SOMMARIO
editoriale 3
costellazioni 6
coordinate 14
Il respiro dei giorni
Dalla Santissima Trinità alla 15a ordinaria
Santissima Trinità – 31 maggio 2026
voci bibliche 25
variazioni sul tema 34
celebrazione eucaristica 39
celebrazione della parola 43
SS. Corpo e Sangue di Cristo – 7 giugno 2026
voci bibliche 51
variazioni sul tema 61
celebrazione eucaristica 65
11ª domenica ordinaria – 14 giugno 2026
voci bibliche 69
variazioni sul tema 79
celebrazione eucaristica 88
12ª domenica ordinaria – 21 giugno 2026
voci bibliche 92
variazioni sul tema 102
celebrazione eucaristica 110
celebrazione della parola 114
13ª domenica ordinaria – 28 giugno 2026
voci bibliche 122
variazioni sul tema 132
celebrazione eucaristica 141
14ª domenica ordinaria – 5 luglio 2026
voci bibliche 145
variazioni sul tema 154
celebrazione eucaristica 162
15ª domenica ordinaria – 12 luglio 2026
voci bibliche 166
variazioni sul tema 176
celebrazione eucaristica 184
editoriale
Servizio della Parola:
UNA RIVISTA ANCORA ATTUALE
NEL TEMPO DELLA
SPIRITUALITÀ ONLINE?
di Davide Arcangeli
Una rivista è ancora oggi, nell’epoca dei
social media, uno strumento attuale ed efficace per la comunicazione della Parola? La domanda potrebbe suonare come troppo semplicistica. Sono talmente numerose le variabili che regolano la fruizione comunicativa oggi che rispondere in modo adeguato ed esaustivo, con un sì o con un no motivati, risulta impossibile. Si potrebbe quindi rispondere, con sincerità e senza l’intenzione di dribblare abilmente questo difficile interrogativo, con un: “dipende”. Dipende dal target di lettori a cui si rivolge la rivista, dalla sufficiente diversificazione delle provenienze e motivazioni di acquisto, dalla possibilità di fruirla anche in versione digitale, dalla funzione che la rivista può assumere in un determinato contesto sociale e pastorale, dall’integrazione comunicativa nelle strategie editoriali ecc. Non intendiamo entrare qui in una sofisticata discussione di
marketing, perché esula dal genere letterario di questo contributo e pure dalle competenze di chi scrive. Partire con radicalità da questa provocazione iniziale sembra in ogni caso necessario, per far emergere il contesto umano e spirituale, in cui
Servizio della Parola può ancora oggi svolgere la sua funzione comunicativa e formativa. Non parliamo quindi solo di target, ma di contesto, perché non ci interessa colpire solo un obiettivo, sollecitando un semplice bisogno funzionale ma, più profondamente, vorremmo entrare nei desideri, nell’immaginazione e nelle prospettive dei nostri ambiti umani ed ecclesiali, per offrire contributi che generino una maggiore consapevolezza, personale e comunitaria. Detto con più semplicità, non puntiamo solo al fatto che la rivista venga utilizzata come prontuario di idee per preparare l’omelia domenicale, ma ci impegniamo perché essa possa essere frequentata anche da chi desidera stimoli, proposte, interpretazioni, scenari e approfondimenti, perché la parola di Dio alimenti sempre più e sempre meglio la nostra vita personale e quella delle nostre comunità. Presbiteri e diaconi, laici e ministri, persone in formazione e in ricerca, dentro e, possibilmente, anche fuori dai recinti ecclesiali, tutti dovrebbero trovare alimento dal nostro lavoro. Auspichiamo che chi legge la rivista possa essere motivato a raggiungere l’esterno del recinto, il mondo della vita di oggi, nel lavoro, nelle famiglie, nel cammino dei giovani, nei sempre più difficili contesti di marginalità sociale: loro sono i nostri lettori “di secondo livello” quelli che vorremmo raggiungere attraverso il dinamismo della parola di Dio. Questo assunto di partenza ci spinge a identificare alcune priorità che la rivista sceglie nel suo cammino di servizio ecclesiale. Nel tempo della cyber-teologia e del primato del virtuale,
Servizio della Parola assume l’incarnazione, come chiave teologico- spirituale, e dunque la corporeità delle relazioni umane e il radunarsi storico e concreto della comunità, come ambito prioritario di servizio. Nel tempo dei
post kerigmatici pillolizzati dai
social media,
Servizio della Parola assume la priorità del tempo lento, inteso come tempo di silenzio, studio, meditazione, perché la Parola possa scavare in profondità, potenziare l’ascolto attivo di sé e della realtà, migliorare l’intelligenza emotiva e spirituale, promuovere corsi di azione e di trasformazione della società. Essa promuove un ritmo perseverante di meditazione, quotidiano e, in particolare, settimanale, centrato sulle letture domenicali e favorisce la creazione di luoghi di ascolto, meditazione e condivisione della Parola. Nel tempo di una spiritualità individualista e intimista,
Servizio della Parola assume la priorità della dimensione comunitaria ed ecclesiale, perché la Parola entri nella dinamica celebrativa e trasformi la vita, per generare frutti di amore, servizio e trasformazione sociale di un territorio. Queste tre priorità intendono forse condannare una spiritualità che viene alimentata anche dai
social e dalle
app dei nostri
smartphone? Per nulla. Anzi, riteniamo che una rivista come
Servizio della Parola possa integrarsi bene in un contesto già ricco di messaggi e inviti spirituali che plasmano il nostro ambiente, reale e virtuale. Permettete il paragone un po’ altisonante, che si propone qui di seguito con un pizzico di autoironia. Sappiamo tutti quanto la pratica della
lectio divina abbia bisogno di tempi di lettura, meditazione e contemplazione un po’ più prolungati, per poi alimentare la giornata di lavoro con la ruminazione interiore di qualche parola. Allo stesso modo una rivista come
Servizio della Parola può offrire un pasto un po’ abbondante per nutrirsi della Parola, con un tempo necessario di lettura e meditazione, perché poi una breve comunicazione
social possa prolungare quel gusto e arricchirlo di nuovi lampi e intuizioni. Se nella vita spirituale la Parola ruminata è in grado di rendere attuale la Parola meditata, per vincere i
loghismoi e i pensieri negativi che ci portano alla desolazione, ciò non solo non cancella, ma anzi rende ancor più necessario il tempo un po’ più prolungato della meditazione. Ecco – fuori di metafora –
Servizio della Parola vuol collaborare a questo tempo di meditazione, perché ciascuno possa approfondire la propria consapevolezza spirituale, alla luce della Parola, ponendosi in ascolto attento e attivo della realtà, reale e virtuale, per discernere ciò che in essa alimenta la nostra luce e potenzia il nostro fervore, personale e comunitario.