Editoriale: Carlos Schickendantz – Luca Ferracci
Jonas Hagedorn – Ludovic Lado
Richard Wood (edd.)
Abstracts
I. Caratteristiche e condizioni delle democrazie
in diversi contesti culturali
Ludovic Lado – Théodore Ntsengue – Jérome E. Bountsebe
Eméran J. Evega Eyenga Onana,
Oltre il multipartitismo e le elezioni:
sfide democratiche in Africa
Chit Wai John Mok, La Chiesa cattolica
e il fallimento della democratizzazione
di Hong Kong
Richard L. Wood, Democrazia statunitense.
La sfera civile, il cattolicesimo pubblico
e i futuri alternativi
II. Alcuni sintomi della crisi delle democrazie
Marcia Pally, Populismo, polarizzazione
e crisi della democrazia .
Jonas Hagedorn – Noah Heinemann – Christopher Washnock,
Flashback: il post-liberalismo cattolico. Supporto teorico
all’autoritarismo di destra negli Stati Uniti
Bernardo Pérez Andreo, Democrazia e corruzione
nei limiti del neoliberismo globalizzato
III. Culture democratiche e sfide ecclesiali e teologiche
Hermann-Josef Grosse Kracht, Repubblica secolare,
democrazia liberale e dottrina politica
della Chiesa cattolica
Carlos María Galli, Le polarizzazioni nella Chiesa
e la logica sinodale di Francesco
Forum teologico
Francesco Zaccaria, Il Cammino sinodale
delle Chiese in Italia. Apprendimenti e domande
da un percorso sinodale a livello nazionale
Margit Eckholt, «Rafforzare la sinodalità in modo duraturo».
Il cammino sinodale della Chiesa locale in Germania
Sandra Arenas, Progetto Vaticano II – Evento e Mandato.
Una rilettura interculturale e decoloniale del concilio
Rassegna bibliografica internazionale
Editoriale
Questo fascicolo invita i lettori a partecipare a una riflessione polifonica sulle tensioni, le sfide e le possibilità che ruotano attorno alla democrazia oggi. La democrazia rimane una delle idee più potenti e controverse dell’età moderna: una promessa di sovranità popolare, uguaglianza e partecipazione, ma anche una conquista fragile e sotto costante minaccia. I suoi significati sono diversi, le sue pratiche disomogenee e le sue traiettorie tutt’altro che lineari. Oggi la democrazia si è diffusa in contesti culturali, sociali e politici molto diversi. Per alcuni questa diffusione rappresenta una svolta storica, per altri è offuscata dalla disillusione e dal declino. Ne risulta un panorama ambivalente in cui la democrazia appare come un’aspirazione, una realtà fragile e, in molti casi, una promessa non mantenuta. Valutare lo stato attuale della democrazia – o meglio delle democrazie – è quindi difficile. Da un lato, una quantità di persone senza precedenti nella storia vive oggi sotto governi democraticamente eletti. Dall’altro, sono palesi alcune realtà preoccupanti: grandi potenze mondiali governate da regimi monopartitici o autocrazie presidenziali; tendenze autocratiche anche all’interno dell’Unione Europea; e il ben documentato declino della vita democratica negli Stati Uniti. In America Latina e nei Caraibi, la persistente disuguaglianza sociale mina la credibilità: quasi la metà della popolazione ritiene che la democrazia non funzioni bene e nella maggior parte dei paesi più della metà accetterebbe un governo effettivamente non democratico. In Africa, i sondaggi dell’Afrobarometer riportano che solo il 42% delle persone considera il proprio paese una democrazia a pieno titolo o quasi, e solo il 38% si dichiara soddisfatto del suo funzionamento. Sfide simili emergono anche altrove, modellate da contesti culturali e politici specifici. Questo fascicolo si articola in tre parti. In primo luogo, esaminiamo le caratteristiche e le condizioni delle democrazie in contesti culturali diversi. In secondo luogo, passiamo ad alcuni dei sintomi dell’attuale crisi della democrazia. Infine, esploriamo le sfide teologiche ed ecclesiali nel dialogo con le culture democratiche. A completamento del percorso, il Forum Teologico presenta due esperienze sinodali nazionali insieme alla memoria viva del concilio Vaticano II. La nostra ricognizione prende avvio in Africa, dove emergono i progressi e gli ostacoli della democratizzazione. Le analisi di