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Descrizione
Nel campo neotestamentario, quella di Giacomo sta in testa alle cosiddette «Lettere cattoliche». La sua appartenenza a tale serie tuttavia non basta a risolvere le questioni sulla paternità, sui destinatari e sulla peculiarità letteraria della missiva. L'ampia introduzione del commento è dedicata a tali problemi. Vengono poi chiaramente enucleati interessi ed intenzioni da cui l'autore della lettera è guidato. Giacomo vede i suoi destinatari, il complesso dei cristiani, vivere come una minoranza in mezzo all'ambiente pagano della diaspora. Vuole confermarli e rafforzarli nell'identità cristiana tra le prove dell'esistenza e le difficoltà quotidiane nella società. Il punto dì gravita delle sue argomentazioni in materia sta in regole e istruzioni etiche. Senza rivolgersi particolarmente a gruppi specifici, si occupa prevalentemente della convivenza generale dei cristiani nella comunità. Essa non può essere caratterizzata dalla volontà di giudicare, di opprimere e di calunniare, ma dal rispetto per la dignità del prossimo. Punti particolarmente sensibili nella vita comunitaria sono l'atteggiamento verso i malati e il rapporto tra poveri e ricchi. Per Giacomo, dibattiti su enunciazioni religiose dottrinali assumono importanza solo se hanno una funzione nel mettere alla prova, nel verificare la fede operosa. Ciò vale per la dottrina della giustificazione dell'uomo mediante la fede e le opere, e per la questione della sapienza cristiana. L'autore non vede questo comportamento sociale come una condizione statica, irrigidita strutturalmente, ma come un cammino da percorrere, che fa passare dall'imperfezione e dalla frammentazione umana alla perfezione. La lettera di Giacomo da motivi alla responsabilità cristiana, formulando idee che si dimostrano di stupefacente attualità.
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