Citazione spirituale

Storie di straordinaria dislessia

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15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi

 
di

Rossella Grenci, Daniele Zanoni

 


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EAN 9788859006077

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In promozione
Descrizione
Tipo Libro Titolo Storie di straordinaria dislessia - 15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi Autori Editore Centro Studi Erickson EAN 9788859006077 Pagine 206 Data settembre 2015 Collana Capire con il cuore
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Rossella Grenci e Daniele Zanoni




Storie di straordinaria
dislessia
15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi
Indice




Introduzione di Rossella Grenci e Daniele Zanoni 9
Preambolo di Daniele Zanoni 25
Intervista con Henry Winkler 37
Storie di straordinaria dislessia
Carlo Magno 51
Leonardo da Vinci 63
Galileo Galilei 75
Isaac Newton 89
Napoleone Bonaparte 101
Thomas Alva Edison 109
Albert Einstein 119
Agatha Christie 139
Pablo Picasso 147
Helen Taussig 155
John Lennon 165
Nicholas Negroponte 175
Ann Bancroft 185
Earvin «Magic» Johnson 195
Tom Cruise 201
Introduzione
(Rossella e Daniele)




Perché un libro che parla di dislessici
geniali' Perché è stato scritto a quattro
mani da una logopedista e da un dottore
in Fisica, dichiaratamente dislessico, e con
il desiderio nascosto di diventare scrittore.


L'idea è partita dall'esperienza
quotidiana accanto a persone con dislessia
evolutiva, tramite il contatto non solo
con bambini, ma anche, in modo sempre
più frequente, con preadolescenti
e adolescenti, soprattutto quelli che hanno
avuto una diagnosi tardiva (purtroppo
ce ne sono tanti), o addirittura con giovani
adulti.
Il nostro lavoro è nato, in modo
particolare, per i ragazzi, che spesso
rimangono sorpresi di fronte alla diagnosi,
increduli o dubbiosi su cosa significhi
o su cosa ha già significato per loro.
Le storie dei dislessici famosi (alcuni
supposti tali, altri che lo sono
con certezza) possono essere d'aiuto
nella comprensione del problema e nei modi
di affrontarlo.


Molti di voi non ci crederanno,
ma alcuni dei più grandi uomini
della Storia, quelli che hanno cambiato
le sorti dell'umanità, erano persone
che avevano una particolarità: erano
dislessici o perlomeno avevano difficoltà
scolastiche importanti. Dislessia. Nome
strano' Infatti deriva dal greco e significa



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«difficoltà a leggere». Chi è dislessico
ha una difficoltà negli apprendimenti
scolastici che oggi chiamiamo Disturbo
Specifico di Apprendimento.
Questa difficoltà può riguardare anche
scrivere correttamente e con bella grafia,
e la matematica. Ma chi è dislessico
non è meno intelligente degli altri,
e scopriremo che anzi può esserlo davvero
molto.


La dislessia non è una malattia,
ma un problema di apprendimento legato
a una particolarità del funzionamento
di alcune zone del cervello. Secondo alcuni
studiosi potrebbe essere proprio questa
particolarità a rendere i dislessici
delle persone capaci di vedere il mondo
con occhi nuovi.



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ROSSELLA E DANIELE: È vero che
l'intercalare «hey!», che ti ha dato così
tanta popolarità, è nato per caso e proprio
a causa della dislessia' Quale era il più
grande problema quando dovevi imparare
a memoria i copioni'


HENRY: Memorizzare le righe era facile.
Leggere il copione era difficile.
E ancora più difficile era leggere
il copione a voce alta davanti agli altri
attori e ai produttori.




***

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ROSSELLA E DANIELE: Quattro consigli
da dare a un ragazzo o a una ragazza
dislessici'



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HENRY:
1. Ricordati che sei grande.
2. La scuola da sola non definisce tutto
quello che sei.
3. Hai dei pensieri e delle idee
meravigliose.
4. Sta a te scoprire in cosa consistono
i tuoi talenti e la tua grandezza.
Portali alla luce e offrili al mondo
come un regalo.




