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Il respiro dei giorni
Dalla 22a alla 28a domenica ordinaria
22ª domenica ordinaria – 30 agosto 2026
voci bibliche
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23ª domenica ordinaria – 6 settembre 2026
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24ª domenica ordinaria – 13 settembre 2026
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25ª domenica ordinaria – 20 settembre 2026
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26ª domenica ordinaria – 27 settembre 2026
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27ª domenica ordinaria – 4 ottobre 2026
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28ª domenica ordinaria – 11 ottobre 2026
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Segnalazioni bibliografiche
GERMOGLI DI CHIESA
di Davide Arcangeli
In questi ultimi fascicoli Servizio della Parola ha rintracciato e riportato interessanti sperimentazioni pastorali, con cammini di lettura e approfondimento della parola di Dio, per i giovani e non solo, nella rubrica intitolata Costellazioni. Abbiamo dato spazio anche a esperienze di chiesa domestica, piccole comunità in stile familiare, con famiglie ma anche preti e religiosi, che ci hanno mostrato una sorprendente vitalità. Il metodo di lettura pastorale utilizzato ha permesso, attraverso una griglia di domande, di far emergere gli aspetti più promettenti e così pure le criticità delle proposte verificate. Alcune testimonianze hanno arricchito la descrizione di elementi esistenziali e personali. Abbiamo recensito interessanti percorsi diocesani centrati sulla parola di Dio, per giovani e per piccole comunità; pastorali scolastiche o universitarie in cui si sperimentano nuovi linguaggi e forme di accompagnamento per adolescenti e giovani; Istituti di Scienze Religiose che promuovono laboratori di formazione biblica o di vita pastorale sui passaggi esistenziali; proposte di lettura biblica in contesti umani spesso trascurati nelle nostre comunità, come le persone LGBTQ+. Anche, più ordinariamente, comunità parrocchiali vicine che propongono una settimana di esercizi spirituali, in forme compatibili con gli attuali ritmi di vita personale. Siamo stati così testimoni di una fioritura di esperienze che sono in grado di tracciare alcuni orientamenti di speranza per il cammino futuro delle nostre chiese in Italia. Potremmo riassumere tali orientamenti in quattro punti. Il primo punto è l’emergere di un grande bisogno di spiritualita e accompagnamento, in ogni contesto sociale, dalle famiglie, alle aziende, alle scuole-università e ai centri ricreativi e sportivi. Va sfumando la prevalenza culturale di un certo secolarismo laico, con il suo sospetto nei confronti del mondo ecclesiale. Semmai la sfida più grande è oggi rappresentata dall’indifferenza e dal sincretismo religioso; quest’ultimo, in particolare, caratterizza tante proposte di spiritualità attualmente presenti attraverso forme di counseling olistico. Intercettare i percorsi di ricerca spirituale dei giovani e degli adulti di oggi e orientarli con un counseling ispirato all’antropologia e spiritualità cristiana è uno scenario su cui alcuni hanno iniziato a lavorare. Il secondo punto è la centralità della formazione, che alimenti sperimentazioni in cui avvicinare e far interagire sempre più teoria e prassi pastorale. Si avverte il pericolo che da un lato la pastorale si chiuda in forme sempre più povere di significato e dall’altro la teologia venga giudicata come un linguaggio troppo tecnico, incapace di generare un dibattito fecondo e orientare e ispirare trasformazioni concrete. Il ruolo degli Istituti di Scienze Religiose e delle Facoltà teologiche non può essere considerato secondario nei percorsi di rinnovamento ecclesiale che stiamo vivendo. Il terzo punto riguarda la centralità dei processi di comunione sinodale, che coinvolgono comunità parrocchiali vicine e la chiesa diocesana in quanto tale. I frutti di alcune esperienze da noi esaminate nascono proprio dalla tessitura di una rete che si fonda sulla comunione ecclesiale. Le criticità di altre esperienze provengono invece da fratture o tensioni all’interno di questa comunione. Ampliando lo sguardo, anche i processi di nomina canonica, riguardanti parroci e diaconi, dovrebbero essere frutto di un processo di comunione sinodale, cosa che garantirebbe trasparenza, verifica e maggiore coerenza nei percorsi di trasformazione pastorale. Il quarto punto è l’importanza di modelli e luoghi concreti di vita cristiana, in cui le persone possano fare esperienza di accoglienza e dialogo, oltre che di una liturgia più familiare e coinvolgente. Abbiamo bisogno di luoghi in cui la parola di Dio possa alimentare esperienze di vita comune e in cui convergano diversi carismi e stati di vita, per offrire il loro contributo, in una rete di comunione con le comunità parrocchiali e quella diocesana. Tutto questo chiede un pensiero ampio sui modelli di chiesa oggi. La vitalità che stiamo registrando infatti dovrebbe essere accompagnata da un percorso di discernimento sinodale, capace di incoraggiarla, promuoverla e alimentarla, disegnando percorsi possibili di rinnovamento e trasformazione. Abbiamo bisogno di comunità che siano piccoli fuochi di spiritualità, in stile familiare, con attenzione al discernimento personale e comunitario. Che sperimentino forme di lettura condivisa e popolare della parola di Dio e offrano tempi e luoghi di accompagnamento personale. Che si caratterizzino per un’attenzione privilegiata alla ricerca spirituale delle persone, nel profondo rispetto della loro libertà e delle loro scelte, soprattutto di chi si sente giudicato e ai margini della comunità cristiana. Che si connettano insieme attorno ad alcuni centri eucaristici, caratterizzati da una maggiore presenza di funzioni pastorali e formative in rete con i servizi diocesani. Tali centri saranno tanto più vitali quanto più saranno capaci di ispirazione culturale e sociale, per riparare le profonde fratture sociali di oggi, promuovendo forme di counseling capaci di accompagnare le persone a partire dal loro contesto. Cominciando dall’aiutare le famiglie, gli adolescenti e i giovani a superare solitudine e isolamento crescenti. Anche la vita presbiterale ne risulterà enormemente arricchita e riformulata, in un disegno comunitario che integra in sé la responsabilità pastorale, senza isolarla in forme funzionali e paternalistiche. Sì, in queste righe forse ci siamo spinti un po’ troppo oltre con i sogni e i buoni propositi. Ma in una stagione di germogli ci sembrava un rischio da correre. Anche perché lo stesso profeta Gioele ci autorizza ad avere visioni…