Ludovic Lado, Théodore Ntsengue Lebongo, Jérome Emmanuel Bountsebe Ekass i ed Eméran Joseph Evega Eyenga Onana mettono in luce le tensioni tra istituzioni formali e pratiche autoritarie, nonché il ruolo ambivalente della Chiesa, a volte profetico, a volte complice. A Hong Kong, Chit Wai John Mok esamina il fallito tentativo di democratizzazione e la posizione ambigua della Chiesa, plasmata da voci profetiche come quella del cardinale Zen, ma anche dalla resistenza interna e dall’accomodamento con il potere politico. Passando agli Stati Uniti, Richard Wood sottolinea l’erosione culturale che ha minato le fondamenta della democrazia, riflette sulle responsabilità del cattolicesimo pubblico e delinea possibili scenari in cui la Chiesa potrebbe svolgere un ruolo decisivo. La seconda parte è dedicata ad alcuni sintomi della crisi delle democrazie. Marcia Pally (New York University) analizza i populismi di destra e le polarizzazioni che essi producono, mostrando le loro logiche di legittimazione e il loro impatto sulla vita sociale e politica, con particolare attenzione al contesto statunitense e al populismo cristiano. Su un piano più filosofico- politico, Jonas Hagedorn, Noah Heinemann e Christopher Washnock esaminano il «post-liberalismo cattolico» negli Stati Uniti e la sua convergenza con le tendenze autoritarie di destra, mettendo in guardia dai rischi che questa svolta ideolo gica comporta sia per la fede che per la democrazia. Il teologo spagnolo Bernardo Pérez Andreo critica il neoliberismo globalizzato e la sua controparte corrotta come fondamentalmente in contrasto con la democrazia stessa, un sistema degradato in demagogia. La sua visione alternativa è incentrata sul personalismo e sul comunitarismo. Nel loro insieme, questi contributi mettono in luce come la polarizzazione populista, le tendenze autoritarie postliberali e le distorsioni neoliberiste interagiscano per minare la cultura democratica, indicando al contempo modi alternativi di concepire la comunità politica. La terza parte prende in esame le
culture democratiche e le sfide ecclesiali e teologiche. Hermann-Josef Gross e Kracht (Darmstadt, Germania), teologo e studioso di scienze sociali, fornisce un contesto storico-teologico confrontando la laicità repubblicana, la democrazia liberale e la dottrina cattolica dello Stato, evidenziando la tensione persistente tra apertura e sfiducia. Carlos María Galli (Buenos Aires, Argentina) completa questa riflessione affrontando le polarizzazioni intra-ecclesiali e mostrando come la logica sinodale di papa Francesco cerchi di integrare le opposizioni in una comunione teologica capace di superare i conflitti. Il Forum Teologico mette poi in evidenza tre esperienze significative. Francesco Zaccaria, docente presso l’Istituto Pastorale della Puglia, Italia, esamina il cammino sinodale della Chiesa in Italia, con i suoi progressi e le sue difficoltà. Margit Eckholt, docente di teologia all’Università di Osnabrück, presenta l’importante Percorso sinodale tedesco, con i suoi risultati, le tensioni interne e i conflitti con Roma. Infine, Sandra Arenas, decana della Facoltà di scienze religiose e filosofia dell’Università Cattolica di Temuco, in Cile, presenta un progetto intercontinentale sul concilio Vaticano II, a sessant’anni dalla sua conclusione. Concepito come un’iniziativa teologica interculturale e decoloniale, questo progetto cerca di affrontare le sfide culturali ed ecclesiali di oggi. Nel loro insieme, i contributi di questo numero riflettono sulla fragilità delle democrazie e sull’urgente necessità di immaginare nuove forme di partecipazione e giustizia. Ma aprono anche un orizzonte per la Chiesa: la sua riforma sinodale può trarre nutrimento dalle culture democratiche, offrendo al le società un orizzonte di comunione e di speranza. Invitiamo i lettori a seguire questi saggi come un dialogo tra politica e teologia, convinti che la fedeltà al Vangelo richieda un impegno costante a favore della dignità, della giustizia e della democrazia in contesti geografici e culturali diversi.