Citazione spirituale

Instrumentum Laboris

-

La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo

 
di

Sinodo dei vescovi XIV Assemblea generale ordinaria


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Descrizione
Tipo Libro Titolo Instrumentum Laboris - La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo Autore Editore San Paolo Edizioni EAN 9788864672564 Data luglio 2015 Peso 140 grammi
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il 26 luglio 2016 alle 20:16 ha scritto:

L’”Instrumentumlaboris” per la XIV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi dal titolo “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”(4-25 ottobre 2015). La sintesi delle 99 “Risposte” al questionario contenuto nei “Lineamenta” (9/12/2014), integrata con 359 “Osservazioni” di singoli, famiglie e gruppi, nonché da “Contributi” a cura di università, istituzioni accademiche, centri di ricerca si innerva sui punti della “RelatioSynodi” (18/10/2014), riportati in corsivo nel testo. Si parte dall'ascolto delle sfide sulla famiglia”, in collegamento con l’assemblea straordinaria dell'ottobre 2014; seguono “il discernimento della vocazione familiare” e “la missione della famiglia oggi”.
La famiglia è chiamata a «prendere nuova coscienza della propria identità missionaria di Chiesa domestica anch'essa “in uscita”». Le sfide sono poste innanzitutto dal contesto antropologico-culturale, es. le «teorie secondo le quali l’identità personale e l’intimità affettiva devono affermarsi in una dimensione radicalmente svincolata dalla diversità biologica fra maschio e femmina», «la rimozione della differenza… è il problema, non la soluzione»,«l’uomo e la donna come coppia sono immagine di Dio» (catechesi di papa Francesco, 15/4/2015). Nel contesto socio-economico si rivendica per la famiglia l’essere «pilastro fondamentale e irrinunciabile del vivere sociale» dove «si cresce nel confronto e nella mutua accoglienza delle generazioni». L’azione compensativa della famiglia contribuisce «a riequilibrare gli effetti negativi della disequità sociale». Si descrive l’«inequità economica», «manca una casa propria, non si generano figli, quelli che ci sono hanno difficoltà a rendersi indipendenti». L’indifferenza è globalizzata, «gli “esclusi” sono “invisibili” agli occhi della società». La cultura dell’”usa e getta” richiamata laddove si parla della sfida ecologica va contrastata con «una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità». Il terzo capitolo pone il tema dell’”inclusione”. La risorsa degli anziani «non è sempre adeguatamente apprezzata». I nonni in famiglia «costituiscono l’anello di congiunzione tra le generazioni», perché i giovani «possano rintracciare le loro radici».
Significativa l’attenzione posta sulla disabilità e sulle migrazioni. La prima «irrompe improvvisamente… sconvolge gli equilibri… impone compiti, urgenze». Nel cammino di «cura del mistero della fragilità» ha una responsabilità anche la comunità cristiana, a cui appartiene la famiglia, nel «riconoscimento di un profondo senso di comunanza nella vulnerabilità». «Le peripezie di un viaggio che spesso mette a repentaglio la vita stessa», il corpo familiare «drammaticamente smembrato tra chi parte per aprire la strada e chi resta in attesa di un ritorno o di un ricongiungimento» richiedono «condizioni di autentica accoglienza e accettazione».
“Discernere la vocazione familiare” è il tema della seconda parte dell’”Instrumentum laboris”; «mettersi in ascolto della sua Parola… permette di mettere in luce la centralità della coppia e della famiglia nel progetto di Dio».Un caposaldo dell’insegnamento conciliare (GS 22), «Cristo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l’uomo a se stesso», viene unito a due richiami dalle catechesi di Papa Francesco. «Ogni famiglia sappia che la Chiesa non l’abbandona mai, in virtù del “legame indissolubile della storia di Cristo e della Chiesa con la storia del matrimonio e della famiglia umana”». Le arcinote tre parole, “permesso?”, “grazie”, “scusa” «racchiudono una grande forza: la forza di custodire la casa» (13/5/2015). Il card. Baldisseri ha sottolineato nell'introduzione come le catechesi di papa Francesco abbiano permesso di tenere alta l’attenzione sulla famiglia in quel tempo di grazia che volge alla conclusione, il tempo intersinodale. E’ un tempo in cui i gruppi famiglia possono ancora avvalersi di questo “Instrumentum laboris” per le loro riflessioni.«La famiglia è per sua natura missionaria ed accresce la propria fede nell'atto di donarla agli altri. Il fatto stesso di vivere la comunione familiare è un annuncio missionario». La sua testimonianza si concretizza nell'«impegno per la promozione del bene comune a partire dal territorio nel quale essa vive». «Valorizzare le coppie come soggetti attivi della catechesi, specialmente nei confronti dei propri figli, in collaborazione con sacerdoti, diaconi e persone consacrate» è un importante monito alle diocesi che ancora fanno dipendere solo dal sacerdote la predisposizione di linee pastorali in campo familiare, “la famiglia soggetto della pastorale” è il titolo del n. 72.Si definisce il “bonum ecclesiae” come una corrispondenza biunivoca: «la Chiesa è un bene per la famiglia, la famiglia è un bene per la Chiesa».
