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Citazione spirituale

Preghiera e poesia negli inni di Sant'Ambrogio e di Manzoni

di

Biffi Inos


Copertina di 'Preghiera e poesia negli inni di Sant'Ambrogio e di Manzoni'
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Disponibile dopo il 20/08 causa chiusura estiva editori/fornitori
In promozione fino al 31/08/2018 [scade tra 15 giorni]
Descrizione
Tipo Libro Titolo Preghiera e poesia negli inni di Sant'Ambrogio e di Manzoni Autore Editore Jaca Book EAN 9788816304802 Pagine 192 Data aprile 2010 Peso 278 grammi Collana Già e non ancora
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il 25 gennaio 2016 alle 19:45 ha scritto:

Libro molto interessante che riesce ad innalzare l’anima e l’intera persona a Dio. Molto carina è l’introduzione che l’autore fa, perché descrive il suo incontro con gli inni di Sant'Ambrogio e gli inni del Manzoni. Sarà perché sono un grandissimo appassionato di sant'Ambrogio, oltre che del Manzoni, che appena ho letto il titolo del libro l’ho acquistato immediatamente. Gli inni di sant'Ambrogio sono prima di tutto belli da leggere, visto che sono scritti meravigliosi, e poi anche musicalmente fatti bene perché Ambrogio è l’unico Padre della Chiesa che sia stato insieme oratore sacro e innografo. Stupende sono le spiegazione che l’autore Inos Biffi fa degli inni santambrosiani. Ambrogio, tra tutti i Padri, è quello che più fermamente confida nella forza della grazia e della Misericordia e lo troviamo soprattutto nell'inno In die Paschae. Bellissimi e ricchi di teologia sono gli inni: In Aurora e In Natale Domini che conservano tutta la teologia trinitaria antiariana che solo Ambrogio poteva avere e non fa altro che ribadirla in ogni frase. Gli inni “romani” ai santi sono davvero stupendi, essi potevano sgorgare solo dalla penna e dalla vena poetica di uno che aveva l’animo colmo di ammirazione per la fede di quella Chiesa, che conserva la memoria viva della sua pietà e si sentiva fiero di provenire da essa. L'Inno ai santi Gervasio e Protasio è davvero bellissimo. Esalta la grandezza di questi santi e la grandezza della diocesi milanese.

il 28 gennaio 2016 alle 13:03 ha scritto:

Gli Inni Sacri di Manzoni sono davvero opere letterarie ricche di fede. Manzoni è il primo laico teologo che riesce a mettere insieme la fede vissuta e la teologia. Essi furono la prima opera scritta dopo la conversione. Manzoni ripudia la sua attività letteraria precedente e si dedica appunto alla celebrazione delle principali festività cristiane del calendario liturgico. Manzoni si era prefissato di comporre dodici inni sacri che celebrassero le festività maggiori del calendario liturgico, ma ne compose solo cinque: i primi quattro, ossia la Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, li compose tra il 1812 e il 1815, l'ultimo, la Pentecoste, nel 1822. Tutti gli Inni Sacri sono belli ma l'inno La Pentecoste è, a mio avviso, il più bello. Il suo tema è appunto lo Spirito Santo, dove a risaltare è, prima di tutto, una perfetta e sorprendente teologia della Chiesa, unita alla manifestazione della sua gioiosa appartenenza ad essa. La descrizione che nasce è quella di valori cristiani profondamente radicati nel rito liturgico, che si rifanno a eventi sacri realmente accaduti nel passato, ma che vengono considerati dai fedeli come un eterno presente nella vita di ogni persona. Una caratteristica originaria di eternità che testimonia la grandiosità di tutto l'operato cristiano, che non si rivela in personalità eroiche o aristocratiche, ma nella gente comune, nell'insieme collettivo del popolo, e nei suoi riti antistorici.
Negli Inni Sacri Manzoni mette in luce l'importanza e gli effetti della fede nella vita degli uomini; del cristianesimo isola il filone evangelico, testimoniando così la continuità tra i valori illuministici della sua formazione e quelli nuovi, frutto della conversione. Il motivo della redenzione è sempre presente negli Inni e rappresenta un fatto storico, ma anche perennemente attuale, poiché si rinnova ogni volta nella celebrazione liturgica.