovremmo affrancarci dalla guida costante e paterna del clero senza della quale siamo incapaci di qualunque decisione autonoma in tema di spiritualità e di fede, per crescere verso un età adulta che ci veda testimoni del Vangelo per il nostro essere seguaci di Gesù e per il nostro stesso tentare di mettere in pratica nella nostra vita il Vangelo.
Un po’ come la provocazione dell'ex Ministro Padoa Schioppa che in occasione della finanziaria dell'anno scorso dichiarò: «Mandiamo i bamboccioni fuori di casa». I laici cattolici sarebbero per il Prof. De Giorgi i bamboccioni e il clero le mamme chioccia!
Secondo il De Giorgi un buon educatore che non lascia a se stesso l’educato per farlo divenire AUTONOMO non compie bene la sua opera di aiuto a mettere fuori quanto già c’è dentro di noi.
Il clero (ovvero i preti e i Vescovi) pare che non siano molto propensi a far camminare noi fedeli laici con le nostre gambe.
La proposta? E’ tutta rivolta a noi fedeli che, secondo il Prof. De Giorgi, dovremmo dire ai nostri Parroci di fidarsi di noi che non siamo “Brutti anatroccoli” e loro (i preti) ovvero le amorevoli anatre che ci accudiscono dovrebbero spiritosamente darci potere in tema di pastorale! Ma il prof. De Giorgi sostiene che per far questo noi fedeli laici dobbiamo fare un bel salto e, seguendo la fiaba del buon Hans Christian Andersen, far uscire il cigno che c’è in me!
In pratica il Prof. De Giorgi prende atto che il clericalismo non è più adeguato (secondo la mia modesta opinione non lo è mai stato).
Questa, come chiamarla, raccomandazione del Prof. De Giorgi a noi laici che andiamo a Messa la domenica è accompagnata da, come dire, un’indicazione ai preti che sempre secondo il Prof. De Giorgi dovrebbero lasciarci finalmente liberi di esprimerci.
Io non entro nel merito delle affermazioni del Prof. De Giorgi ma ho come l’impressione che l’argomento sia assolutamente privo di qualunque forma di riscontro nella realtà.
Mi spiego meglio. Io non dissento dall’esperienza di Parrocchia che ha il Prof. De Giorgi, infatti lui esprime la sua opinione in funzione dell’esperienza che ha fatto e che ancora fa nella sua diocesi, però non posso credere che il Prof. De Giorgi non sia a conoscenza di altre realtà, come ad esempio quella dei Movimenti, in cui il clero ha un compito assolutamente di SECONDO PIANO dal punto di vista organizzativo rispetto ai fedeli laici e in cui c’è pari dignità nell’azione pastorale.
Quindi il problema è risolto garantendo a tutti di essere ciò che sono e non ciò che noi desidereremmo che fossero. I clericali possono continuare a fare i clericali e gli emancipati affrancati dal clero chioccia possono esprimere la propria autonomia e indipendenza.
Io, francamente, non vedo il problema.
Poi se parliamo di persone che esercitano la loro professione all’interno della organizzazione antropologica artificiale chiamata gerarchia ecclesiastica o all’interno di strutture che sono l’emanazione di tale organizzazione, come il caso dell’Università in cui lavora il Prof. De Giorgi potrei anche essere solidale con chi, non appartenendo al clero, aspiri a una emancipazione che dia pari dignità ai fedeli laici che collaborano a titolo gratuito o che lavorano in cambio di un corrispettivo economico all’interno di strutture che sono emanazione del clero.
Bene fa il Prof. De Giorgi fulvio.degiorgi@unicatt.it che lavora nell’Università Cattolica del Sacro Cuore http://docenti.unicatt.it/pls/unicatt/unicatt_docenti.h_preview?id_doc=416 a chiedere per se e per chi è nella sua condizione ciò che chiede nel suo libro "Il brutto anatroccolo. Il laicato cattolico italiano".
Ma ricordo a me stesso che la struttura gerarchica delle Parrocchie è tale che, se sei in disaccordo con il Parroco su un qualunque particolare (anche il più insignificante), il Parroco prima tenta amorevolmente di RIDURTI alle SUE RAGIONI e poi, se non riesce con i metodi propri di chi detiene il potere, vieni allontanato e sopportato solo in Chiesa per la Messa ma mai ti sarà dato di fare una qualunque azione pastorale in nome e per conto dell’organizzazione antropologica artificiale denominata Parrocchia.
Caro Prof. De Giorgi tutte queste buone intenzioni, queste amorevoli raccomandazioni e quant’altro da lei sostenuto è aria fritta, che non serve a nulla senza una proposta che cambi radicalmente la struttura dell’organizzazione antropologica artificiale che si chiama Parrocchia.
Infatti i miei amici preti mi hanno detto che per quanto riguarda i processi decisionali e le dinamiche che si sviluppano all’interno delle Parrocchie, le logiche che guidano il Parroco sono quelle proprie della Monarchia Assoluta, nella maggior parte dei casi, e della Monarchia Illuminata in casi sporadici.
Caro Prof. De Giorgi se lei desidera emanciparsi all’interno della struttura antropologica artificiale denominata Gerarchia Ecclesiastica o Clero allora è li che deve intervenire senza inventare nulla ma proponendo al clero di riscoprire LE ELEZIONI che i primi cristiani utilizzavano per selezionare Ministri e Clero!
Ma questa è una cosa che non riguarda me, né i tanti padri e madri che vanno a Messa la domenica e tentano di mettere in pratica nella loro vita il Vangelo, noi padri e madri di famiglia che tentiamo di imitare Gesù con tanti fallimenti ma anche con qualche successo.
Noi non abbiamo alcun interesse che le cose cambino in quella struttura gerarchica che, secondo la mia opinione, può organizzarsi al suo interno, come meglio crede senza per questo incidere minimamente nella mia vita.
Per Grazia di Dio non siamo in un Paese TEOCRATICO! Quindi caro prof. De Giorgi di come si organizza il Clero è affare solo del Clero e qualunque interferenza sarebbe INGERENZA GRATUITA E VIOLENTA!
Le aggiungo che non è necessaria alcuna certificazione da parte del Parroco per partecipare a concorsi pubblici o per essere assunti presso una qualunque azienda che non sia gestita dal Clero.
Ecco tutto!
Le auguro buon lavoro e soprattutto un felice 2009!
Cordialmente