La Chiesa «non si sottragga al compito di incoraggiare e sostenere», mostrare «apprezzamento e amicizia nei confronti dell’impegno già preso» da parte di conviventi o sposati civilmente. Si promuovano per essi dei «percorsi di coinvolgimento progressivo». «L’atteggiamento dei fedeli nei confronti delle persone non ancora giunte alla comprensione dell’importanza del sacramento nuziale si esprima soprattutto attraverso un rapporto di amicizia personale, accogliendo l’altro così come è, senza giudicarlo». Occorre «partire dalle situazioni concrete delle famiglie di oggi, tutte bisognose di misericordia», «la misericordia è “il centro della rivelazione di Gesù Cristo”» (bolla “Misericordiae vultus”, 11/4/2015).
Metà documento è dedicato a scorgere come annunciare il vangelo della famiglia oggi, la dimensione missionaria.Nel primo capitolo dedicato all'”evangelizzazione”, emerge la “tenerezza”, «curare le ferite e ridonare speranza», anche con valore teologico, nel senso di discorso su Dio, «pazienza di Dio, vicinanza di Dio, tenerezza di Dio» (Omelia di Natale, 24/12/2014). Si accenna ai social network dove si invita a promuovere «una politica, un’economia e una cultura al servizio della famiglia», «per servire il bene comune». Ancor meglio, «preparare, formare e responsabilizzare alcune famiglie che possano accompagnarne altre a vivere cristianamente». Si ribadisce la responsabilità della comunità cristiana che «accoglie nel suo grembo la nuova famiglia affinché, come chiesa domestica, si senta parte della più grande famiglia ecclesiale».Come stile, «è necessario adottare una comunicazione chiara ed invitante, aperta, che non moralizzi, giudichi e controlli». Il capitolo sulla “formazione” punta all'educazione “remota”: «strutturare veri e propri percorsi pastorali di supporto alle famiglie, rivolti sia ai singoli sia alle coppie, con una particolare attenzione all'età della pubertà e dell’adolescenza, nei quali aiutare a scoprire la bellezza della sessualità nell'amore».Per i seminaristi, «si suggerisce che siano guidati nel fare esperienze di pastorale familiare e nell'acquisire conoscenza adeguata alla situazione attuale delle famiglie».La pastorale dev'essere “integrata”, «l’ufficio diocesano per la famiglia e gli altri uffici pastorali possano intensificare la loro collaborazione in vista di una più efficace azione pastorale». Anche per gli «itinerari prematrimoniali» o meglio «percorsi di educazione alla fede e all'amore», occorre puntare ad una «sinergia tra i vari ambiti pastorali – giovanile, familiare, catechesi, movimenti e associazioni». La pastorale familiare abbraccia tutte le fasi della vita.
«Soprattutto a livello diocesano si moltiplichino gli sforzi volti ad accompagnare in maniera costante i giovani sposi» e proprio l’”accompagnamento ecclesiale” è il terzo capitolo in questa riflessione sulla missione. «Nell'ambito delle relazioni familiari la necessità della riconciliazione è praticamente quotidiana». «Prendersi cura delle famiglie ferite e far sperimentare loro l’infinita misericordia di Dio è da tutti considerato un principio fondamentale», occorre «cogliere nel concreto la diversità delle singole situazioni». «Tutti hanno necessità di dare e ricevere misericordia», «dal cuore della Trinità, dall'intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia» (bolla “Misericordiae vultus”). «Stare vicino alla famiglia come compagna di cammino… a volte, occorre rimanere accanto ed ascoltare in silenzio; altre, porsi davanti per indicare la via su cui procedere; altre ancora, stare dietro per sostenere ed incoraggiare».
Gli estensori dell’”Instrumentum laboris” parlano di «comune accordo sull'ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale». Per alcuni si tratta di «impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza», per altri, accompagnati «da un presbitero a ciò deputato», la via penitenziale conduce «l’interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potestà di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione».
Un altro punto che raccolse nella XIII assemblea straordinaria del sinodo dei vescovi un alto numero di placet è il n. 55 (“l’attenzione pastorale verso le persone con tendenza omosessuale”, 118 “placet”, 62 “non placet”). «Sarebbe auspicabile che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all'accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone». Un’anomalia torinese, questo servizio è scollegato dalla pastorale familiare.
L’ultima parte del documento si focalizza su “generatività, educazione”. Occorre favorire il dialogo «tra bioeticisti cattolici e scienziati delle tecnologie biomediche». Si ribadisce che «l’educazione di un figlio deve basarsi sulla differenza sessuale, così come la procreazione»,l’amore coniugale tra un uomo e una donna «costituisce la base indispensabile per la formazione integrale del bambino». «La prima scuola di educazione è la famiglia, è importante che i genitori siano coinvolti attivamente nei cammini di preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, in qualità di primi educatori e testimoni di fede per i loro figli».

il 30 ottobre 2017 alle 16:18 ha scritto:

Altro libretto del Sinodo dei Vescovi utile per riflettere sulla missione della Famiglia secondo il magistero di Francesco che puntualmente ci offre spunti di riflessione autorevoli e mistici. Da leggere e rileggere .

il 10 giugno 2019 alle 09:41 ha scritto:

Ho letto e usato l'Instrumentum laboris del Sinodo sulla "Vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo". Lo attendevo proprio. E' un argomento di attualità e i sono interessati i risultati. Il libretto è di aiuto.