Esaurito
Descrizione
Il XII secolo costituisce un momento di grandezza per Santiago de Compostela. Gl'incessanti pellegrinaggi al sepolcro dell'apostolo Giacomo e la costruzione della cattedrale eponima testimoniano uno sviluppo intenso del culto jacopeo. Sulla base di questi risultati, il vescovo Gelmírez non nascose ambizioni egemoniche nei riguardi del mondo ispanico e, addirittura, dell'intera cristianità, come il vescovo Peláez che, nel secolo precedente, aveva preteso di porre la sede episcopale compostellana in concorrenza proprio con la sede papale. Al centro dell'intera vicenda compostellana si colloca il "Liber Sancti Jacobi", conosciuto anche come Codex Calixtinus, un codice del XII secolo che fu stilato nell'ambito di un programma di glorificazione ed esaltazione della sede episcopale compostellana e che risulta di assoluto rilievo per lo sviluppo, il consolidamento e promozione del pellegrinaggio a Santiago. Il "Liber Sancti Jacobi" si articola in 5 libri. Il I riporta una serie di testi liturgici; il II contiene la narrazione di 22 miracoli del Santo; il III raccoglie testi di varia provenienza, tra cui il racconto della traslazione in Galizia delle spoglie dell'Apostolo. Il IV libro riporta la cosiddetta Historia Turpini, vera e propria cronica gestarum contenente una serie di leggende di Carlomagno connesse al culto di San Giacomo. Il V libro, infine, è costituito dalla Guida del pellegrino che indica, a coloro che si recano a Santiago, gli itinerari da seguire e le devozioni da compiere.
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Gianfranco Altieri il 12 maggio 2008 alle 21:20 ha scritto:
Finalmente abbiamo la possibilità di leggere "Il Codice callistino" nella prima edizione integrale italiana tradotta da Vincenza Maria Berardi nell'ambito di un progetto di ricerca sviluppato nell'Università di Perugia dal "Centro Italiano di Studi Compostellani". Negli anni passati, solo alcune parti di questo importante testo latino, redatto nel XII secolo, erano state tradotte in italiano. Era, quindi, come leggere una sola parte della "Divina Commedia" senza avere la possibilità di conoscerne il contesto generale e le motivazioni dell'autore. Per di più le precedenti traduzioni parziali erano state sviluppate su una trascrizione del manoscritto realizzata nel 1944 e che, comunque, presentava parecchie lacune. Ora, finalmente, disponiamo di un'elegante traduzione del testo integrale che, oltre tutto, si avvale della nuova edizione filologica pubblicata nel 1998. E così la lettura de "Il Codice callistino" ci coinvolge totalmente e ci conduce in una meravigliosa città del XII secolo, la Santiago di Compostella ubicata lì dove, secondo l'uomo medievale, erano i confini del mondo. E proprio lì, sul sepolcro dell'apostolo Giacomo, giungeva una moltitudine di pellegrini provenienti da tutt'Europa. Da lì, da Santiago, i pellegrini riprendevano la via del ritorno, portando nella mente e nel cuore i racconti della vita del santo, la traslazione del suo corpo, i suoi miracoli e, inoltre, le imprese di Carlomagno impegnato a liberare dagli infedeli la strada che conduceva a Compostella. Queste e tante altre storie, raccolte ne "Il Codice callistino" assieme a cantici, citazioni bibliche e sermoni venivano veicolati su tutte le strade europee con un messaggio carico di intense suggestioni e di spiritualità cristiana. È lo stesso messaggio che ancora oggi accomuna genti di ogni età e di ogni provenienza che si mettono in Cammino verso Santiago di Compostella alla ricerca di quei valori che aiutino a rintracciare la strada maestra in un mondo che tende a smarrirla.
Marisella De Nuccio il 14 maggio 2008 alle 11:21 ha scritto:
Per chi ami il Medioevo non esiste forse un testo capace, quanto il Callistino, di riportarlo indietro nel tempo. Il lettore si ritrova immediatamente in una dimensione diversa, rapito dal tono accorato dei sermoni, stupito di fronte alla narrazione dei miracoli di san Giacomo, attonito nel constatare quale mondo colorito e bizzarro incontrassero i pellegrini che intraprendevano il cammino verso la Galizia. Pur non trattandosi di un romanzo storico, ma semplicemente di una traduzione di una fonte latina, il testo non lascia indifferenti quanti siano alla ricerca di quelle emozioni intense che soltanto la lettura sa suscitare.