Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Filippo Mancuso il 25 settembre 2018 alle 20:45 ha scritto:

una bella idea per regalo di prima comunione,soddisfatto dell'acquisto effettuato

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PARROCCHIA SACRO CUORE il 25 settembre 2018 alle 16:16 ha scritto:

Come funziona un buon racconto e perché - se è ben fatto - ha sul cuore di chi lo ascolta un effetto così profondo e risanante? Da quali elementi è composto? Perché abbiamo tanto bisogno delle storie? Le domande che che oggi si pongono le moderne "scienze della narrazione" sono in fondo le stesse cui cercò di rispondere Aristotele nella sua riflessione ventitré secoli fa. La sua raccolta di appunti passati alla storia come "Arte poetica" da allora in poi ha accompagnato, in un modo o nell'altro, il lavoro di tutti gli "artigiani del racconto". Ancora oggi chi scrive o chi studia la fiction (o anche semplicemente chi cerca di seguirla con consapevolezza) non può non conoscerlo. Questo volume, agile, profondo, ricco di suggestioni, ne rappresenta una preziosa e inedita chiave di accesso. Da non perdere.


Andrea M., andreamariotti@libero.it il 24 settembre 2018 alle 13:39 ha scritto:

bel saggio, scritto bene e su un tema nuovo. ottima la parte antologica.


MARIAGIOVANNA MONTALBANO il 24 settembre 2018 alle 11:03 ha scritto:

Libro di canti di grandezza media comodo e con scritta bella chiara lo consiglio!!!?

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luisa giovannini il 24 settembre 2018 alle 10:13 ha scritto:

Libro molto bello con una trama avvincente e soprattutto ricco di valori morali. Un libro da regalare!

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Mistero Medjugorje - Antonio Socci
Libro
Antonio Socci Piemme (giugno 2013, 224 p.)

Ivan Lavorato il 22 settembre 2018 alle 18:25 ha scritto:

Pur essendo profondamente deluso e disgustato delle derive antipapiste del Socci degli ultimi anni devo dire che questo libro, a mio avviso, è ben fatto. Affronta la questione delle apparizioni di Medjugorje in modo realistico e equilibrato.

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Lumen gentium - Dario Vitali
Libro
Dario Vitali Studium (settembre 2012, 192 p.)

Ivan Lavorato il 22 settembre 2018 alle 18:19 ha scritto:

Un ottimo commento alla Lumen gentium. Semplice ma esaustivo, ricco di spunti di riflessione sul volto della Chiesa così come emerge dal concilio Vaticano II. Lineare, chiaro e soprattutto direi equilibrato!


Raffaella Bulzaga il 22 settembre 2018 alle 16:35 ha scritto:

completa e ben fatta questa corona è specifica per i francescani. A differenza delle altre corone non cambia. Un nuovo modo per unirsi in preghiera coi frati e gli ordini francescani essendo la corona propria dell'ordine.

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Ivan Lavorato il 22 settembre 2018 alle 13:12 ha scritto:

Per quanto sia stato scritto in un'epoca tanto lontana dalla nostra credo sia un testo di spiritualità molto adatto ai nostri tempi. Come si evince dal titolo, tutto é centrato sull'amore, il cardine della vita spirituale. Molto belli i capitoli in cui sant'Alfonso spiega passo passo l'inno paolino alla carità!

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Ivan Lavorato il 22 settembre 2018 alle 13:09 ha scritto:

Un'ottima biografia del Curato d'Ars! Semplice senza esagerazioni ed esaustiva. Oltre alle note biografiche, molto significative le pagine sulla sua spiritualità, sulla sua quotidiana sequela di Cristo!

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Ivan Lavorato il 22 settembre 2018 alle 13:05 ha scritto:

Ottimo testo per approfondire il valore dei carismi nella vita della Chiesa. L'autore ripercorre in maniera molto chiara ed esaustiva lo sviluppo del pensiero teologico in merito dalla Scrittura al Vaticano II passando per i Padri e i teologi medievali.

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Ing. MICHELANGELO COSTA il 22 settembre 2018 alle 12:43 ha scritto:

Il libro è agile, ben leggibile e con paragrafi corti, idonei quindi per lettura quotidiana. E' preziosa l'esperienza monastica dell'Autore che impreziosisce il teso molto bene strutturato e completo come ottima introduzione alla preghiera.
Molto consigliabile a tutti.

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Ing. MICHELANGELO COSTA il 22 settembre 2018 alle 12:41 ha scritto:

Si tratta di un lavoro importante che richiede impegno nella meditazione, anche perchè il testo meditato (IL Libro dell'esodo) va letto nella Bibbia direttamente.
Mi ha fatto conoscere molto meglio la figura fondamentale di Mosè, la tua valenza profetica rispetto al Redentore: nostro Signore Gesù. Molte bello.


