editoriale
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Il respiro dei giorni - Tempo di Quaresima
Mercoledì delle Ceneri – 18 febbraio 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
1ª domenica di Quaresima – 22 febbraio 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
celebrazione della parola
2ª domenica di Quaresima – 1 marzo 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
3ª domenica di Quaresima – 8 marzo 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
4ª domenica di Quaresima – 15 marzo 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
5ª domenica di Quaresima – 22 marzo 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
Domenica delle Palme – 29 marzo 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
Giovedì Santo – 2 aprile 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
Venerdì santo – 3 aprile 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione della Passione del Signore
Veglia pasquale – 4 aprile 2026
voci bibliche
variazioni sul tema
celebrazione eucaristica
Editoriale
PAROLA ED EUCARISTIA, FULCRO DELLA VITA DELLE NOSTRE COMUNITÀ
di Davide Arcangeli
Nel discorso del santo padre Leone XIV ai partecipanti al corso per incaricati diocesani di pastorale liturgica promosso dal Pontificio Istituto Liturgico sant’Anselmo, tenutosi a Roma il 17 novembre del 2025, il papa ha sottolineato l’importanza di aiutare le chiese particolari e le comunità parrocchiali a «lasciarsi formare dalla Parola di Dio, spiegando i testi del lezionario feriale e festivo» e a curare «un’iniziazione cristiana e liturgica che aiuti i fedeli a comprendere, per mezzo dei riti, delle preghiere e dei segni sensibili, il mistero di fede che si celebra». Spesso infatti, purtroppo, si sta assistendo a un drastico arretramento della qualità celebrativa delle nostre comunità, i gruppi liturgici si assottigliano e mancano di formazione, mentre la qualità accademica dei dibattiti fatica a trovare declinazioni a un livello più capillare e diffuso. Ci si può chiedere perché le nostre istituzioni accademiche, così preziose e benemerite per la formazione del clero e dei religiosi che possono permettersi un tempo di preparazione adeguato, fatichino tanto a raggiungere un livello più ampio, che tocchi maggiormente la vita delle nostre diocesi e parrocchie. Forse la diminuzione del clero, in Italia e in Europa, sta portando come conseguenza alcune mancanze formative di base nelle nostre comunità, spesso prive di riferimenti per un cammino biblico e liturgico anche iniziale. I nostri Istituti di scienze religiose e le tante scuole di teologia pastorale diocesane stanno lavorando molto per colmare queste lacune e iniziare processi formativi che accompagnino i tanti laici e ministri che vivono e operano nelle nostre comunità. Cionondimeno permangono difficoltà, soprattutto di ordine culturale, nell’aiutare davvero tutti a fare piccoli ma decisivi passi verso un’abitudine alla preghiera sulla parola di Dio e verso una liturgia più bella, accogliente, coinvolgente e capace di educare alla preghiera personale e comunitaria. Non di rado accade che soprattutto i giovani si sentano molto distanti da una vita celebrativa e spirituale parrocchiale, che fatica a trovare il linguaggio e la creatività per nutrirli. Su questo occorrerebbe molta più ricerca e sperimentazione, che unisca diocesi, Istituti di scienze religiose e Facoltà teologiche in sforzi condivisi e metta insieme carismi e competenze. In Italia, in particolare, pesa molto il calo demografico, il divario generazionale e la fuga di tanti giovani all’estero, elementi che rendono più difficile il rinnovamento formativo delle nostre comunità, servite e rette dalle generazioni più adulte e anziane, naturalmente più conservative. Non vogliamo però essere pessimisti! Non è nella natura e negli obiettivi di Servizio della Parola che, anzi, intende incoraggiare i processi formativi in atto nelle nostre comunità ecclesiali e si pone come strumento in grado non solo di offrire materiali e interpretazioni bibliche, ma anche di formare coloro che li utilizzano. Con letture più approfondite dei segni dei tempi e degli scenari sociali e pastorali, con piste di lavoro orientate ad accompagnare la sperimentazione pastorale, Servizio della Parola intende non solo alimentare un dibattito, ma offrirsi come una mediazione pastorale della parola di Dio, un po’ a tutto campo, e con una specifica attenzione – come da sua tradizione – alle assemblee celebrative. Ci piacerebbe che la rivista fosse utilizzata da coloro che accompagnano un gruppo liturgico nella preparazione delle assemblee domenicali eucaristiche: le rubriche sui “gesti” e le “voci”, oltre che le schede per il presidente e i collaboratori, sono state ripensate per offrire spunti che obbediscono a precisi orientamenti di fondo: l’attenzione alla proforistica delle letture (voci) e la cura di una gestualità non improvvisata, ma aderente a un criterio di efficacia rituale (gesti). Accompagnare le nostre comunità, secondo le intenzioni del documento sinodale per la chiesa italiana (cfr. Lievito di pace e di speranza, documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiesa che sono in Italia, nn. 44-53), significa anzitutto formare accompagnatori, non solo a livello spirituale e personale, ma anche delle nostre équipe pastorali e, più ampiamente, delle nostre comunità piccole e grandi. Non solo referenti di comunità, con una responsabilità delegata dal parroco, ma accompagnatori e formatori di base, capaci di far crescere le persone e le comunità intorno a sé, anzitutto nella preghiera personale e liturgica. Per questo motivo la rivista non intende offrire “omelie precotte”, buone per essere facilmente rivendute in qualsiasi contesto, ma favorire processi formativi che abbiano al cuore la parola di Dio e, in particolare, il lezionario domenicale. Attraverso le risorse dell’esegesi, dell’attualizzazione esistenziale e spirituale, della poesia e della narrazione biblica anche il lettore presbitero o diacono troverà in Servizio della Parola tanti spunti per la propria omelia, da svolgere con riguardo al proprio specifico contesto pastorale. Non solo, ma anche il ministro avrà a disposizione tante frecce nella sua faretra, per le diverse prese di parola che la celebrazione gli consente, in un accompagnamento della comunità che è conversazione spirituale, con Dio e con i fratelli e le sorelle, nell’ascolto, nella preghiera di lode e di supplica, nel ringraziamento. Questi sono gli scenari e gli obiettivi che ci stanno davanti: ma siamo consapevoli che si tratta di un cammino che coinvolge tutta la chiesa e noi, Servizio della Parola, siamo “solo” una rivista. Ciononostante, con ambizione e un po’ di sana immaginazione, vogliamo umilmente offrirci come pungolo e risorsa di un cammino di trasformazione che chiede la responsabilità e l’impegno di tutti.