Citazione spirituale

Martin Heidegger

-

Mio zio

 
di

Heidegger Heinrich


Copertina di 'Martin Heidegger'
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EAN 9788837225001

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Martin Heidegger - Mio zio Autore A cura di Pierfrancesco Stagi Editore Morcelliana Edizioni EAN 9788837225001 Pagine 120 Data giugno 2011 Peso 120 grammi Altezza 19 cm Larghezza 12 cm Profondità 0,9 cm Collana Il Pellicano Rosso. Nuova serie
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il 11 dicembre 2011 alle 10:50 ha scritto:

Un semplice e chiaro discorso su uno dei massimi filosofi del ‘900 da parte non di un filosofo, ma di un sacerdote cattolico. Discorso non sul pensiero del filosofo, ma sulla sua figura umana, attraverso l’intervista al nipote Heinrich. Io sono sempre stato convinto che se vogliamo ben comprendere e valutare ( compito richiesto a tutti, nella propria umiltà, anche per ‘corrispondere’ al dono che Dio ci ha fatto ,la ragione, come insegnava Tommaso d’Aquino ) il pensiero di ogni filosofo non basta capirne l’ ”anima” ( come insegnava F. Olgiati ), ma occorre conoscere, il meglio possibile, la sua “carne” ( nel linguaggio biblico), cioè la sua vita ( dove … quando … con chi … ecc. … viveva ). Per questo è utile la lettura di : “Martin Heidegger. Mio zio”.
A) Non si tratta solo del problema se M. Heidegger era ( fosse) credente ( su cui abbiamo l’ampia ed articolata trattazione nell’ “Introduzione” di Pierfrancesco Stagi che poi, nel testo ,svolge molto bene il ruolo di intervistatore).
B) Si tratta ancor più del PROBLEMA di quale “concetto” di “cristianesimo”, di “Dio”, di “trascendenza” e, soprattutto (nell’ “ancor più” ) di quello del rapporto: Ragione-Fede.
C) La “domanda sull’essere” accompagnerà ognuno di noi fino all’ultimo giorno ( al “ nostro” ultimo giorno). E così, tralasciando ulteriori osservazioni “da commento”, aggiungo che la fatica di anni sui suoi libri mi è stata premiata con la parte finale ( XI: “ Escata”), pag.104 : un punto che mi ha commosso, anche a livello di pensiero, con quel … “anime sante del Purgatorio”.

*** Riporto ,quindi , per intero, la conclusione ,cioè il ricordo del nipote sacerdote:

“ In quell’incontro del 23 Settembre 1975 lo zio Martin alla mia domanda se desiderasse che fosse celebrato anche il “requiem”, che era una messa che si usava allora a Meβkirch dopo la sepoltura, mi rispose con un filo di voce: “certo, desidero che venga detta la messa per le anime sante del Purgatorio”. Egli aveva tratto certamente questa espressione dai suoi anni giovanili. In quel momento compresi che il tanto “cercare” aveva raggiunto il suo “trovare”,secondo l’espressione di Mt7,7: “ Chiedete e vi sarà dato,
cercate e troverete,bussate e vi sarà aperto”.

*** RISONANZA ( il nostro trovare).

Quando leggevo queste parole, mi ripetevo:
… il senso dell’essere lo può cogliere il Dasein , poi definito da M.H. “ pastore dell’essere”, attraverso il linguaggio della poesia.
... il senso dell’essere scaturisce dal nostro “Sein zum Tode” ( essere per la morte)
… quel “ FILO DI VOCE” ( che non ho mai trovato nei suoi scritti così difficili ) ora ,con estrema semplicità, lo indica con il suo nome (… “espressione dei suoi anni giovanili”) che da bambini , anche noi,abbiamo imparato

( a n i m e s a n t e d e l P u r g a t o r i o ).