Editoriale
2 Marco Gallo
Liturgia e intelligenze multiple
Studi
4 Paolo Bertuletti
Le intelligenze multiple secondo H. Gardner
10 A ndrea Grillo
Un’intelligenza liturgica al plurale
16 L uca Palazzi
“Spiegare” un rito
22 Silvia Tarantelli
Luoghi intelligenti per la liturgia
27 E rio Castellucci
Ministeri intelligenti
per assemblee intelligenti
32 A nnalisa Caputo
Dall’intelligenza cinestetica
all’umano incarnato
37 E nrico Parolari
Le energie che ci portano a celebrare
42 D omenico Cravero
Intelligenza musicale: il ritmo della liturgia
48 Girolamo Pugliesi
L’intelligenza logico-matematica
e l’ordine simbolico
53 Juan Rego
Intelligenza ecologica: con tutte le creature
Formazione
58 V alentina Angelucci
Il tutto sotto il frammento
1. La preparazione alla messa:
“soglia” del mistero
63 A lberto Albertazzi
Ma anche meno!
1. Troppe messe?
Asterischi
68 D omenico Fidanza
Preparare una celebrazione con bambini
con disabilità
72 Segnalazioni
Marco Gallo
Liturgia e intelligenze multiple
«Perché la liturgia è intelligente?» si chiedeva Paul De Clerck nella sua opera fondamentale L’intelligenza della liturgia1. La domanda non è retorica. Essa tocca il cuore stesso di ciò che significa partecipare all’azione liturgica. Per De Clerck, “partecipare” non consiste anzitutto nel comprendere intellettualmente ciò che accade, ma nel lasciarsi prendere da un’azione intelligente, nell’entrare in un movimento che ci supera e ci configura. La liturgia è intelligente non perché sia un discorso erudito da decifrare, ma perché veicola, nell’insieme delle sue componenti – testi, riti, gesti, spazio, tempo – un’intelligenza dell’esistenza umana, della fede, di Dio stesso. Più che veicolare una cultura, essa è coltura, ci fa uscire dall’isolamento per radunarci in un tempo e uno spazio preciso, ci nutre, unisce nel canto, ci supera. Questa intuizione ci pone di fronte a un paradosso fecondo: la liturgia sollecita la nostra intelligenza e non si lascia del tutto catturare. Come pensare allora questa “intelligenza” della 1 P. De Clerck, L’intelligenza della liturgia, LEV, Roma 2018. liturgia senza ridurla alla sola dimensione cognitiva e verbale? Come onorare la complessità dell’esperienza rituale senza cadere nell’irrazionalismo o nel sentimentalismo? È precisamente a questa domanda che ci invita la teoria delle intelligenze multiple elaborata da Howard Gardner negli anni Ottanta. Nella sua opera Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza2 lo psicologo americano propone di superare una concezione riduttiva e intellettualistica dell’intelligenza, a lungo misurata dal solo quoziente intellettivo (QI) e identificata essenzialmente con le capacità linguistiche e logico-matematiche. Gardner restituisce all’intelligenza umana la sua piena complessità mostrando che essa non è una facoltà unica, ma un insieme di capacità distinte e relativamente indipendenti. La sua ricerca si fonda su un duplice ancoraggio: da un lato, ai dati neurobiologici che mostrano come diverse aree cerebrali siano implicate in processi cognitivi specifici; dall’altro, all’osservazione delle pratiche simboliche e culturali che rivelano la diversità dei modi di apprensione e trasformazione della realtà. A Gardner si deve così l’identificazione di otto forme di intelligenza: l’intelligenza linguistica (sensibilità alle parole, al loro senso e alla loro sonorità), logico-matematica (capacità di ragionamento astratto e di manipolazione di simboli), spaziale (attitudine a rappresentarsi e manipolare oggetti nello spazio), musicale (percezione e creazione di strutture sonore), corporeo- cinestetica (padronanza del corpo e abilità nell’utilizzare gli oggetti), intrapersonale (conoscenza di sé e capacità d’introspezione), interpersonale (comprensione degli altri e attitudine a collaborare) e, infine, naturalistica (riconoscimento e classificazione degli elementi dell’ambiente). Gardner ha inoltre suggerito l’esistenza di un’intelligenza esistenziale (o spirituale), legata alle domande ultime sul senso della vita e della morte. Che cosa accade quando si applica questa griglia di lettura all’azione liturgica? Appare un’evidenza: la celebrazione sollecita l’insieme di queste intelligenze, come azione globale che impegna tutte le dimensioni della persona. L’intelligenza linguistica è certamente mobilitata dalle orazioni, dalla proclamazione della Parola, dalle preghiere, dai canti. Le melodie e i ritmi che strutturano il tempo liturgico sollecitano quella musicale. L’intelligenza spaziale entra in gioco nella percezione dello spazio sacro, nella disposizione dell’assemblea, nelle processioni, mentre quella corporeo-cinestetica si esprime nei gesti rituali: alzarsi, sedersi, inginocchiarsi, fare il segno della croce, ricevere il pane eucaristico. Le intelligenze interpersonale e intrapersonale sono attivate nella dinamica ecclesiale sincronica e diacronica. Quella naturalistica può risvegliarsi nell’uso degli elementi creati: acqua, pane, vino, olio, luce. Quanto all’intelligenza esistenziale, essa è al cuore stesso della celebrazione che ci pone in presenza del mistero pasquale. Questa prospettiva plurale ci aiuta a comprendere perché la partecipazione attiva alla liturgia è una sfida che ha ancora bisogno della voce di tutti. Le recenti ricerche di teologia pratica sulla vita di fede delle persone in situazione di forte fragilità mostrano con sorprendente evidenza quanto sia ancora vasto il campo da esplorare. Queste voci ci rivelano ciò che la nostra tradizione recente, segnata da un certo individualismo e intellettualismo, ha potuto occultare: la liturgia non è anzitutto un insegnamento da comprendere, un’azione da regolare o una prestazione singola, ma un bagno simbolico in cui immergersi, un ritmo a cui accordarsi, una presenza da accogliere. I contributi raccolti in questo numero invitano a ripensare la formazione liturgica, la preparazione delle celebrazioni, l’architettura delle chiese, la composizione dei repertori musicali, a partire da questa coscienza allargata di ciò che significa partecipare. In questo senso, la liturgia è profondamente intelligente, perché sfida tutte le forme d’intelligenza di cui gli esseri umani sono capaci.