Editoriale: Albertus Bagus Laksana – Susan Abraham
Geraldo Ruiz de Mori – Cesar Kuzma (edd.),
Teologia e intelligenza artificiale. Nuove frontiere
Abstracts
I. Filosofia e teologia sistematica
João Manuel Duque
Teologia e tecnologia. Oltre l’utopia e l’hýbris
Dominique Lambert, La consapevolezza dei limiti.
Fondamento essenziale
di un’etica dell’intelligenza artificiale
Luiz Antônio Pinheiro, La pretesa prometeica
dell’intelligenza artificiale
Cesar Kuzma, Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Nuove sfide per la teologia e la Chiesa
II. Etica e dottrina sociale cattolica
Moisés Sbardelotto, Umanesimo digitale integrale.
Ripensare l’azione umana
nell’era dell’intelligenza artificiale
Catherine Moon, Oltre il potere finanziario
e le competenze scolastiche.
Necessità di una visione ecologica integrale
per l’intelligenza artificiale nell’istruzione
Nathan Mladin, Una prospettiva di dottrina sociale cattolica.
L’intelligenza artificiale come “tecnologia normale”
Albertus Bagus Laksana, Intelligenza artificiale
e crisi della democrazia.
L’insegnamento profetico e il ruolo della Chiesa
III. Escatologia cristiana
Susan Abraham – James L. Fredericks, La fine dei tempi.
Intelligenza artificiale ed escatologia cristiana
Forum teologico
Susan A. Ross, In memoria di David Tracy (1939-2025)
Susan Abraham, In memoria di Francis Schüssler Fiorenza
(1941-2025). Un tributo personale
Annette Langner-Pitschmann – Andreas Telser,
In memoria di Roger Haight (1936-2025)
Rassegna bibliografica internazionale
Editoriale
Teologia e intelligenza artificiale
Nuove frontiere
Oggi l’intelligenza artificiale (IA) è diventata senza dubbio uno degli argomenti più dibattuti in diversi ambienti e settori. Filosofi, teologi, pensatori, educatori, attivisti, legislatori e politici stanno offrendo le loro opinioni e approfondendo la questione nei loro modi specifici. Anche la teologia cristiana e la Chiesa hanno iniziato ad affrontare la questione in modo più approfondito. Hanno cominciato ad uscire importanti opere sull’intersezione tra IA e teologia, che adottano approcci diversi e affrontano una varietà di argomenti, con la predominanza dell’antropologia teologica e dell’etica, ed esplorano questioni cruciali relative all’impatto dell’IA sulla comprensione dell’essere umano, comprese le possibilità e i limiti della relazione tra IA ed essere umano, e l’impatto dell’IA sulla comprensione di Dio e sulla relazione tra uomo e divino1. Anche nel campo affine degli studi religiosi, gli studiosi hanno iniziato a discutere le principali questioni che l’IA solleva per le religioni e i contributi che l’IA ha dato agli studi religiosi, ad esempio sulle questioni filosofiche insite nel concetto di macchina intelligente e nel lavoro socio-culturale sugli atteggiamenti nei confronti dell’IA e sul suo impatto sulla vita contemporanea. Gli studiosi di religione hanno approfondito sia argomenti consolidati come il rapporto tra sacro e profano, tecnologia e scienza, transumanesimo, sia argomenti nuovi come le simulazioni informatiche delle religioni2. Concilium coglie questo momento come un’opportunità per riflettere più a fondo sulle intersezioni tra IA e teologia cristiana, identificando nuove frontiere di questo dibattito cruciale del nostro tempo. Sicuramente il discorso teologico sull’IA non cesserà molto presto, ma continuerà con maggiore intensità e nuove voci negli anni a venire. Consapevole di questo stato di cose nella discussione sull’IA, il presente numero di Concilium offre una modesta selezione di prospettive teologiche che sono storiche, critiche e costruttive. Non tutti gli argomenti sono trattati, ma viene discussa una serie di importanti temi teologici allo scopo di approfondire il significato dell’IA. La prima parte di questo volume affronta l’argomento approfondendo gli aspetti fondamentali dell’IA, offrendo riflessioni filosofiche e teologiche su aspetti e limiti dell’IA nel quadro più ampio del rapporto tra esseri umani e tecnologia, e sulle sue implicazioni per la teologia e la Chiesa. Comprendere i limiti epistemologici dell’IA è cruciale perché il principale problema etico deriva proprio dall’oscuramento di questi limiti e dall’oblio del fondamento irriducibilmente umano di questi strumenti tecnologici. Dobbiamo comprendere l’IA non solo come uno strumento, ma come un sistema e un ambiente in cui vivono gli esseri umani. In risposta al dibattito tra due visioni e interpretazioni dello sviluppo dell’IA, ovvero quella ottimistica e quella scettica, viene proposto un approccio teologico moderato, che sottolinea sia l’importanza sia i problemi della tecnologia e dell’IA in particolare. Una delle idee più importanti qui è il carattere dell’IA in relazione