Giù da qualche parte ripercorre la vita di Fausto, da bambino problematico e afflitto dall’asma ad adolescente politicizzato nelle ali di estrema sinistra impegnate nelle occupazioni del Sessantotto; dalla fallimentare ricerca di lavoro nel mondo editoriale alla brillante carriera di trombettista solista, di compositore e poi di attore cinematografico; dalla perdizione nel variegato universo delle droghe pesanti e dell’amore mercenario alla conversione e alla scrittura della sua autobiografia. L’evento scatenante è il colloquio con il diavolo, impersonato da Zago, in virtù del quale Fausto acquisisce abilità musicali straordinarie, diventando una star internazionale osannata in tutto il mondo. Ciò che segue è il racconto di un’inarrestabile ascesa in cui tutto quello che il protagonista tocca sembra trasformarsi in oro, fino al declino in una devastante solitudine e, infine, al trasferimento in un romitaggio dove, se la salvazione è esclusa, almeno a Fausto è concesso il lenimento della letteratura come mezzo per sublimare il male che lo ha reso schiavo e lo segna indelebilmente. Rivisitazione contemporanea del mito faustiano, «il mito per eccellenza della modernità», quel mito che ogni «autore moderno ha sognato di rinarrare, quando non lo ha rinarrato effettivamente» (Edoardo Sanguineti), Giù da qualche parte rappresenta la sfida rinnovata eppure sempiterna dell’uomo verso Dio, hybris perpetua di un essere arrogante e insoddisfatto che nell’immanenza limitante si spinge alla continua ricerca dell’ineffabile infinito.
Note sull'autore
MARCO SPERONI si è laureato in Lettere all’Università degli Studi di Milano, città in cui è nato e in cui vive. Ha pubblicato la raccolta di poesie Giovanili Carmi (2004), il romanzo Facce sgomente (2008) e il saggio critico Il poeta si diverte. Scherzi e sperimentazioni del giovane Aldo Palazzeschi (2010).