Citazione spirituale

Una stella nella notte. Storia della bambina che non doveva nascere

di

Giacomo Rossi


Copertina di 'Una stella nella notte. Storia della bambina che non doveva nascere'
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EAN 9788892221475

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Una stella nella notte. Storia della bambina che non doveva nascere Autore Editore San Paolo Edizioni EAN 9788892221475 Pagine 144 Data marzo 2020 Peso 195 grammi Altezza 21 cm Larghezza 14,5 cm Collana Le vele
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il 23 settembre 2020 alle 11:35 ha scritto:

“Una stella nella notte, Storia di una bambina che non doveva nascere”, di Giacomo Rossi, probabilmente non raggiungerà i livelli editoriali dei cosiddetti best seller e diventerà soltanto, anche se apprezzato, soltanto un libro di nicchia.
Ed è un peccato, perché si tratta di un vero inno alla vita, senza cadere però nella facile retorica fatta di una nenia di parole che alla fine diventano assolutamente vuote.
Una storia d’amore che, pagina dopo pagina, profuma di tenerezza e di coccole; un libro che vale davvero la pena di leggere. Non a caso l’autore decide di dedicarlo oltre che alla moglie Sara, «protagonista suo malgrado di questa storia, che vive ogni giorno la mia stessa vita», anche a Leonardo, Stella ed Arianna, i tre marmocchi che gironzolano per casa, «perché possano imparare cos’è l’Amore da una storia che non possono ricordare».
Nella sua semplicità narrativa, che si abbina ad un’apprezzabile chiarezza espositiva, nella piccola trama, volutamente essenziale, il libro ripropone una problematica non nuova, relativa alla sempre attuale questione - ravvivata dalla recente modifica del 13 agosto appena passato - alla legge 194 la quale di fatto, precisa Maria Casini Bandini presidente del Movimento per la vita italiano, ribadisce la cancellazione del concepito «come essere umano e ritiene l’aborto una questione di esclusiva determinazione femminile». Una legge «integralmente iniqua» che «affronta il tema della vita nascente in chiave pseudo-assistenziale» e «il cui bene protetto è la libertà individuale», quello della donna, senza nemmeno curarsi della sorte del concepito che, si voglia o meno, è comunque «un figlio, uno di noi», chiosa la stessa Maria Casini Bandini.
Giacomo, un passato da giornalista ed ora fisioterapista, e Sara sono marito e moglie, già padre e madre di uno splendido, a lungo desiderato bambino, sono costretti all’improvviso a misurarsi con una diagnosi pre-natale assolutamente imprevista quando decidono di dare a Leonardo un fratellino. Questa volta il referto parla di una “trisonomia 21”, di una creatura “diversa”, “speciale”, di una bambina con la sindrome di Down. . .
Davanti a Sara e a Giacomo si spalanca un incubo, profondo, oscuro, senza vie d’uscita, che si riempie di profondi silenzi, di mai prima sperimentati contrasti famigliari, di profonde lacerazioni e spaccature apparentemente, più di una volta sanate da precarie ricuciture, prima di decidere di ricorrere alla “Ru486”, alla pillola abortiva, che non è un diritto e nemmeno una libertà, che in ogni caso è e resta un’alternativa tanto estrema quanto drammatica e dolorosa - scoprendo però, che i tempi per ricorrere ad essa sono ormai scaduti. E allora, l’alternativa, l’unica, resta l’aborto fuori dall’Italia, in Francia. No quella bambina, quell’improvviso, imprevisto intruso, non può nascere, l‘aspetterebbero giorni difficili: andare a scuola, praticare uno sport, uscire con gli amici, forse trovare un lavoro, poter godere di una sua piena e libera autonomia… E poi, che ne sarà dell’armonia familiare appena raggiunta? Quanti, quali sacrifici imporrà la sua presenza a lei e a tutta la famiglia?
Mesi di angoscia, di dubbi precedono la partenza per la Francia, per liberarsi di quella piccola, prima desiderata e ora ... Mesi di nebbia, di buio fitto.
Poi la luce, l’alba di una nuova primavera: la vita è più forte dei giorni amari che Giacomo e Sara hanno vissuto.
Prima lieve, poi sempre più forte e inarrestabile, nitida, Giacomo e Sara soprattutto, che quella vita la porta dentro, che avverte già i battiti del piccolo cuoricino, i primissimi movimenti del minuscolo corpicino, percepiscono la voce della coscienza. La piccola vuole nascere. Il fratellino Leonardo l’aspetta, papà e mamma ne avvertono di colpo l’assenza.
E la vita vince. Li sospinge verso un traguardo qualche settimana prima non preventivato, verso un punto di arrivo che miracolosamente si congiunge a quello di partenza. Quella bimba dagli occhi azzurri, vedrà il sole, accennerà ai primi, inconsapevoli sorrisi sino a diventare la coccola di casa, muoverà i primi passi, balbetterà le prima sillabe, sarà la gioia di famiglia, l’amore di tutti.
“Non doveva nascere” quella bambina. Ma questa volta la vita ha vinto. E’ andata oltre l’autonomia del volere, dell’arbitrio soggettivo. Questa volta, nel cielo della vita si è accesa un’altra stella. Bellissima. Più azzurra e luminosa che mai