***

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ROSSELLA E DANIELE: Cosa direbbe Hank
a un ragazzo o una ragazza dislessici'


HENRY: Hank è un personaggio molto
positivo. Il suo bicchiere è sempre mezzo
pieno. Lo rovescia ovunque. Non smette


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Carta d'identità

DATA E LUOGO DI NASCITA
15 aprile 1452, Vinci (Firenze)

ISTRUZIONE
Piuttosto disordinata e discontinua

PROFESSIONE/OCCUPAZIONE
Artista, matematico, inventore, scrittore

CONNOTATI E CONTRASSEGNI SALIENTI
Inconfondibile barba

RENDIMENTO SCOLASTICO
Scarso

I SUOI SUCCESSI
L'ultima cena, La Gioconda

DATA E LUOGO DELLA MORTE
2 maggio 1519, Amboise (Francia)
Thomas Alva Edison è considerato uno
degli inventori più produttivi del suo tempo,
avendo ottenuto il record di 1093 brevetti
a suo nome, cioè un'invenzione ogni 2
settimane.


Brevettò le sue invenzioni in tutto
il mondo, negli Stati Uniti, in Inghilterra, in
Francia e Germania. Edison avviò la Motion
Picture Patents Company, che era l'insieme
dei 9 maggiori centri cinematografici.


La rivista americana «Life» collocò
Edison al primo posto tra le «cento
persone più importanti negli ultimi mille
anni», evidenziando che la sua lampada a
incandescenza «illuminava il mondo».


In realtà, molte delle invenzioni
di Edison erano miglioramenti di idee altrui,


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solo che lui era più abile nel brevettarle
e nel renderle presentabili a livello
commerciale. Infatti, nel caso
della lampadina, i primi inventori avevano
prodotto l'illuminazione elettrica
in laboratorio, mentre Edison fu capace
di portarla nelle case e negli uffici creando
un sistema per la generazione
e distribuzione dell'elettricità.


Questo grande inventore nacque
in America a metà dell'Ottocento.
Imparò a parlare tardi, verso i 4 anni,
dopodiché gli rimase il grande desiderio
di scoprire sempre come funzionava una
cosa, chiedendo spiegazioni a chiunque.


Andò a scuola a 7 anni, ma dopo circa
3 mesi la mamma decise di ritirarlo perché
veniva etichettato come «ritardato».


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PABLO PICASSO

Mia madre mi disse: «Se farai il soldato,
diventerai generale. Se farai il monaco,
diventerai Papa». Invece io ho fatto
il pittore... E sono diventato Picasso.
Storica è la frase di zia Mimi che,
vedendo il nipote sempre alle prese
con la sua chitarra, gli disse: «La chitarra
va bene, John, ma non ti darà certo
da vivere». Qualche anno dopo, raggiunta
la popolarità, John fece incidere questa
frase su una targa d'argento, mandandola
alla zia.


« Il rock'n'roll era reale. Tutto il resto
era irreale. Quando avevo quindici anni era
l'unica cosa, tra tutte, che potesse arrivare
a me. »


Appena cominciò la scuola fu espulso
per cattiva condotta! In realtà solo più
tardi nella vita Lennon scoprì che la sua
impossibilità nel fare lo «spelling»
(saper dire una parola lettera per lettera;
in inglese è assai più difficile


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che in italiano!) e la tendenza a trasformare
una parola in un'altra con un suono simile
erano dovute alla sua dislessia.


Purtroppo la mamma morì investita
da un'auto quando John aveva 17 anni;
zia Mimi, considerando il talento
del nipote nel disegnare, riuscì a farlo
iscrivere al Liverpool College of Art.
In una testimonianza di quando aveva 23
anni disse: «L'arte fu sempre la mia materia
preferita. Andavo malissimo in matematica
e scienze e non ero forte in storia. Secondo
quello che c'era scritto sulle pagelle,
sarei andato meglio se mi fossi impegnato
più duramente».


A 17 anni John formò il suo primo
complesso musicale che suonava canzoni
folkloristiche americane.


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I soldi che guadagnò con il suo primo
film li spese per la palestra
e per migliorare i problemi causati
dalla sua dislessia. In seguito prese anche
il brevetto di pilota aereo, riuscendo così
a realizzare uno dei suoi grandi sogni.


Quando guardate un suo film,
fateci caso: le sue emozioni, la sua storia,
il suo vissuto, fanno apparire reale
il personaggio che interpreta.


Questo è il suo talento! Tom è talmente
bravo che, davanti alla telecamera,
riesce a rendere vivi i suoi personaggi
e poco importa che siano buoni o cattivi,
del passato o del futuro, inventati o reali.




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