Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Catechista Cinzia Mortellaro il 14 febbraio 2021 alle 21:19 ha scritto:

Interessante riflessione di papa Francesco sulla fratellanza

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Luciano il 13 febbraio 2021 alle 19:49 ha scritto:

Non è solo un commento al Vangelo, è una carezza, un sussulto al cuore perché scritto da un uomo di fede e di profonda testimonianza. È un Vangelo raccontato, sussurrato, colorato, con 100 appuntamenti in ascolto della Parola del Signore. In Cento giorni con Gesù, Alessandro terminava ogni capitolo con una preghiera rivolto ai suoi lettori. Con Altri Cento giorni con Gesù, Alessandro fa di più ci invita alla riflessione e si mette in preghiera insieme a noi.

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ALESSIA NESPOLI il 13 febbraio 2021 alle 17:58 ha scritto:

Frate Indovino è sempre una garanzia...preciso fedele a cui si può sempre fare riferimento sia per i Santi che per le questioni pratiche della casa la tenuta dei fiori delle piante l'organizzazione dell'orto....direi davvero una garanzia....

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365 volte fede - Negri Fausto
Libro
Negri Fausto Elledici (maggio 2012, 80 p.)

ALESSIA NESPOLI il 13 febbraio 2021 alle 17:53 ha scritto:

Belle frasi che aiutano a coltivare la Fede guardandola a volte da un'altra angolazione...e a volte non sembrano frasi dette da cattolici...ottimo libretto e di facilissima consultazione e volendo si può cercare ogni giorno la frase che si adatta meglio al nostro modo di sentirci....


Edoardo Poletti il 13 febbraio 2021 alle 04:41 ha scritto:

Indispensabile per una preghiera quotidiana e per meditare sul Vangelo e sugli scritti di Papi e santi. Ottimo in preparazione del Natale. Bel formato e ben leggibile. Unico punto debole la copertina di plastica.

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Fiorenza Saccoman il 13 febbraio 2021 alle 00:35 ha scritto:

Costruito in legno di colore rosso, piccolo e maneggevole. Potete tenerlo in tasca, in ufficio, in automobile. Vi terrà compagnia, vi proteggerà e quando vorrete potrete sgranarlo per recitare il Rosario completo o la vostra Novena preferita. Ce ne sono di veramente bellissime.

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Rosario francescano grande
Articolo Religioso

Fiorenza Saccoman il 13 febbraio 2021 alle 00:31 ha scritto:

Rosario costruito in legno, robusto, semplice come la Regola francescana richiede, da tenere in tasca e da utilizzare anche quando si cammina, per pregare quando ci si muove per riprendersi dalle fatiche della giornata lodando Dio, Maria Santissima e il Suo Divin Figlio.

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Fiorenza Saccoman il 13 febbraio 2021 alle 00:24 ha scritto:

La biografia del santo Charbel, preceduta da una panoramica sulla storia del Libano a partire dagli albori della civiltà. Paese di estrema importanza strategica, bellissimo ma conteso da molti e quindi martoriato. Il santo, descritto in modo semplice ma efficace; la sua vita protesa verso il cielo con l'unico fine di raggiungere il suo Dio. Al termine del volume la descrizione di tantissimi miracoli, ottenuti per intercessione di san Charbel. Ne hanno beneficiato non solo cristiani ma anche appartenenti ad altre religioni, a testimonianza che Dio ama tutti, indistintamente.


Silvia Neri il 12 febbraio 2021 alle 23:38 ha scritto:

Libro che aiuta tantissimo soprattutto nei momenti difficili

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Silvia Neri il 12 febbraio 2021 alle 23:37 ha scritto:

Libro scritto molto bene, preghiere bellissime

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graziella schievenin il 12 febbraio 2021 alle 23:11 ha scritto:

Penso che molti conoscano questo utile strumento dove troviamo oltre alla S.Messa quotidiana anche i commenti, brevi ma molto incisivi, delle letture del giorno.
In questo, relativo ai mesi di marzo e aprile prossimi, c'è un'attenzione particolare alla Settimana Santa e, tra l'altro, una via crucis della Beata Elena Guerra e la novena alla Divina Misericordia.
Se non possiamo partecipare alla S.Messa giornaliera possiamo almeno, con questo messalino, rimanere uniti leggendo le letture e i commenti in qualsiasi momento della giornata.


graziella schievenin il 12 febbraio 2021 alle 23:03 ha scritto:

Agile volumetto per vivere al meglio il periodo prossimo della Quaresima. Volumi simili mi hanno già accompagnato lo scorso anno e anche durante l'Avvento.
Ogni giorno due pagine, che si leggono in due minuti, e contengono il vangelo del giorno e un breve ma intenso commento e un proposito per la giornata.
Simpatico e utile il proposimetro quotidiano, la possibilità di tenere traccia del nostro proposito, se ce ne siamo ricordati, se lo abbiamo messo in pratica, se non ci siamo riusciti.
Un bell'aiuto per i giorni che precedono la S.Pasqua.