Ing. MICHELANGELO COSTA il 22 settembre 2018 alle 12:38 ha scritto:

Si tratta di un volumetto molto bene fatto e facilmente leggibile. E' semplice da comprendere e non ha troppe citazioni pesanti. Il contenuto è veramente eccellente e mi ha fornito un fondamentale aiuto a rivalutare l'eucarestia e la Santa Messa.
Fortemente consigliabile.

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roberto mela il 22 settembre 2018 alle 11:19 ha scritto:

La frase di Gv 4,10 è citata dall’autore, membro della Comunità delle Beatitudini, nella penultima delle 14 meditazioni e riflessioni - alcune già pubblicate in riviste di spiritualità -, dedicata a santa Teresa d’Avila e al suo Castello interiore. Dio abita nell’anima, un castello con molte stanze, da scoprire con gioia. Il sottotitolo del libro fa capire come l’autore ci tenga a far notare che nella vita spirituale è necessario la recettività, oltre che il dono generoso di sé. La recettività spirituale è al centro del primo capitolo (pp. 7-26), e si basa sulla perseveranza nella preghiera, sulla fiducia e l’umiltà, sull’obbedienza e sulla pratica della pace interiore, unite al distacco e alla gratitudine. “Del mio Dio lo sguardo e il sorriso che rapisce, ecco il mio cielo” (Santa Teresa di Gesù Bambino, Lettera 127 a Celina, 426). La frase folgorante di Teresa è al centro dello splendido secondo capitolo del libro, “Sotto lo sguardo di Dio con Teresa di Lisieux” (pp. 27-46). Lo sguardo di Dio dona la vita, distingue per eleggere, riveste di bellezza, imprime la somiglianza con Gesù. È uno sguardo che segue, accompagna, dona vita e fecondità; uno sguardo che purifica, perché ringiovanisce donando la santità con uno sguardo di speranza. Gesù guarda la nostra bellezza profonda, il figlio di Dio che è in noi, la gloria e lo splendore che sono già nostri. “Dio ci vede già nella gloria e gioisce della nostra futura bellezza, che per lui è presente. Come può il buon Dio che ci ama così tanto sopportare di vederci soffrire qui in terra, si chiedeva un giorno Teresa. E rispondeva: perché ‘ci vede già nella gloria’ “(p. 36). Per l’anima è necessario vivere sotto lo sguardo di Gesù, anche quando velato dalla sua sofferenza. Il terzo capitolo (pp. 47-64) è dedicato al paradosso paolino della forza presente nella debolezza. Non ci si deve spaventare della propria debolezza, perché lo Spirito Santo vuole una Chiesa dei poveri e nella fede posso aprire la mia debolezza alla potenza di Dio. La debolezza non è un ostacolo, ma una via. Col quarto capitolo (pp. 65-86) Philippe si confronta a lungo col tema della libertà, “smontando” le concezioni attuali di libertà come onnipotenza, completa autodeterminazione, indipendenza, facoltà di scegliere e spontaneità. La libertà può solo essere collegata all’amore, e basarsi sulla fede e sulla speranza. La felicità dell’anima sta nella sua libertà di amare.
Altri capitoli, più brevi, si soffermano sulla pace interiore, la ricerca della propria identità e sull’eucaristia. Questa meditazione è strutturata in tre parti, riflettendo sul rapporto tra eucaristia e fede, speranza e carità. Affascinante il capitoletto sul toccare Dio nella preghiera. Il tatto, il primo dei sensi a formarsi, ha il vantaggio assente negli altri: la reciprocità. Si tocca venendo toccati. Nella preghiera segnata dalla fede possiamo “toccare” Dio. È ciò che hanno sperimentato Santa Teresa d’Avila e Hetty Hillesum, vivendo nella pace e nell’abbandono, nell’accoglienza piena della realtà e nell’“aiutare Dio” quando lui sembra non si faccia sentire. Portare amore ovunque ci si trova, vincendo il male con il bene. Con una tale spiritualità, maturata negli anni, si può arrivare perfino ad amare anche i nazisti che ti sterminano insieme a tutta la tua famiglia.
Volume che rasserena e apre i polmoni a una spiritualità serena, equilibrata, fondata sull’amore intriso dalle virtù teologale, sull’esempio di grandi santi della spiritualità carmelitana. Il linguaggio semplice, con frasi concise e profonde, rende l’opera piacevole da leggere e da assimilare.

Roberto Mela

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