al progetto di reincanto che è stato proposto recentemente da vari studiosi. A questo proposito, l’IA ha un carattere numinoso, maestoso e prometeico che riflette le dimensioni di una nuova divinità, come onnipotente, onnisciente e onnipresente. Ciò pone una sfida particolare alla teologia cristiana nell’affermare la comprensione cristiana di Dio e degli esseri umani per il più ampio scopo del reincanto. In generale, lo sviluppo dell’IA deve essere posto in relazione alla dimensione umana integrale e alla ricerca del bene comune come fattori costitutivi della fede cristiana. La seconda parte esplora diversi argomenti relativi alle intersezioni tra IA, etica e dottrina sociale cattolica. Un’idea importante qui è la critica al riduzionismo tecnocratico che è prevalente in molti approcci all’IA. Al posto del riduzionismo tecnocratico, l’umanesimo digitale integrale è considerato un quadro migliore che abbraccia l’interconnessione delle dimensioni sociale, tecnologica e ambientale, riconoscendo al contempo le diverse e complesse reti di relazioni tra umani e non-umani. L’IA può anche essere meglio allineata con le dimensioni morale e politica, specialmente all’interno della dottrina sociale cattolica, se intesa come “tecnologia normale”, ovvero un insieme contingente e socialmente integrato di strumenti e sistemi le cui traiettorie sono plasmate da istituzioni, incentivi e scelte. In questa prospettiva, viene enfatizzata la dimensione dell’azione morale nella tecnologia. Come sostenuto da diversi autori nella prima parte, la tecnologia non è neutrale e inevitabile. Esistono una serie di misure culturali, sociali e politiche per reindirizzare lo sviluppo dell’IA verso la dignità umana, la giustizia e il pieno sviluppo umano. Questo approccio integrale all’IA si applica alla questione dell’opzione preferenziale per i poveri nella discussione sull’IA per l’istruzione. In questo caso è urgente considerare i costi ecologici del funzionamento dell’IA che danneggia le comunità dei poveri, nonché i costi personali, sociali e culturali delle tecnologie educative basate sull’IA in generale. Ancora una volta, il ruolo e lo sviluppo dell’IA, con tutte le sue ramificazioni, possono essere compresi correttamente solo nel quadro dello sviluppo umano integrale e di un’ecologia integrale. Nel campo della dottrina sociale cattolica, la questione dell’impatto dell’IA sulla democrazia non può essere sottovalutata, poiché la democrazia contemporanea è un ambito che è stato profondamente trasformato dall’IA. L’attuale crisi della democrazia non può essere separata dalla digitalizzazione del settore democratico, dalla governance basata sui dati e sugli algoritmi e dalla problematica trasformazione dello spazio democratico, dell’azione e della partecipazione dei cittadini. È necessaria una riforma democratica nell’era dell’IA e la Chiesa può svolgere un ruolo critico, costruttivo e formativo insieme ad altre parti e comunità, in particolare attraverso la sinodalità, la rivitalizzazione della cittadinanza globale e il ruolo pubblico delle religioni. La terza parte del numero si concentra esclusivamente sull’intersezione tra l’IA e la comprensione cristiana dell’escatologia. Questo perché il discorso sull’IA spesso riscrive argomenti importanti nella comprensione cristiana delle cose ultime (escatologia). In generale, abbiamo due visioni diverse sul futuro e sul ruolo dell’IA, il discorso utopico e quello distopico, che possono essere considerati forme secolari di escatologia basate sull’IA. L’escatologia cristiana ci invita a resistere all’aspetto pericoloso e dannoso della libido dominandi di queste escatologie secolari. Nel Forum ricordiamo tre grandi teologi cattolici le cui opere hanno contribuito a plasmare la teologia cattolica nel periodo post-conciliare. Sebbene i tre teologi americani, David Tracy, Francis Schüssler Fiorenza e Roger Haight, abbiano lavorato principalmente nel campo della teologia sistematica nel contesto particolare degli Stati Uniti e dell’Occidente, hanno chiaramente rinnovato la teologia cattolica in modi diversi, impegnandosi nel contesto della Chiesa globale. Approfondendo le varie questioni della teologia sistematica cattolica, compresa la questione del rinnovamento del metodo teologico, le loro teologie sono state il risultato di conversazioni profonde e dialogiche con diverse discipline accademiche, tradizioni intellettuali e contesti socio-culturali. In molti modi, hanno anche contribuito a plasmare il percorso di Concilium, poiché tutti hanno influenzato il lavoro teologico degli ultimi tre o quattro decenni. Scritti da ex colleghi e studenti, questi tributi mostrano anche gli aspetti più personali di questi grandi teologi.