Citazione spirituale

L' antico sigillo

di

Adalbert Stifter


Copertina di 'L' antico sigillo'

EAN 9788831775298

Disponibile in 3/4 giorni lavorativi
In promozione
Descrizione
Tipo Libro Titolo L' antico sigillo Autore A cura di Fiandra E. Editore Marsilio EAN 9788831775298 Pagine 200 Data luglio 2000 Collana Letteratura universale. Gli elfi
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il 22 settembre 2014 alle 07:06 ha scritto:

L’antico sigillo, del padre del giovane protagonista, conservato fino alla fine dal figlio (di cui si narra la vicenda) entrambi con lo stesso nome (Veit Hugo), come si legge subito all’inizio, porta la scritta:

”Servandus tantummodo honos”.
E qui inizia a sorgere il problema di base, già con la traduzione (“Bisogna conservare in ogni caso l’onore” oppure, più corretto alla lettera: ”Bisogna conservare soltanto l’onore”? NB. La traduttrice,in nota n.13, pag. 186: ”Occorre salvaguardare l’onore ad ogni costo”). Non è cosa di poco conto, se poi aggiungiamo anche il fatto che la parola “onore” è di per sé ambigua (forse che noi italiani, se pensiamo a certe aree geografiche ed a certi ambienti-persone, non ne sappiamo qualcosa?). Non fermiamoci: virtù/peccato (in casu: questo giovane/questa donna) come li “consideriamo”, come li valutiamo? Ma, ancor più correttamente: chi è la PERSONA virtuosa, chi è la PERSONA peccatrice? E se poi apriamo quelle pagine del Vangelo … non ci hanno insegnato proprio nulla? L’uomo (pardon: ora il giovane, allora l’osservante della legge mosaica) virtuoso-intransigente, la donna vittima di soprusi (una quindicenne ad un cinquantenne:
”… padre e madre non li ho conosciuti: erano già morti prima che avessi facoltà di pensiero;a quindici anni il mio tutore ordinò che prendessi marito, essendosi presentata un’occasione per accumulare un grande patrimonio e dar vita a un magnifico casato, il mio sposo aveva cinquant’anni e io,che allora non sapevo affatto che cosa fossero l’amore e il matrimonio,obbedii al tutore”…”… subire maltrattamenti fisici”.

*”onore” equivale a “virtù”?
LUI : “ … ma ora …come potrei vivere di fronte agli altri che
mi rispettavano e mi veneravano…”

** LEI : “… che Iddio possa premiare questa dura virtù, ma il mio cuore la maledice perchè ne viene infranto. Sì,sono stata una peccatrice, ma il peccato non mi è stato facile; tu hai conosciuto solo la dolcezza del suo frutto,io la gravità della lotta.
Il mio mio peccato è più umano della tua virtù…”

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Novella pubblicata due secoli fa (1843, su un almanacco austriaco :“österreichischer Novellen-Almanach”;stesura definitiva 1847) quindi si obietterà:”Cose di altri tempi”.
Proprio?
…e le bambine-spose indiane, o di qualche altro paese, di OGGI?