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Citazione spirituale

Citazione di spiritualità del giorno

Altro impegno [...] arrivare all'armonia tra mente, cuore e mani. Acquisire la capacità di vedere con l'intelligenza, sentire con tutta l'affettività di cui disponiamo, fare con sapienza il bene: per noi, per quanti ci stanno accanto e per quei lontani che sono parte di noi come umanità e sono fratelli per chi crede in Cristo.

Valentino Salvoldi

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Citazioni spirituali dei giorni passati

giovedì 1 aprile 2010

(san Venanzio, sant'Ugo di Grenoble)


Gesù si preoccupa di chi sbaglia e non di chi fa il bene. Chi ha la grazia di essere nel bene, deve vivere per chi è ancora lontano dal bene. La vera disgrazia è fare il male: per questo Cristo si preoccupa del peccatore. Nel cristiano non esiste autentica bontà, se non condivide questa ansia di salvezza del Signore verso i fratelli.

- Anonimo -

mercoledì 31 marzo 2010

(san Stephen, sant'Amos)


Non desidero più la sofferenza né la morte, ma è l’amore solo che mi attira. A lungo le ho desiderate; ho posseduto la sofferenza e ho creduto raggiungere la riva del Cielo, ho creduto che il fiorellino sarebbe stato colto nella sua primavera. Ora l’abbandono solo mi guida, non ho altra bussola! Non posso chiedere più niente con ardore, fuorché il compimento perfetto della volontà del Signore sull’anima mia senza che le creature riescano a porvi rimedio.

Santa Teresa di Lisieux -

martedì 30 marzo 2010

(sant'Irene, sant'Amedeo)


Gli uomini sono giusti con gli altri soltanto quando li amano.

-  Joubert Pensieri -

lunedì 29 marzo 2010

(san Bertoldo, san Jonah)


Bisogna parlare, diventare capaci di ascoltare e di informarsi poiché nessuno ha delle risposte definitive. Anche attraverso utopie si deve affermare la volontà di vivere da uomini liberi ma entrati tra loro in comunione, di non essere trattati e di non trattare gli altri come oggetti ma come soggetti responsabili.

Yves-Marie-Joseph Congar -

domenica 28 marzo 2010

(san gontrano)


Il Vangelo di Gesù svuota di significato ogni religione che copre e giustifica la cattiveria umana.

- Anonimo -

sabato 27 marzo 2010

(san Ruperto)


L’identità del cristiano e la sua appartenenza a Cristo è l’amore dei nemici. Chi ama il proprio nemico è figlio di Dio, perché la parentela si riconosce dalla somiglianza: somiglianza di comportamenti, di indole, di pensieri, di natura. Amare tutti è qualità divina. Chi la fa propria, mostra di essere veramente figlio di Dio. Questa caratteristica divina è colta nella creazione: il sole sorge per i cattivi e per i buoni e la pioggia feconda i campi dei giusti e degli ingiusti. Tale comportamento del Padre, che dobbiamo imitare, si manifesta nella legge della creazione, prima ancora che nella rivelazione evangelica.

- Anonimo -

venerdì 26 marzo 2010

(Sant'Emanuele, santa Lucia Filippini)


Il principale contrassegno dell'umiltà è l'obbedienza senza indugio. Essa è propria di coloro che ritengono di non aver nulla più caro di Cristo; i quali, sia per il servizio santo a cui si sono consacrati, sia per il timore della geenna e la gloria della vita eterna, non appena dal superiore viene comandato qualcosa, come se l'ordine venisse da Dio, non sopportano alcun ritardo nell'eseguirla. Di questi il Signore dice: «Appena ha udito, subito mi ha obbedito» (Sal 17,45); e ai maestri dice: «Chi ascolta voi, ascolta me» (Lc 10,16).

San Benedetto Regola, Cap. 5,1-6  -

giovedì 25 marzo 2010

(Annunciazione del Signore)


Se do da mangiare a un fratello che ha fame, devo farlo anzitutto perché ha fame, e perché la reazione istintiva di un uomo di cuore, insieme al precetto evangelico, lo esigono, e non perché quell’uomo diventi cristiano. Un puro atto di carità senza calcoli, del resto, sarà la migliore evangelizzazione: quando una persona dona con semplicità, senza neppure una sfumatura di quell’impercettibile ricatto che anche l’uomo più ingenuo arriva sempre ad avvertire, è più facile riconoscere in essa la presenza di Gesù Cristo.

-  R. Girault -

mercoledì 24 marzo 2010

(santa Caterina di Svezia)


Il Padre nostro è la preghiera dei figli, non dei servi.

- Anonimo -

martedì 23 marzo 2010

(san Turibio de Mogrovejo)


La vita mondana l’ho frequentata e la conosco: è la vita più pazza e più infelice che si possa immaginare.

- Padre Eligio -