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EUGENIO ROSSETTI il 12 febbraio 2021 alle 19:23 ha scritto:

Bellissimo libro tutto incentrato sulla figura del Padre. Scritto in modo molto semplice, e, per questo, la lettura ne risulta molto piacevole e fluida. Mi ha colpito molto il capitolo 7, "IL PADRE MIO È IL VIGNAGNUOLO, Perchè Dio ci pota". Una catechesi, che per chi come me, ha avuto un lutto importante, porta a meditare e a dare delle risposte ai tanti perchè.

I quattro maestri - Vito Mancuso
Libro

Nicola Giuliani, giulianibcc@gmail.com il 12 febbraio 2021 alle 12:46 ha scritto:

Per apprezzare interamente questo voluminoso libro scritto dal teologo laico, Prof.Vito Mancuso, ex sacerdote ordinato dal Cardinale Carlo Maria Martini, poi dispensato e sposato con figli, credo sia più che opportuno, specie per chi non ha letto alcun altro suo libro, leggere inizialmente il breve brano riportato nelle ultime due pagine che così inizia:
"In forza della sua emozione vitale Gesù si potrebbe rivolgere a noi, oggi, più o meno così: Da un momento all'altro il Padre avrebbe messo fine a questo mondo ricolmo di ingiustizia e per molti il giudizio sarebbe stato terribile. Io .... "
Il libro, molto attuale in tema di auspicabile avanzamento spirituale dell' umanità, va ovviamente letto e riletto per poterlo valutare e magari condividerlo.


Monia Pelucchini, moniapelucchini@gmail.com il 12 febbraio 2021 alle 11:28 ha scritto:

“Amore”, “vita/morte” sono i temi più profondi che hanno ispirato poeti e narratori di tutti i tempi. Ognuno con le sue parole ha offerto un modo diverso di vedere l’infinito, l’ignoto e tutte le suggestioni che fanno parte del mistero ultimo della vita. Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono le grandi domande alle quali l’uomo ha tentato di rispondere sin dall’origine dei tempi, trovando sempre e solo in Dio, e nel mistero di un oltre, la sua pienezza.
Gli autori Daniele Cogoni ed Elena Olivari, sacerdote e docente di teologia dogmatica lui, laureata in lettere classiche e appassionata ricercatrice lei, attraverso un percorso scandito da notevoli approfondimenti su reperti archeologici e fonti storiche, mettono in luce come “il mistero della morte e la sete di eternità” siano gli aspetti determinanti che hanno spinto l’uomo alla ricerca del soprannaturale. Nel loro libro essi vogliono dimostrare come già nella preistoria la religiosità fosse un aspetto ineludibile che caratterizzava l’umano e come proprio da questo aspetto emergesse non solo la luminosità dell’uomo ma anche il suo più profondo anelito proteso verso Cristo.
Il libro, scandito da due capitoli, “Archeologia religiosa preistorica” e “Archeologia religiosa storica”, offre una ricca “Introduzione” e un’avvincente “Prefazione” del Card. Edoardo Menichelli. La “Conclusione”, dedicata all’archeologia cristiana, si completa con una bella “Appendice fotografica” curata da Marco Gentilozzi dove tutti i temi trattati emergono nei loro dati archeologici più salienti.
Dopo le precisazioni introduttive sulla religiosità, sull’archeologia religiosa, sulla scrittura, sul rapporto tra fonti storiche e archeologiche, nonché sul rapporto tra religione naturale e religione rivelata, l’attenzione alla vicenda umana nel suo protendersi verso l’Assoluto diventa saliente.
Come si attesta nel primo capitolo, il desiderio di infinito è riscontrabile già nel paleolitico, nelle ritualità funebri. Successivamente lo sciamanesimo, il culto della dea madre, l’arte parietale, il megalitismo… rappresentano “un processo spirituale condiviso” da tutti gli uomini i quali percepivano la loro condizione di fragilità in un contesto naturale tanto incontaminato quanto pericoloso. L’uomo primitivo già cercava risposte sul senso della vita e si interrogava sul dopo la morte, consapevole di una Presenza che, pur se misteriosa e indecifrabile, avrebbe dato un senso all’esistenza. Da qui la necessità di imparare a comunicare “l’incomunicabile” attraverso le più grandi invenzioni della storia: quelle dei simboli e della scrittura. Quest’ultima, nel suo sorgere, parrebbe avere avuto una funzione sacrale. La sua diffusione portò al tentativo di esprimere e tramandare le diverse credenze religiose, dando prova di come essa sia non solo la più grande “invenzione mondiale” sorta misteriosamente, quasi in contemporanea, su diversi siti geografici e tipologie culturali, ma anche il più adeguato veicolo di espressione dell’interiorità umana e dello stesso Mistero.
Nel secondo capitolo si attesta come nella società ellenistica si affermarono i miti, ossatura dei poemi omerici. Essi offrivano spunti per una riflessione politica e religiosa e più tardi saranno anche legati allo sviluppo di una filosofia che indaga il destino dell’uomo e in particolare il tema dell’immortalità dell’anima. La scrittura contribuirà allo sviluppo delle grandi religioni mondiali, le quali si riconoscono nelle loro “scritture sacre”. Emblematico è che per ebrei e cristiani la fede si fonda proprio sulla “Parola di Dio” custodita nelle Sacre Scritture, una Parola che, nel credo cristiano, si è “fatta Carne”. Il grande e “poliedrico evento” della nascita di Gesù, della sua morte e risurrezione nonché il sorgere del cristianesimo a lui connesso (questioni indagate tutte sulla base delle fonti storiche e archeologiche) è definito nel libro “la cesura per eccellenza” all’interno della storia, un unicum senza precedenti è infatti non solo l’annuncio dell’Incarnazione e della Resurrezione di Cristo ma anche la promessa di una vita dopo la morte per chi crede nel suo Amore: risposta alle attese più profonde dell’umanità. Gli insegnamenti della Kabbalah ebraica, come anche la grande attenzione e venerazione che i Greci e i Romani avevano verso i loro defunti, continuavano ad essere segnali forti della necessità di affidarsi ad una giustizia superiore a quella umana mediante la quale risolvere il problema della morte. Cristo con la sua resurrezione “ha portato a compimento ciò che l’umanità attendeva da sempre” fornendo una risposta definitiva. Certo è che Gesù appariva assai scomodo agli occhi dei suoi contemporanei in quanto vissuto nel periodo in cui il potere era in mano al “Princeps” mentre Egli veniva considerato addirittura un “altro Princeps”, seppur di natura completamente diversa. Tra il I° e il II° sec. d.C. vari romanzi e satire alluderanno ai Vangeli, ciò mette in luce come l’evento del cristianesimo fosse tutt’altro che marginale; l’esempio più famoso è rappresentato dalla Cena di Trimalcione tratta dal Satyricon di Petronio accuratamente analizzato.
Il libro, scandito da spiegazioni chiare ed esaustive pur nella complessità degli argomenti, colpisce per il forte connubio tra storia e religione, e per la continua interazione tra umano e divino. Si può notare in esso come l’uomo di ogni tempo cerca di dare un senso alla propria vita partendo dalla morte, che lo spinge a guardare “oltre”. Se la novità più grande rivelata da Gesù sarà la sua resurrezione è perché ciò costituisce una risposta chiara e definitiva, pervasa dall’amore. Dall’uomo primitivo fino alle grandi civiltà greca e romana il culto più importante era quello dei morti, dettato però da un amore che neanche il distacco può spezzare. Questo sentimento innalza l’uomo a riflettere su un infinito, un’eternità a cui è destinato. È all’apice di questo percorso che Dio manda Suo Figlio per amore, rispondendo perfettamente all’esigenza innata di essere amati.
Il libro indagando il senso dell’esistenza attraverso l’analisi archeologico/storica dice molto del cuore dell’uomo alla ricerca continua di un Dio Amore a cui affidarsi e nel quale bearsi.
Cardini del cammino religioso dell’umanità tracciato dagli Autori sono pertanto l’amore e la morte redenta: “l’amore come elemento di superamento della morte, come trasformazione della morte in vita, come canale privilegiato del rapporto con Dio”. Lo stesso Gesù “si è posto al centro della danza tra la morte e la vita”, redimendole trasfigurandole e riconciliandole in Sé in un modo impensabile all’umana ragione, tanto che la Chiesa nella sua liturgia può proclamare con fede: “la via non è tolta ma trasformata”.
Testimonianza di questa trasformazione è non solo l’esito escatologico e la comunione con i defunti a cui giunge tutta la ricerca, ma anche l’interessante apparato fotografico che impreziosisce il libro che, nel suo insieme, gli Autori considerano un “modesto abbozzo senza pretese”, ma che il Card. Menichelli, nella sua prefazione ritiene essere un “bel testo”, “bello da leggere”.

Monia Pelucchini

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