La voce dei clienti - Libri
Tutti i commenti per «Libri» (da 27211 a 27225 di 27472)
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Devis Bamhakl il 26 settembre 2008 alle 14:27 ha scritto:
Un libro decisamente ben fatto, l'autore è pienamente riuscito a raccontare, attraverso aneddoti e fatti di vita vissuta, un argomento troppo spesso considerato "scomodo", come l'attività del demonio. |
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Barbara Bulzomì, barbara.bulzomi@inwind.it il 25 settembre 2008 alle 20:48 ha scritto:
Barbara Bulzomì barbara.bulzomi@inwind.it (10-09-2008) |
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Barbara Bulzomì, barbara.bulzomi@inwind.it il 25 settembre 2008 alle 20:44 ha scritto:
Barbara Bulzomì barbara.bulzomi@inwind.it (10-09-2008) |
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Barbara Bulzomì, barbara.bulzomi@inwind.it il 25 settembre 2008 alle 20:42 ha scritto:
Barbara Bulzomì barbara.bulzomi@inwind.it (10-09-2008) |
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Barbara Bulzomì, barbara.bulzomi@inwind.it il 25 settembre 2008 alle 20:40 ha scritto:
Barbara Bulzomì barbara.bulzomi@inwind.it (10-09-2008) |
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cristina il 25 settembre 2008 alle 10:32 ha scritto:
ore 18 del 24/09/2008 un centinaio di persone circa, la maggior parte in piedi, in un angusto spazio, calore percepito 35°, ore 19.30 dello stesso giorno, identica situazione. Questo per trasmettere, per quanto possibile, l'attenzione totale e quasi ipnotica derivata dalla lettura di alcuni brani del libro "Fogli di vita...." di Giampaolo Trevisi. |
La bella Kin. Racconti di un'esperienza africana
EMI Editrice Missionaria Italiana
(gennaio 2008, 128 p.)
Andr.Vittorino il 20 settembre 2008 alle 11:30 ha scritto: Vorrei lasciare solo due parole riguardo questi racconti, profondi, veri. Leggi tutti i commenti (19) |
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Leonardo Modeo il 19 settembre 2008 alle 22:58 ha scritto: Ottimo libro, ne consiglio vivamente la lettura. Leggi tutti i commenti (4) |
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GIANLUCA CAVALLARO il 19 settembre 2008 alle 14:48 ha scritto: penso sia bellissimo spendere solo 21.00 € per un messsale di quasi tutti i giorni Leggi tutti i commenti (3) |
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laura, laura.lali@alice.it il 18 settembre 2008 alle 18:20 ha scritto:
lo sto ancora leggendo ma posso dire che mi ritrovo in ognuna delle figure femminili citate con tutte le sfaccettature |
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luca papini il 17 settembre 2008 alle 21:10 ha scritto: una grande opera ispirata da dio, non si riesce a smettere di leggere quando si e iniziato! e di una profondita enorme! assolutamente da avere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Leggi tutti i commenti (2) |
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Fiorella Tedesco il 15 settembre 2008 alle 19:13 ha scritto: leggere questo piccolo libricino è come essere accanto a padre Gabriele e sentire la sua voce che ci spiega in modo semplice e comprensibile cosa vuole dire essere veri cristiani. Nelle sue parole si sente il profondo amore che ha per Gesù e vuole che anche noi ci innamoriamo di Lui. Questo è un piccolo ma grande libro, da tenere sempre a portata di mano, molto piacevole da leggere e rileggere perchè ogni giorno, ciascuno di noi, ha bisogno di una parola buona e qui le parole buone, che fanno bene al nostro cuore, ci sono!Leggetelo e lo capirete anche voi. Leggi tutti i commenti (4) |
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Piero Gamberini il 13 settembre 2008 alle 20:19 ha scritto:
Una riflessione non particolarmente profonda e originale sul significato della sofferenza alla luce della fede, a partire dalle stimmate di Padre Pio. La povertà di riferimenti biografici, forse voluta per evitare di cadere nella trappola dell'agiografia e del miracolismo, è anche il limite di questo libro che non va al di là di un'enunciazione semplicistica di una teologia della croce (riassumibile nel vecchio motto 'per crucem ad lucem'), quasi a voler significare che il percorso spirituale di P. Pio è alla portata di tutti, riducendosi ad un'umile e obbediente imitazione di Cristo. In un certo senso è così, ma non si spiega come mai la sofferenza sia per molti, e forse per i più, motivo di perdizione e non di salvezza. L'unica osservazione originale è la constatazione che, fra tanti stimmatizzati, P. Pio è il primo sacerdote: segno profetico di una Chiesa istituzionale che si fa corpo mistico di Cristo, casa dei reietti, dei malati e di tutti i sofferenti che si affidano a Lui, cosa rivoluzionaria per quei tempi (1918); qui forse sta il vero scandalo dell'umile e mite cappuccino: la regalità sacerdotale macchiata dal sangue dell'Agnello. |